Visite di cortesia
16/12/08 19:37 Archiviato in:racconto
{di
Tommaso
Raimo}
“... se pensi che il mio aspetto sia ridicolo,
dovresti vedermi quando faccio l’imitazione di Neil Young
seduto sulla tazza del cesso...”
... e questo vale per quando sono al chiuso, nella mia intimità, tiri-tiri-tiri quando vengono gli zii, i giorni di festa, che vogliono fare gli auguri, di solito cerco il modo per demoralizzarli. L’altra volta ho messo un film ed ho detto per favore di fare silenzio, che era bello. Così che mi sono stati tutti a sentire. Zii Zie e cugini. Io proprio davanti alla televisione con la mia sdraio. Il film parlava di uno scienziato che realizza un calcolatore con potezialità ideative. Ben presto però, l’intraprendenza del calcolatore sfugge al controllo dello scienziato. Il computer si impossessa di un braccio meccanizzato, e tramite questa protesi robotica, sequestra la moglie dello scienziato facendogli ogni tipo di analisi bio-medica. A questo punto di solito, viene chiesto di bere acqua. Occorre indicare il frigorifero senza distogliere lo sguardo dalla tv (possibilmente a colori, ma bombata, piccolina e dai fosfori consumati, se ne trovano alcune usate particolarmente efficaci). È molto importate lo sguardo. Lo sguardo deve essere fisso. Avete presente Risvegli? Si deve muovere solo il braccio per indicare con il dito indice il frigo. Se si sbaglia questa mossa tutto il progetto andrà per aria. Il film continua: il braccio meccanizzato viene messo fuori uso da un avventore di passaggio, che muore in una violenta esplosione. Il computer si traforma in un entità di acciaio multi-tentacolare, per non so quale ragione. L’entità magmatica dice alla moglie, che comunque ormai si è anche un po’ pure affezionata: “adesso io e te concepiremo un bambino.” La donna dice: “ma come è possibile?” e ride. L’entita robotica: “non ti preoccupare sono fatti miei”. Alla fine del film interviene finalmente il marito, che stava seguendo altri esperimenti in un rifugio sotterraneo a vari chilometri di distanza: “ma che ti è successo?” “be’ vedi, per la verità aspetto un bambino” “ma come?” “ebbene sì, lo ho concepito proprio una settimana fa con l’entità magmatica che è in salotto, non è colpa mia se non sei mai a casa, adesso si trova in un incubatrice da lui realizzata, che rende la gestazione sette volte più veloce che nella comune razza umana. Io però sono per sbarazzarmi di quel coso, qualsiasi cosa sia.” Il marito, che è uno scienziato: “pazza! andiamo anzi a vedere come sta, ed io che pensavo fossi una buona a nulla! andiamo a vedere, cretina.” Nel frattempo si avvertono dei barriti ultrasonici dalla stanza attigua. Da un uovo rosso fluorescente spunta una specie di omino michelin di colore cacca scura e gli occhi vitrei. Sembra una statua di pietra rappresentante una divinità mongola in versione cibernetica. Di solito, quando spunta l’omino dall’uovo placenta, il film ha definitivamente svolto il suo effetto. [1] Vengono emesse scuse imbarazzate per raggiungere scompostamente il corridoio. [2] Occorre fingere sorpresa e dire: “ah - ve ne andate...”, abbozzando una flessione vagamente interrogativa, ma senza esagerare. [3] Accompagnare alla porta pensando: “Alle prossime festività, basta una telefonata, e se squilla senza che nessuno risponda non ritentare, fa nulla, grazie” [4] Riporre il film in bacheca. [5] Imitare Neil Young. Neil Young è un uomo buono.
“... se pensi che il mio aspetto sia ridicolo,
dovresti vedermi quando faccio l’imitazione di Neil Young
seduto sulla tazza del cesso...”
... e questo vale per quando sono al chiuso, nella mia intimità, tiri-tiri-tiri quando vengono gli zii, i giorni di festa, che vogliono fare gli auguri, di solito cerco il modo per demoralizzarli. L’altra volta ho messo un film ed ho detto per favore di fare silenzio, che era bello. Così che mi sono stati tutti a sentire. Zii Zie e cugini. Io proprio davanti alla televisione con la mia sdraio. Il film parlava di uno scienziato che realizza un calcolatore con potezialità ideative. Ben presto però, l’intraprendenza del calcolatore sfugge al controllo dello scienziato. Il computer si impossessa di un braccio meccanizzato, e tramite questa protesi robotica, sequestra la moglie dello scienziato facendogli ogni tipo di analisi bio-medica. A questo punto di solito, viene chiesto di bere acqua. Occorre indicare il frigorifero senza distogliere lo sguardo dalla tv (possibilmente a colori, ma bombata, piccolina e dai fosfori consumati, se ne trovano alcune usate particolarmente efficaci). È molto importate lo sguardo. Lo sguardo deve essere fisso. Avete presente Risvegli? Si deve muovere solo il braccio per indicare con il dito indice il frigo. Se si sbaglia questa mossa tutto il progetto andrà per aria. Il film continua: il braccio meccanizzato viene messo fuori uso da un avventore di passaggio, che muore in una violenta esplosione. Il computer si traforma in un entità di acciaio multi-tentacolare, per non so quale ragione. L’entità magmatica dice alla moglie, che comunque ormai si è anche un po’ pure affezionata: “adesso io e te concepiremo un bambino.” La donna dice: “ma come è possibile?” e ride. L’entita robotica: “non ti preoccupare sono fatti miei”. Alla fine del film interviene finalmente il marito, che stava seguendo altri esperimenti in un rifugio sotterraneo a vari chilometri di distanza: “ma che ti è successo?” “be’ vedi, per la verità aspetto un bambino” “ma come?” “ebbene sì, lo ho concepito proprio una settimana fa con l’entità magmatica che è in salotto, non è colpa mia se non sei mai a casa, adesso si trova in un incubatrice da lui realizzata, che rende la gestazione sette volte più veloce che nella comune razza umana. Io però sono per sbarazzarmi di quel coso, qualsiasi cosa sia.” Il marito, che è uno scienziato: “pazza! andiamo anzi a vedere come sta, ed io che pensavo fossi una buona a nulla! andiamo a vedere, cretina.” Nel frattempo si avvertono dei barriti ultrasonici dalla stanza attigua. Da un uovo rosso fluorescente spunta una specie di omino michelin di colore cacca scura e gli occhi vitrei. Sembra una statua di pietra rappresentante una divinità mongola in versione cibernetica. Di solito, quando spunta l’omino dall’uovo placenta, il film ha definitivamente svolto il suo effetto. [1] Vengono emesse scuse imbarazzate per raggiungere scompostamente il corridoio. [2] Occorre fingere sorpresa e dire: “ah - ve ne andate...”, abbozzando una flessione vagamente interrogativa, ma senza esagerare. [3] Accompagnare alla porta pensando: “Alle prossime festività, basta una telefonata, e se squilla senza che nessuno risponda non ritentare, fa nulla, grazie” [4] Riporre il film in bacheca. [5] Imitare Neil Young. Neil Young è un uomo buono.



