Vandali della matassa: Alice Socal
27/06/09 02:28 Archiviato in:vandali della
matassa
{di Alessandro Romeo}
Per questa seconda puntata ho pensato alla donna che ha portato l’Arte in inutile. Alice Socal è nata, come mezza redazione, in quel di Mestre. Ora vive ad Amburgo, disegna sempre meglio e presto sarà famosa. Qui il suo blog, Vuoto incipiente. Le vogliamo talmente bene che abbiamo deciso di dedicarle un’intervista tripla, con delle domande peraltro equilibratissime che non l’hanno messa minimamente in difficoltà. In questi anni le abbiamo rubato l’impossibile, per dare un senso ai nostri segnalibri, ai nostri numeri e alle nostre magliette. Questa è finalmente l’occasione - un po’ spastica, ma comunque ufficiale - di dirle Grazie.

Prima intervista. Dove Alice Socal risponde alle mie domande ingenue tirandosela tantissimo
Io: Perché disegni?
Alice Socal: Ingenuamente intrapresi una carriera scolastica scientifica e tecnologica, quando il figlio del dio del Tuono accese un lume. Consumammo alla sua luce una cena a base di salmone affumicato e aneto e cominciai a modellare della creta. Poi sbroccai e feci altro con la matita.
Io: Perché colori?
Alice Socal: I colori esprimono le nostre Emmozioni, se hai freddo sei blu se hai caldo sei rosso. Ne sussegue che coloro molto poco, troppo difficile.
Io: Perché non colori sempre?
Alice Socal: Appunto, è difficile. In più colorare richiede una certa organizzazione pratica che solo quando avrò un amministratore potrò permettermi.
Io: Perché non disegni sempre?
Alice Socal: Le esperienze, il lavoro, l’amicizia: fa tutto parte di un grande disegno che è la nostra vita.
Seconda intervista. Dove Alice Socal risponderà alle mie affermazioni con delle domande
Io: Vagabondo che son io.
Alice Socal: Mi metti in difficoltà. Perché?
Io: Dove c’è una donna c’è una bottiglia d’acqua.
Alice Socal: Che crema idratante usi? Pelle secca o sensibile?
Io: I Sigur Ros sono progressive-ambient perché non cantano quasi mai e fanno canzoni lunghe.
Alice Socal: Forma o contenuto? Gestalt oder inhalt?
Io: Il nudo artistico piace solo agli stronzi.
Alice Socal: E l’anatomia artistica? Tipo, ti piacerebbe disegnare ossa e muscoli? Se ti impari anche i nomi puoi fare colpo sui tuoi amici.
Io: Non tutti i forni di piccole dimensioni sono micro-onde.
Alice Socal: Ho mal di testa, l’apis belladonna va bene?
Io: Il sushi non esiste.
Alice Socal: Tu lo mangeresti del salmone affumicato scaduto ieri? È bio...
Terza intervista. Dove impersonificherò il fan sfegatato, quello seduto in ultima fila alle presentazioni perché timido e tendenzialmente ciccione, che però pone domande imbarazzanti o incomprensibili. Lei risponderà balbettando come Topolino
Io: Nel post del 10 giugno c’è un uomo-pelo alle prese con l’aspirapolvere. Perché un aspirapolvere e non una lucidatrice, tipo?
Alice Socal: U-un uomo pelo? B-be’, veramente è la sacca dell’aspirapolvere stracolma. N-non si capisce? Mica ci sono peli... comunque il pavimento della mia casa è in legno laccato rosso, l-lucidarlo mi sembrerebbe esagerato. Però la lucidatrice è un bell’oggetto, g-g-grazie, terrò a mente.
Io: Ho imparato il tedesco per capire le tue vignette. Perché?
Alice Socal: Be’ questo è molto bello, t-ti ringrazio. V-vedi, credo sia importante mantenere una mente elastica, im-im-imparare una lunga è il mezzo più utile a questo scopo. I-io sto imparando il tedesco, ho dimenticato l’inglese e ho difficoltà nella co-costruzione delle frasi in italiano, n-non voglio scoraggiarti, ma stai attento. C-ciao.
