Rosso in fuga
{di Michele
Lupo}
La macchina è ferma sull’ansa di una strada di
campagna, prossima a un dirupo di rocce spoglie che
rovinano un centinaio di metri più in basso. È un
punto in cui la stradina si slarga, quel tanto perché
ci si possa sostare e consentire il transito alle
altre macchine. La pioggia fitta riesce a nasconderli
parzialmente dall’esterno – una camera d’albergo era
proprio esclusa. Rosso, sudatissimo, è accucciato
come una bestia affamata fra le cosce di Monica. La
testa si affanna lì in mezzo con un eccesso di
energia, la lingua colpisce il clitoride con la punta
ogni volta che risale. Solleva poco la testa e getta
lo sguardo oltre il finestrino, il tempo di vedere
una massa verde di frasche battute dal vento e
dall’acqua.



