Per alleviare insopportabili impulsi
Intervista con Nathan Englander
23/09/08 02:04 Archiviato in:intervista
{di
Manuela
Minelli}
Nathan Englander è quel che si dice un bel ragazzo, dall’aria trendy, i riccioli disobbedienti al gel e lo sguardo buono, appena velato di tristezza.
Spiega alla platea di fotografi e giornalisti che da quando è giunto nella capitale non ha fatto altro che gustare dell’ottima cucina e che, probabilmente, tornerà a Manhattan con diversi chili in più.
«Sono nato a New York, vivo a Manhattan e passo molto tempo a Gerusalemme» dice. «È profondamente significativo il fatto che sia Roma ad ospitare questo festival letterario: gli ebrei sono a Roma da 2200 anni, sono la più antica comunità ebraica d’Occidente, e oggi questa metropoli ha la grande opportunità di far conoscere al mondo cosa hanno rappresentato gli ebrei per Roma in tutto questo tempo.»Continua a leggere ->
Nathan Englander è quel che si dice un bel ragazzo, dall’aria trendy, i riccioli disobbedienti al gel e lo sguardo buono, appena velato di tristezza.
Spiega alla platea di fotografi e giornalisti che da quando è giunto nella capitale non ha fatto altro che gustare dell’ottima cucina e che, probabilmente, tornerà a Manhattan con diversi chili in più.
«Sono nato a New York, vivo a Manhattan e passo molto tempo a Gerusalemme» dice. «È profondamente significativo il fatto che sia Roma ad ospitare questo festival letterario: gli ebrei sono a Roma da 2200 anni, sono la più antica comunità ebraica d’Occidente, e oggi questa metropoli ha la grande opportunità di far conoscere al mondo cosa hanno rappresentato gli ebrei per Roma in tutto questo tempo.»Continua a leggere ->



