Manuela Minelli
Barbara e il suo eroe dei due mondi
03/03/09 04:20 Archiviato in:intervista
{di Manuela Minelli}
Barbara Minniti è una signora giornalista, che per anni ha lavorato allo storico quotidiano romano “Paese Sera” ed oggi, tra l’organizzazione di un evento culturale e l’altro, si diletta a scrivere romanzi con lo stile giornalistico e coinvolgente che da sempre contraddistingue la sua scrittura.
Casa Collins. Le memorie della segretaria inglese di Garibaldi è l’ultimo, delizioso, romanzo di Barbara MinnitiContinua a leggere ->
Barbara Minniti è una signora giornalista, che per anni ha lavorato allo storico quotidiano romano “Paese Sera” ed oggi, tra l’organizzazione di un evento culturale e l’altro, si diletta a scrivere romanzi con lo stile giornalistico e coinvolgente che da sempre contraddistingue la sua scrittura.
Casa Collins. Le memorie della segretaria inglese di Garibaldi è l’ultimo, delizioso, romanzo di Barbara MinnitiContinua a leggere ->
Scrittore e gentiluomo
03/02/09 07:24 Archiviato in:intervista
Intervista a Diego Galdino
{di Manuela Minelli}
Uno scrittore che sa raccontare passioni, intrighi e sentimenti, un padre esemplare e un ottimo barman: potrebbero essere tre persone diverse, invece no. Diego Galdino è tutte queste cose insieme. Scrittore romano, vincitore con uno dei suoi cinque romanzi del premio “Un libro per l’estate”, Diego è simpatico, cortese e disponibile al dialogo, quasi si commuove se gli si fanno i complimenti per i suoi romanzi. Lo si può incontrare tutti i giorni nel bar di mamma e papà, impegnato a servire cappuccini e aperitivi, mentre con la mente insegue la trama del suo prossimo romanzo.Continua a leggere ->
{di Manuela Minelli}
Uno scrittore che sa raccontare passioni, intrighi e sentimenti, un padre esemplare e un ottimo barman: potrebbero essere tre persone diverse, invece no. Diego Galdino è tutte queste cose insieme. Scrittore romano, vincitore con uno dei suoi cinque romanzi del premio “Un libro per l’estate”, Diego è simpatico, cortese e disponibile al dialogo, quasi si commuove se gli si fanno i complimenti per i suoi romanzi. Lo si può incontrare tutti i giorni nel bar di mamma e papà, impegnato a servire cappuccini e aperitivi, mentre con la mente insegue la trama del suo prossimo romanzo.Continua a leggere ->
Intervista a Stefano Chiesi Mazzanti
02/12/08 00:01 Archiviato in:intervista
{di Manuela
Minelli}
Stefano Chiesi Mazzanti è uno scrittore bolognese oggi al suo terzo libro. Il primo Il mio nome è Giulio… Giuulio Cesare!, ma anche il secondo Alla ricerca di Nerone, sono divertentissime e avventurose storie per ragazzi che, con la scusa di stimolare la fantasia dei giovanissimi, senza farsene accorgere, insegnano pure un po’ di storia. Stefano non solo si è divertito a creare i personaggi, ma per completare l’opera, li ha anche disegnati, dandogli una fisionomia a metà tra un fumetto e una favola.
Oggi Stefano Chiesi Mazzanti è al suo terzo romanzo L’ultima chiamata, una storia di stupro e di violenza, qualcosa di totalmente diverso dalle storie precedenti.
Ma chi è questo signore smilzo, con l’aria birbante da eterno ragazzino e il ciuffo ribelle?Continua a leggere ->
Stefano Chiesi Mazzanti è uno scrittore bolognese oggi al suo terzo libro. Il primo Il mio nome è Giulio… Giuulio Cesare!, ma anche il secondo Alla ricerca di Nerone, sono divertentissime e avventurose storie per ragazzi che, con la scusa di stimolare la fantasia dei giovanissimi, senza farsene accorgere, insegnano pure un po’ di storia. Stefano non solo si è divertito a creare i personaggi, ma per completare l’opera, li ha anche disegnati, dandogli una fisionomia a metà tra un fumetto e una favola.
Oggi Stefano Chiesi Mazzanti è al suo terzo romanzo L’ultima chiamata, una storia di stupro e di violenza, qualcosa di totalmente diverso dalle storie precedenti.
