intervista

Intervista a Lucilla Galanti

{di Matteo Scandolin}

Altrova da me è un libro che al sottoscritto è piaciuto assai. Così il sottoscritto ha intervistato l’autrice (grazie alla gentile intercessione dell’editore), e sono venute fuori cosine interessanti. Se volete sapere che cosa c’entrino Sartre e le sigle dei cartoni giapponesi, prego: la lettura di quest’intervista potrebbe incuriosirvi parecchio.

Lucilla: parlaci di te. Chi è la Galanti scrittrice, chi è la Lucilla di casa, se sono due persone diverse o coincidono, e che fai di bello?

Direi che biologicamente sono la stessa persona, anche se la scrittura assorbe la parte più riflessiva e pessimista di me: in effetti quando faccio leggere ad amici e conoscenti quello che scrivo mi guardano un po’ stralunati. Quando non scrivo invece sono abbastanza allegra. Per il resto di bello non è che faccia molto: studio, giro, parlo (poco).
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Intervista a PopLife

{di Alessandro Romeo}

Come sei approdata all’idea di aprire un sito come tracciamenti? E come sei diventata poplife?
verso la fine degli anni novanta ho lavorato come grafico in un agenzia ed ho cominciato ad occuparmi della progettazione di siti web, che allora [almeno in italia] erano ancora una relativa novità / dopo qualche tempo, più per gioco che per reale necessità, ho deciso di realizzare uno spazio personale dove raccogliere come in un archivio alcuni dei miei lavori e dove sperimentare anche soluzioni grafiche e modalità espressive / inoltre, fino a pochi anni fa mi spostavo e cambiavo casa molto spesso e forse il fatto di avere un sito cui fare riferimento rappresentava in certa misura una forma di stabilità, che prescindeva dal non avere un luogo fisico di appartenenza /
il nome poplife nasce anch'esso nella spontaneità del gioco /
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Intervista a Claudio Fabretti

{di Alessandro Romeo}

Claudio Fabretti è il fondatore di
Ondarock, sito che se non conosci hai qualche problema e sei pure poco rock. Punto.

1) Quando e come è nato Ondarock?

All'inizio fu poco più di un gioco. Mi dilettavo a costruire (brutte) pagine web per impratichirmi con internet (circa 1999), dopo aver fatto un rapido corso aziendale. Usavo addirittura il preistorico "Geobuilder", un programma smisuratamente lento, che
Geocities offriva gratuitamente online per creare siti web.
Ne nacque un mio rudimentale sito personale, dove pubblicai alcuni articoli che avevo scritto per l'ormai agonizzante settimanale
Avvenimenti, che avrebbe chiuso i battenti poco più di un anno dopo. David Bowie, Neil Young, Led Zeppelin, Rem ma anche Dirty Three, Portishead, Tortoise furono i primissimi nomi apparsi in quella che, all'inizio, era solo una lista di articoli.Continua a leggere ->

Intervista a Francesco Falconi

{Arturo Fabra intervista Francesco Falconi}

Mi dai una definizione personale di Narratore?

Il Narratore è la"veste" dello scrittore durante la stesura dell'opera. È la maschera che l'autore decide di indossare per raccontare la sua storia. Può essere un narratore onnisciente, oppure coincidere con il punto di vista di uno dei personaggi. Non è mai una scelta banale, in quanto implica una coerenza che spesso l'autore tende a dimenticare durante la narrazione, preso dallo svolgimento dei fatti e dà un taglio particolare a tutta l'opera. Narrare in prima persona, per esempio, può sembrare più facile, ma questo comporta un'identificazione totale nel personaggio, in ogni movimento o dialogo. Lo scrittore si deve calare nel teatro del suo romanzo e recitare il ruolo di narratore alla perfezione.
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Intervista a Manuela Minelli

{Arturo Fabra intervista Manuela Minelli}

Se ti dico "potere del giornalista" tu a cosa pensi? E come definiresti Manuela come giornalista?

Il potere del giornalista, ovviamente se il giornalista non è attaccato a carri politici e/o è veramente libero di poter dire ciò che vuole, è quello di poter rendere pubblici vizi, virtù e misfatti di personaggi noti. E anche di svelare inciuci e imbrogli di vario genere e tipo. Purtroppo questo tipo di giornalisti sono sempre più una specie in via di estinzione. Se sono dipendenti, e quindi stipendiati da un giornale, hanno sempre meno possibilità di essere sinceri, e quindi sempre meno potere.
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