Mattia Filippini
#30
04/03/10 02:46 Archiviato in:inutile
{editoriale ed
erratta errata
corrige}

Nel 1975 Carolee Schneemann si presentò nuda sul palco e, dopo essersi cosparsa di fango, estrasse dalla vagina un lungo papiro arrotolato. Lo scopo della performance era attaccare gli strutturalisti, che sostenevano che il corpo fosse separato dal simbolo linguistico che lo rappresentava. Sul lungo papiro (pronuncia: «p’pairo») c’era scritto: «Ernesto Baj, Tempi di merda (1000); Mattia Filippini, Il mutamento delle proporzioni; M.F. Fontefrancesco, Balti; Alessandro Casella, Nessun cane scrive come me; poster di Daniele Pirozzi».
Carolee Schneemann aveva la vista lunga, quanto il suo papiro. E nel 2010 siamo onorati di poter finalmente spiegare al mondo il significato di quel bizzarro elenco, che nel 1975 dovette risulta incomprensibile. Noi di inutile, anziché schierarci contro lo strutturalismo, preferiamo rendere omaggio alla soave Carolee, tracciando un delizioso legame intellettuale nel nome dell’unione tra il corpo e il suo simbolo linguistico. Per questo vi invito caldamente a srotolare il papiro ch’è in voi.
{A.R.}
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Nel 1975 Carolee Schneemann si presentò nuda sul palco e, dopo essersi cosparsa di fango, estrasse dalla vagina un lungo papiro arrotolato. Lo scopo della performance era attaccare gli strutturalisti, che sostenevano che il corpo fosse separato dal simbolo linguistico che lo rappresentava. Sul lungo papiro (pronuncia: «p’pairo») c’era scritto: «Ernesto Baj, Tempi di merda (1000); Mattia Filippini, Il mutamento delle proporzioni; M.F. Fontefrancesco, Balti; Alessandro Casella, Nessun cane scrive come me; poster di Daniele Pirozzi».
Carolee Schneemann aveva la vista lunga, quanto il suo papiro. E nel 2010 siamo onorati di poter finalmente spiegare al mondo il significato di quel bizzarro elenco, che nel 1975 dovette risulta incomprensibile. Noi di inutile, anziché schierarci contro lo strutturalismo, preferiamo rendere omaggio alla soave Carolee, tracciando un delizioso legame intellettuale nel nome dell’unione tra il corpo e il suo simbolo linguistico. Per questo vi invito caldamente a srotolare il papiro ch’è in voi.
{A.R.}
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L’impercettibile raddoppiamento notturno
29/09/09 07:51 Archiviato in:racconto
{di Mattia
Filippini}
L’estate ho la netta impressione che sono un fantasma oppure che non ho più un corpo. È una sensazione che si accresce man mano che agosto avanza, raggiunge il suo massimo a ferragosto, poi dopo sciama via via dentro un altro concetto di esistenza, fino alla latenza di settembre. C’è un’attesa continua, quasi una rappresentazione dell’idea che ho del nulla, stare ad aspettare per un tempo infinito in un posto come un ricovero o dentro una vasca in cui si galleggia. Per un nevrotico insofferente come me l’unica speranza è trovare qualcosa da fare, scaricare le energie in eccesso, fare di corsa tutto il portico di San Luca in salita e in discesa. Purtroppo ho una gamba rotta.Continua a leggere ->
L’estate ho la netta impressione che sono un fantasma oppure che non ho più un corpo. È una sensazione che si accresce man mano che agosto avanza, raggiunge il suo massimo a ferragosto, poi dopo sciama via via dentro un altro concetto di esistenza, fino alla latenza di settembre. C’è un’attesa continua, quasi una rappresentazione dell’idea che ho del nulla, stare ad aspettare per un tempo infinito in un posto come un ricovero o dentro una vasca in cui si galleggia. Per un nevrotico insofferente come me l’unica speranza è trovare qualcosa da fare, scaricare le energie in eccesso, fare di corsa tutto il portico di San Luca in salita e in discesa. Purtroppo ho una gamba rotta.Continua a leggere ->



