Vandali della matassa: Snowdonia
30/10/09 01:55 Archiviato in:vandali della
matassa
{di Alessandro
Romeo}

Per capire che la Snowdonia non è una casa discografica come le altre basta andare sul loro sito ed esplorarlo un po’: nel giro di cinque minuti avrete capito cosa intendo. Dietro quel bagaglio estetico fatto di pop, demenzialità, filastrocche, nonsense, trash e colore c’è un progetto, un’idea (e se siete sufficientemente curiosi ne troverete traccia proprio nella homepage del sito). Per farla breve: l’idea è quella che non si debba per forza essere schiavi dell’esterofilia per essere moderni, ma che basti guardarsi attorno e scavare nella storia della musica italiana scoprendo magari che tra il Quartetto Cetra e Camerini non c’è l’abisso che sembra esserci, e che con un po’ di fantasia le carte si possono mescolare.
La storia della Snowdonia è lunga, c’è chi l’ha già raccontata e l’ha fatto pure bene: quello che mi preme ricordare è che tutto è partito dalla fanzine omonima, oggetto di culto del panorama underground italiano dei primi anni Ottanta, fondata da Sir Marco Pustianaz. Questo tanto per dire dove possa portare l’idea - di solito campata in aria - di fondare una fanzine. E poi mi va di ricordare che ad un certo punto Pustianaz ha abdicato in favore di Cinzia La Fauci e Alberto Scotti, gli attuali responsabili di tutto ciò che accade in casa Snowdonia, e membri fondatori del gruppo Maisie.
Ora, la cosa bella è che c’è un indirizzo e-mail e che se gli scrivi una mail Cinzia ti risponde sempre. Durante i tre anni di lavorazione di Balera Metropolitana dei Maisie, le ho scritto più volte per sapere come andava e tra una cosa e l’altra è capitato che io le inviassi qualche numero di inutile e lei le ultime uscite di Snowdonia. Cazzate, lo so. Però son cose che succedono di rado e quando succedono è perché si ha a che fare con gente consapevole della realtà in cui si muove e del senso del proprio progetto.
Dopo la maratona di Balera Metropolitana la Snowdonia è ripartita con la produzione di La Vergine e la rivoluzione dei Pulp-ito, atmosfere dark con una strizzata d’occhio ai CCCP e a svariate cosucce anni ottanta (che detta così fa pensare a un mattonazzo peso, ma in realtà c’è anche spazio per una canzone che parla di Stankovic, per certi svolazzi un po’ sospesi nel nulla, e per una ballata veramente coinvolgente come Rivoluzione) e Il nuovo è al passo coi tempi di K-Conjog, solo musica e oggettistica di qualunque specie per un disco che spazia dal funk isterico di Attenti al cane, al neo-folk di Uno Stupido, passando per qualunque campionamento umanamente pensabile, un po’ tipo i Books ma più orecchiabile, e un po’ Cocorosie ma più divertente.

Per capire che la Snowdonia non è una casa discografica come le altre basta andare sul loro sito ed esplorarlo un po’: nel giro di cinque minuti avrete capito cosa intendo. Dietro quel bagaglio estetico fatto di pop, demenzialità, filastrocche, nonsense, trash e colore c’è un progetto, un’idea (e se siete sufficientemente curiosi ne troverete traccia proprio nella homepage del sito). Per farla breve: l’idea è quella che non si debba per forza essere schiavi dell’esterofilia per essere moderni, ma che basti guardarsi attorno e scavare nella storia della musica italiana scoprendo magari che tra il Quartetto Cetra e Camerini non c’è l’abisso che sembra esserci, e che con un po’ di fantasia le carte si possono mescolare.
La storia della Snowdonia è lunga, c’è chi l’ha già raccontata e l’ha fatto pure bene: quello che mi preme ricordare è che tutto è partito dalla fanzine omonima, oggetto di culto del panorama underground italiano dei primi anni Ottanta, fondata da Sir Marco Pustianaz. Questo tanto per dire dove possa portare l’idea - di solito campata in aria - di fondare una fanzine. E poi mi va di ricordare che ad un certo punto Pustianaz ha abdicato in favore di Cinzia La Fauci e Alberto Scotti, gli attuali responsabili di tutto ciò che accade in casa Snowdonia, e membri fondatori del gruppo Maisie.
Ora, la cosa bella è che c’è un indirizzo e-mail e che se gli scrivi una mail Cinzia ti risponde sempre. Durante i tre anni di lavorazione di Balera Metropolitana dei Maisie, le ho scritto più volte per sapere come andava e tra una cosa e l’altra è capitato che io le inviassi qualche numero di inutile e lei le ultime uscite di Snowdonia. Cazzate, lo so. Però son cose che succedono di rado e quando succedono è perché si ha a che fare con gente consapevole della realtà in cui si muove e del senso del proprio progetto.
Dopo la maratona di Balera Metropolitana la Snowdonia è ripartita con la produzione di La Vergine e la rivoluzione dei Pulp-ito, atmosfere dark con una strizzata d’occhio ai CCCP e a svariate cosucce anni ottanta (che detta così fa pensare a un mattonazzo peso, ma in realtà c’è anche spazio per una canzone che parla di Stankovic, per certi svolazzi un po’ sospesi nel nulla, e per una ballata veramente coinvolgente come Rivoluzione) e Il nuovo è al passo coi tempi di K-Conjog, solo musica e oggettistica di qualunque specie per un disco che spazia dal funk isterico di Attenti al cane, al neo-folk di Uno Stupido, passando per qualunque campionamento umanamente pensabile, un po’ tipo i Books ma più orecchiabile, e un po’ Cocorosie ma più divertente.