Io: Non salutarmi, sennò schizzo. Credevo fossi più alta di due metri, però sei molto simpatica. Perché?
Alice Socal: G-grazie.
Io: Ho aperto un blog ispirato ai tuoi disegni e ho scoperto di non cavarmela niente male. Cioè, sono bravo, ma non quanto te. Me la cavo con certe cose, ma tu comunque sei molto più brava. Cioè tu sei completa, io sono bravino solo per certe cose, ma insomma tu sei l’artista e io sono un’insignificante merda. Perché?
Alice Socal: La cosa p-più importante è che tu abbia fiducia in te stesso. S-se hai la passione e magari sei anche un po’ sborone è f-fatta! Buona f-fortuna!
Io: Non augurarmi nulla, sennò ti ammazzo. Comunque il tuo tratto esprime il dolore dell’essere in vita, l’angoscia del non comprendersi, il ritmo rallentato del cuore che non comunica, le limpide e tetre acque dell’angoscia di un dio morto. Tu sei la più brava di tutto il mondo, secondo me. Quantomeno dell’Italia. Un’Italia che porti nel cuore nonostante la lontananza. Cosa ti manca dell’Italia? Concludi con un verso di Caruso.
Alice Socal: Il s-sole, senza ombra di dubbio... poi però vado sull’Elba, penso al mare, inspiro lentamente, starnutisco, espiro. Nel mezzo penso a Mestre e al tram.
Io: Domani affitto un pezzo di autostrada. Vieni?
Alice Socal: Il passante? P-potrei portare delle Apfelschörle (bevanda a base di succo di mela e acqua frizzante, parte integrante della v-vita di ogni bravo tedesco). Comunque graze sei stato molto gentile a invitarmi.
Io: Se tu fossi ai piedi del mio letto di morte, che canzone mi canteresti?
Alice Socal: Non ti conosco bene, non saprei. Probabilmente un c-c-canto gregoriano, ma tu dovresti fare la seconda voce.
Io: E il verso di Caruso?
Per questa seconda puntata ho pensato alla donna che ha portato l’Arte in inutile. Alice Socal è nata, come mezza redazione, in quel di Mestre. Ora vive ad Amburgo, disegna sempre meglio e presto sarà famosa. Qui il suo blog, Vuoto incipiente. Le vogliamo talmente bene che abbiamo deciso di dedicarle un’intervista tripla, con delle domande peraltro equilibratissime che non l’hanno messa minimamente in difficoltà. In questi anni le abbiamo rubato l’impossibile, per dare un senso ai nostri segnalibri, ai nostri numeri e alle nostre magliette. Questa è finalmente l’occasione - un po’ spastica, ma comunque ufficiale - di dirle Grazie.

Prima intervista. Dove Alice Socal risponde alle mie domande ingenue tirandosela tantissimo
Io: Perché disegni?
Alice Socal: Ingenuamente intrapresi una carriera scolastica scientifica e tecnologica, quando il figlio del dio del Tuono accese un lume. Consumammo alla sua luce una cena a base di salmone affumicato e aneto e cominciai a modellare della creta. Poi sbroccai e feci altro con la matita.
Io: Perché colori?
Alice Socal: I colori esprimono le nostre Emmozioni, se hai freddo sei blu se hai caldo sei rosso. Ne sussegue che coloro molto poco, troppo difficile.
Io: Perché non colori sempre?
Alice Socal: Appunto, è difficile. In più colorare richiede una certa organizzazione pratica che solo quando avrò un amministratore potrò permettermi.
Io: Perché non disegni sempre?
Alice Socal: Le esperienze, il lavoro, l’amicizia: fa tutto parte di un grande disegno che è la nostra vita.
Seconda intervista. Dove Alice Socal risponderà alle mie affermazioni con delle domande
Io: Vagabondo che son io.
Alice Socal: Mi metti in difficoltà. Perché?
Io: Dove c’è una donna c’è una bottiglia d’acqua.
