Vandali della matassa: Polliwog
27/11/09 00:51 Archiviato in:vandali della
matassa
{di Alessandro
Romeo}

Polliwog è una rivista di fotografia creata da Rebecca Rijsdijk e portata avanti con l’aiuto di Victoria Schilperoort (che si occupa in particolare dei testi). Polliwog vuol dire “girino” e fa riferimento all’idea di pubblicare gente promettente e sconosciuta. In Italia si direbbe “giovane” ma loro, che sono pragmatiche, spiegano che il concetto di giovane non è necessariamente relativo all’età che uno ha, ma al “numero di passi che è riuscito a compiere nel mondo dell’arte”. Chiaro, diretto e reale.
Polliwog è nata l’anno scorso e attualmente è arrivata al quarto numero. La rivista esce un paio di volte l’anno, senza scadenze precise, e non ha un cartaceo vero e proprio: la puoi sfogliare su issuu e, trattandosi soprattutto di fotografie, l’occhio non ne risente. La cosa bella di Polliwog è che è potenzialmente aperta a tutti. Puoi inviare a Rebecca il link del tuo sito o del tuo flickr o addirittura (e loro lo preferiscono) caricare le tue foto sul flickr di Polliwog. Loro le guarderanno e decideranno cosa farne. Il livello medio è molto alto: questo per dire che Rebecca e Victoria sanno perfettamente fare quello che fanno e se un bel giorno ti dovesse capitare di finire su Polliwog non sarà per “botta di culo”, ma perché sei bravo. Magari sconosciuto, magari pure giovane, ma bravo.
La struttura della rivista è quella di una collezione di monografie. Ogni autore viene presentato, ma soprattutto intervistato: proprio per evitare fastidiosi deliri interpretativi, è l’autore che parla e che mostra quello che sa fare. Attorno ci sono le foto, parecchie, e alla fine ti porti a casa una buona dose di notizie, link e informazioni.
Se vuoi ripescarti l’archivio, qui hai tutto quello che ti serve. Se vuoi restare aggiornato, qui c’è il loro blog.
Polliwog è una rivista di fotografia creata da Rebecca Rijsdijk e portata avanti con l’aiuto di Victoria Schilperoort (che si occupa in particolare dei testi). Polliwog vuol dire “girino” e fa riferimento all’idea di pubblicare gente promettente e sconosciuta. In Italia si direbbe “giovane” ma loro, che sono pragmatiche, spiegano che il concetto di giovane non è necessariamente relativo all’età che uno ha, ma al “numero di passi che è riuscito a compiere nel mondo dell’arte”. Chiaro, diretto e reale.
Polliwog è nata l’anno scorso e attualmente è arrivata al quarto numero. La rivista esce un paio di volte l’anno, senza scadenze precise, e non ha un cartaceo vero e proprio: la puoi sfogliare su issuu e, trattandosi soprattutto di fotografie, l’occhio non ne risente. La cosa bella di Polliwog è che è potenzialmente aperta a tutti. Puoi inviare a Rebecca il link del tuo sito o del tuo flickr o addirittura (e loro lo preferiscono) caricare le tue foto sul flickr di Polliwog. Loro le guarderanno e decideranno cosa farne. Il livello medio è molto alto: questo per dire che Rebecca e Victoria sanno perfettamente fare quello che fanno e se un bel giorno ti dovesse capitare di finire su Polliwog non sarà per “botta di culo”, ma perché sei bravo. Magari sconosciuto, magari pure giovane, ma bravo.
La struttura della rivista è quella di una collezione di monografie. Ogni autore viene presentato, ma soprattutto intervistato: proprio per evitare fastidiosi deliri interpretativi, è l’autore che parla e che mostra quello che sa fare. Attorno ci sono le foto, parecchie, e alla fine ti porti a casa una buona dose di notizie, link e informazioni.
Se vuoi ripescarti l’archivio, qui hai tutto quello che ti serve. Se vuoi restare aggiornato, qui c’è il loro blog.



