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Vandali della matassa: Molleindustria

{di Alessandro Romeo}

molleindustria

Molleindustria fa videogiochi. E fin qui ci siamo.

Molleindustria è in realtà una persona sola, Paolo Pedercini, classe ‘81. “Fa videogiochi” vuol dire che Paolo ha un’idea, che si trasforma in un progetto, che si trasforma in un codice di programmazione, che si trasforma in un videogioco che scarichi gratuitamente dal sito di Molleindustria. Qualche mese fa il suo Every day the same dream ha fatto meritatamente il giro della rete e Paolo è stato intervistato da Wired (ma in realtà sono anni che i videogiochi di Molleindustria fanno parlare di sé).

Ora, dietro tutto questo c’è un’idea precisa, un po’ incazzata e un po’ estremista. E pensare che in Italia (!) ci sia un estremista incazzato che fa cose così belle francamente scalda il cuore.

Il progetto nasce dalla constatazione che “i videogiochi sono ormai diventati un fenomeno di massa. Muovono un giro d'affari superiore a quello del cinema, costituiscono il principale motivo di sviluppo di nuovo hardware e saranno presto attori chiave nei processi di convergenza dei mass media” e che quindi “occorre mettere in discussione la presunta innocenza dell'intrattenimento” sviluppando un dibattito che possa “coinvolgere le galassie del media-attivismo, della software e della net.art”.

Detto questo, divertiti. Perché il punto è anche questo: divertirsi. Allora
mena una divinità, oppure trivella e corrompi i politici, oppure copula con il copulabile, oppure ammazza Giorgio Faletti. E dopo esserti divertito butta un occhio al blog, dove c’è molta roba interessante su cui ragionare, anche se di videogiochi non te ne frega una mazza.