Paolo Zardi

Palace Of The End, Padova

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Mercoledì 27 gennaio 2010, il nostro splendido
Matteo Scandolin svolgerà lo splendido ruolo di moderatore per la presentazione dello splendido Palace Of The End (Neo Edizioni), alla splendida libreria Effetti personali (Via Accademia, 10, Padova). Presenterà il libro lo splendido Paolo Zardi, e avrete splendide letture a cura di Chiara Canton e Paolo Zaffaina.

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{di Paolo Zardi}

[Silenzio. Un tavolo di vetro sullo sfondo. Luci basse. Sedersi con le gambe incrociate. Blu. Odore di lavanda.]

Un condannato a morte, in Giappone, aspetta, nella sua cella molto asettica, l’arrivo dei secondini per l’ora di pranzo. Sta seduto per terra, su un tappetino. Guarda il muro davanti, come fa da circa trent’anni. Quanto mancherà? pensa. A differenza degli Stati Uniti, sulle cui esecuzioni sappiamo tutto, quasi nessuno è a conoscenza del fatto che in Giappone i condannati a morte possono rimanere nel braccio della morte per decine di anni; non solo: che l’esecuzione non è annunciata. Ad un certo punto, ad ora di pranzo, arrivano due persone che ti portano fuori dalla cella. Mentre insieme si cammina lungo un corridoio, ti dicono: ora ti impicchiamo. Dopo cinque minuti, il tuo corpo penzola, lieve. Le tue mutande sono bagnate di urina e sporche delle feci liberate nel momento in cui il midollo spinale si è spezzato. Per cui anche adesso, un condannato a morte, in Giappone, aspetta, nella sua cella molto asettica, l’arrivo dei secondini, che porteranno il pranzo o la morte.

[Alzarsi di colpo. Gesticolare. Andare avanti ed indietro per la stanza. Rosso. Resina.]
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Per grazia ricevuta

{di Paolo Zardi}

«Mi metto qui?»
«No, spostati un po' di più verso la luce.»
«Vuoi che scosti un po' le tende?»
«Solo un po'. Questa penombra va bene.»
«Il lenzuolo?»
«Spostalo sopra le gambe. Ecco, piegalo. Così. Vedi le ombre che fa? Rendono benissimo. Danno profondità, e quindi realismo.»
«Io? Dove mi piazzo?»
«Distenditi. Mettiti comodo. Credo che ci metterò almeno mezz'ora. Vorrei riuscire a cogliere tutta l'intensità della tua espressione.»
«Devo mettere il viso in qualche posizione particolare?»
«Guarda verso di me. Fissami negli occhi, con profondità. Non avere paura. Non avere paura.»
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