Ma chi è questo signore smilzo, con l’aria birbante da eterno ragazzino e il ciuffo ribelle?Continua a leggere ->
Intervista con Nathan Englander
23/09/08 02:04 Archiviato in:intervista
{di
Manuela
Minelli}
Nathan Englander è quel che si dice un bel ragazzo, dall’aria trendy, i riccioli disobbedienti al gel e lo sguardo buono, appena velato di tristezza.
Spiega alla platea di fotografi e giornalisti che da quando è giunto nella capitale non ha fatto altro che gustare dell’ottima cucina e che, probabilmente, tornerà a Manhattan con diversi chili in più.
«Sono nato a New York, vivo a Manhattan e passo molto tempo a Gerusalemme» dice. «È profondamente significativo il fatto che sia Roma ad ospitare questo festival letterario: gli ebrei sono a Roma da 2200 anni, sono la più antica comunità ebraica d’Occidente, e oggi questa metropoli ha la grande opportunità di far conoscere al mondo cosa hanno rappresentato gli ebrei per Roma in tutto questo tempo.»Continua a leggere ->
Nathan Englander è quel che si dice un bel ragazzo, dall’aria trendy, i riccioli disobbedienti al gel e lo sguardo buono, appena velato di tristezza.
Spiega alla platea di fotografi e giornalisti che da quando è giunto nella capitale non ha fatto altro che gustare dell’ottima cucina e che, probabilmente, tornerà a Manhattan con diversi chili in più.
«Sono nato a New York, vivo a Manhattan e passo molto tempo a Gerusalemme» dice. «È profondamente significativo il fatto che sia Roma ad ospitare questo festival letterario: gli ebrei sono a Roma da 2200 anni, sono la più antica comunità ebraica d’Occidente, e oggi questa metropoli ha la grande opportunità di far conoscere al mondo cosa hanno rappresentato gli ebrei per Roma in tutto questo tempo.»Continua a leggere ->
Intervista a Marianna Martino
02/09/08 07:21 Archiviato in:intervista
{di
Manuela
Minelli}
C’era una volta, soltanto un paio di anni fa, una ragazzina di nome Marianna Martino che sognava non il principe azzurro e neanche un castello incantato e neppure un ballo a corte. La nostra Marianna, dopo il master della Scuola Holden e alcuni corsi di editoria, a soli ventidue anni, sognava di aprire una casa editrice. E sogna che ti risogna, un po’ per magia, quella magia che nasce dalla certezza di amare i libri e la scrittura, un po’ dal gusto per le scommesse apparentemente impossibili da vincere, nasce Zandegù, la casa editrice che propone libri leggeri, ma non frivoli; libri allegri, ma non scemi; libri che danno voce ad una nuova generazione di scrittori pronti a stravolgere tutti gli schemi e a coinvolgere il lettore, facendogli tornare il piacere per la lettura. Qualche titolo? I sassi vanno matti per le sasse, romanzo da comodino, oppure Posa ‘sto libro e baciami, o anche Due cuori e una Playstation, manuale per ammaestrare il vostro Lui alla vita domestica.
In due anni di vita Zandegù ha all’attivo quattordici titoli e pubblica quattro collane: I fichissimi, romanzi surreali, I nati ieri, la collana di racconti, le Zandeguide, manuali buffi e divertenti che trattano temi surreali e i Fuori classe, libri meno surreali, ma dal linguaggio giovane e d’impatto.Continua a leggere ->
C’era una volta, soltanto un paio di anni fa, una ragazzina di nome Marianna Martino che sognava non il principe azzurro e neanche un castello incantato e neppure un ballo a corte. La nostra Marianna, dopo il master della Scuola Holden e alcuni corsi di editoria, a soli ventidue anni, sognava di aprire una casa editrice. E sogna che ti risogna, un po’ per magia, quella magia che nasce dalla certezza di amare i libri e la scrittura, un po’ dal gusto per le scommesse apparentemente impossibili da vincere, nasce Zandegù, la casa editrice che propone libri leggeri, ma non frivoli; libri allegri, ma non scemi; libri che danno voce ad una nuova generazione di scrittori pronti a stravolgere tutti gli schemi e a coinvolgere il lettore, facendogli tornare il piacere per la lettura. Qualche titolo? I sassi vanno matti per le sasse, romanzo da comodino, oppure Posa ‘sto libro e baciami, o anche Due cuori e una Playstation, manuale per ammaestrare il vostro Lui alla vita domestica.