Alice Socal: Che crema idratante usi? Pelle secca o sensibile?
Io: I Sigur Ros sono progressive-ambient perché non cantano quasi mai e fanno canzoni lunghe.
Alice Socal: Forma o contenuto? Gestalt oder inhalt?
Io: Il nudo artistico piace solo agli stronzi.
Alice Socal: E l’anatomia artistica? Tipo, ti piacerebbe disegnare ossa e muscoli? Se ti impari anche i nomi puoi fare colpo sui tuoi amici.
Io: Non tutti i forni di piccole dimensioni sono micro-onde.
Alice Socal: Ho mal di testa, l’apis belladonna va bene?
Io: Il sushi non esiste.
Alice Socal: Tu lo mangeresti del salmone affumicato scaduto ieri? È bio...
Terza intervista. Dove impersonificherò il fan sfegatato, quello seduto in ultima fila alle presentazioni perché timido e tendenzialmente ciccione, che però pone domande imbarazzanti o incomprensibili. Lei risponderà balbettando come Topolino
Io: Nel post del 10 giugno c’è un uomo-pelo alle prese con l’aspirapolvere. Perché un aspirapolvere e non una lucidatrice, tipo?
Alice Socal: U-un uomo pelo? B-be’, veramente è la sacca dell’aspirapolvere stracolma. N-non si capisce? Mica ci sono peli... comunque il pavimento della mia casa è in legno laccato rosso, l-lucidarlo mi sembrerebbe esagerato. Però la lucidatrice è un bell’oggetto, g-g-grazie, terrò a mente.
Io: Ho imparato il tedesco per capire le tue vignette. Perché?
Alice Socal: Be’ questo è molto bello, t-ti ringrazio. V-vedi, credo sia importante mantenere una mente elastica, im-im-imparare una lunga è il mezzo più utile a questo scopo. I-io sto imparando il tedesco, ho dimenticato l’inglese e ho difficoltà nella co-costruzione delle frasi in italiano, n-non voglio scoraggiarti, ma stai attento. C-ciao.
Io: Non salutarmi, sennò schizzo. Credevo fossi più alta di due metri, però sei molto simpatica. Perché?
Alice Socal: G-grazie.
Io: Ho aperto un blog ispirato ai tuoi disegni e ho scoperto di non cavarmela niente male. Cioè, sono bravo, ma non quanto te. Me la cavo con certe cose, ma tu comunque sei molto più brava. Cioè tu sei completa, io sono bravino solo per certe cose, ma insomma tu sei l’artista e io sono un’insignificante merda. Perché?
Alice Socal: La cosa p-più importante è che tu abbia fiducia in te stesso. S-se hai la passione e magari sei anche un po’ sborone è f-fatta! Buona f-fortuna!
Io: Non augurarmi nulla, sennò ti ammazzo. Comunque il tuo tratto esprime il dolore dell’essere in vita, l’angoscia del non comprendersi, il ritmo rallentato del cuore che non comunica, le limpide e tetre acque dell’angoscia di un dio morto. Tu sei la più brava di tutto il mondo, secondo me. Quantomeno dell’Italia. Un’Italia che porti nel cuore nonostante la lontananza. Cosa ti manca dell’Italia? Concludi con un verso di Caruso.
Alice Socal: Il s-sole, senza ombra di dubbio... poi però vado sull’Elba, penso al mare, inspiro lentamente, starnutisco, espiro. Nel mezzo penso a Mestre e al tram.
Io: Domani affitto un pezzo di autostrada. Vieni?
Alice Socal: Il passante? P-potrei portare delle Apfelschörle (bevanda a base di succo di mela e acqua frizzante, parte integrante della v-vita di ogni bravo tedesco). Comunque graze sei stato molto gentile a invitarmi.
Io: Se tu fossi ai piedi del mio letto di morte, che canzone mi canteresti?
Alice Socal: Non ti conosco bene, non saprei. Probabilmente un c-c-canto gregoriano, ma tu dovresti fare la seconda voce.
Io: E il verso di Caruso?



