Per grazia ricevuta

Per grazia ricevuta

{di Paolo Zardi}

«Mi metto qui?»
«No, spostati un po' di più verso la luce.»
«Vuoi che scosti un po' le tende?»
«Solo un po'. Questa penombra va bene.»
«Il lenzuolo?»
«Spostalo sopra le gambe. Ecco, piegalo. Così. Vedi le ombre che fa? Rendono benissimo. Danno profondità, e quindi realismo.»
«Io? Dove mi piazzo?»
«Distenditi. Mettiti comodo. Credo che ci metterò almeno mezz'ora. Vorrei riuscire a cogliere tutta l'intensità della tua espressione.»
«Devo mettere il viso in qualche posizione particolare?»
«Guarda verso di me. Fissami negli occhi, con profondità. Non avere paura. Non avere paura.»
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