In due anni di vita Zandegù ha all’attivo quattordici titoli e pubblica quattro collane: I fichissimi, romanzi surreali, I nati ieri, la collana di racconti, le Zandeguide, manuali buffi e divertenti che trattano temi surreali e i Fuori classe, libri meno surreali, ma dal linguaggio giovane e d’impatto.Continua a leggere ->
Che diavolo di scrittore!
24/06/08 07:56 Archiviato in:intervista
{di
Manuela
Minelli}
Mauro Saracino ha la faccia da bravo ragazzo, davvero il garbato giovine di buona famiglia che tutte le mamme si auspicherebbero per le loro figliole e davvero non te lo immagini alle prese con demoni e personaggi malvagi. Parliamo un po’ con lui del mestiere di scrivere.
Iniziato per caso, per esigenza psicofisica o cos'altro?
Sono cresciuto con i film di Carpenter e di Romero. Ho trascorso intere serate con gli amici a guardare e a riguardare le pellicole di Lamberto Bava, Dario Argento e Lucio Fulci. Non riuscirei neanche con l’aiuto di forze sovrannaturali ad enumerare tutte le volte che ho visto la trilogia di Evil Dead. Fondamentalmente scrivo per esigenza creativa. Ovviamente all’inizio non pensavo alla pubblicazione: era più un “mettere su carta quello che avevo in testa”. Mi riferisco ad intrecci ricchi di azione ed orrore, senza dimenticare una sana dose di ironia. Il problema è sorto quando le idee hanno cominciato a moltiplicarsi per conto loro. Da lì la necessità di dare ordine al tutto. Quale modo migliore di farlo se non con un romanzo alla volta?Continua a leggere ->
Mauro Saracino ha la faccia da bravo ragazzo, davvero il garbato giovine di buona famiglia che tutte le mamme si auspicherebbero per le loro figliole e davvero non te lo immagini alle prese con demoni e personaggi malvagi. Parliamo un po’ con lui del mestiere di scrivere.
Iniziato per caso, per esigenza psicofisica o cos'altro?
Sono cresciuto con i film di Carpenter e di Romero. Ho trascorso intere serate con gli amici a guardare e a riguardare le pellicole di Lamberto Bava, Dario Argento e Lucio Fulci. Non riuscirei neanche con l’aiuto di forze sovrannaturali ad enumerare tutte le volte che ho visto la trilogia di Evil Dead. Fondamentalmente scrivo per esigenza creativa. Ovviamente all’inizio non pensavo alla pubblicazione: era più un “mettere su carta quello che avevo in testa”. Mi riferisco ad intrecci ricchi di azione ed orrore, senza dimenticare una sana dose di ironia. Il problema è sorto quando le idee hanno cominciato a moltiplicarsi per conto loro. Da lì la necessità di dare ordine al tutto. Quale modo migliore di farlo se non con un romanzo alla volta?Continua a leggere ->
Intervista a Manuela Minelli
31/03/08 23:53 Archiviato in:intervista
{Arturo Fabra
intervista Manuela
Minelli}
Se ti dico "potere del giornalista" tu a cosa pensi? E come definiresti Manuela come giornalista?
Il potere del giornalista, ovviamente se il giornalista non è attaccato a carri politici e/o è veramente libero di poter dire ciò che vuole, è quello di poter rendere pubblici vizi, virtù e misfatti di personaggi noti. E anche di svelare inciuci e imbrogli di vario genere e tipo. Purtroppo questo tipo di giornalisti sono sempre più una specie in via di estinzione. Se sono dipendenti, e quindi stipendiati da un giornale, hanno sempre meno possibilità di essere sinceri, e quindi sempre meno potere. Continua a leggere ->
Se ti dico "potere del giornalista" tu a cosa pensi? E come definiresti Manuela come giornalista?
Il potere del giornalista, ovviamente se il giornalista non è attaccato a carri politici e/o è veramente libero di poter dire ciò che vuole, è quello di poter rendere pubblici vizi, virtù e misfatti di personaggi noti. E anche di svelare inciuci e imbrogli di vario genere e tipo. Purtroppo questo tipo di giornalisti sono sempre più una specie in via di estinzione. Se sono dipendenti, e quindi stipendiati da un giornale, hanno sempre meno possibilità di essere sinceri, e quindi sempre meno potere. Continua a leggere ->



