Teatrismi (3)

{di Paolo Zaffaina}

Qualche tempo dopo che il B.V.M.S. (sempre sia lodato) mi diede l’opportunità di tenere questa rubrica un mio amico, parlando a proposito degli articoli, mi fece una battuta che più o meno suonava così: “Lo fai per cercare di accalappiarti del pubblico”. Lì per lì la mia risposta fu abbastanza diretta e, per timore che la potesse scordare, gli feci un appunto sul cofano della macchina con un chiodo.

In realtà la sua affermazione non era del tutto errata (anche se la macchina se la tiene rigata) ma più che “accalappiare” del pubblico il mio intento, uno dei miei intenti, nel mio piccolo è quello di provare a “generare” del potenziale pubblico. Questo tentativo, questa
missione per conto di Shakespeare, non riguarda esclusivamente la necessità di ravvivare il teatro aumentando l’afflusso di persone né tanto meno una funzione didattica o sociale per cui “Il teatro serve alla società”, “il teatro denuncia”, “Il teatro aggrega”, eccetera. Nessuno ha bisogno del teatro ( a parte forse chi lo fa) e spunti di aggregazione ne esistono molti altri spesso di gran lunga più stimolanti; il motivo nel voler cercare di “generare” del pubblico è un motivo tecnico e funzionale al teatro stesso.

Si dice che uno spettacolo teatrale non sopravviva a sé stesso: per quanto possa sembrare banale questa è la verità. La vita di un’opera teatrale dura il tempo necessario per la sua rappresentazione; questo non significa che l’opera non sarà mai riprodotta (si spera sempre di si) ma, quel che è certo, non sarà mai la stessa. Il teatro è un’arte effimera e, nel bene e nel male, è completamente diversa da tutte le altre. Quando un scultore piuttosto che un pittore o magari un musicista realizzano le proprie opere lo fanno nei loro studi, laboratori o in sale di incisione; un quadro, una scultura o una sinfonia vengono terminati in presenza dell’artista il quale, generalmente, non ama la presenza di altre persone durante i suoi momenti di creatività. Il fatto che dopo quest’opera venga esposta non ne cambia le caratteristiche, una esposizione come un concerto sono solo una conseguenza, un modo per far conoscere e condividere con altri le proprie creazioni ma, di fatto, quelle opere sono finite prima che il pubblico le veda.

Per il teatro questo non è possibile ed è questo che lo rende diverso da tutte le altre forme d’arte. In teatro la preparazione di un testo, di un’opera si svolge durante le prove. Per l’intera durate delle prove l’opera viene creata un pezzo alla volta ma finché viene provata, anche quando alla fine risulta perfetta e si realizzano quelle che in gergo vengono chiamate filate, anche quando tutto è in armonia dai testi ai movimenti alle luci ai suoni, rimane un’opera incompleta. In teatro un’opera raggiunge la sua completezza solo quando viene condivisa da un pubblico. Uso il termine condivisa non a caso; il teatro diviene arte solo quando può fondersi con il pubblico ed in quel momento il pubblico diviene parte egli stesso dell’opera.

Quando si porta in scena uno spettacolo il pubblico, semplicemente osservando, trasmette emozioni, opinioni, commenti; tutto ciò viene recepito da chi si trova sul palco che reagisce enfatizzando oppure sminuendo (capita) la recitazione la quale torna nuovamente al pubblico. Una mostra si va a vedere, un concerto (di musica colta) si ascolta ma a uno spettacolo teatrale si assiste; assistere significa aiutare, contribuire nella realizzazione di qualcosa. In uno spettacolo teatrale il pubblico contribuisce quanto il testo la regia e gli attori alla creazione dell’opera d’arte. Divenire, in quanto pubblico, parte attiva e fondamentale nel creare ciò a cui si sta assistendo e quando l’opera è completa… non esiste più; in questo consiste la magia del teatro, niente di più, niente di meno.

Io credo fermamente che assistere ad una rappresentazione teatrale possa essere una esperienza emotivamente molto intensa ed è questo il motivo per cui cerco di “generare” pubblico perché altrimenti il teatro non avrebbe motivo di esistere.

Ed ora una micro posta de “I consigli al B.V.M.S.”
Caro B.V.M.S., la prima regola fondamentale per assistere ad uno spettacolo teatrale è: comprare i biglietti. Quindi, se vuoi assistere allo spettacolo di Babilonia Teatri a gennaio forse è il caso che prenotiamo.