Ilaria Vajngerl
Numero 28
16/12/09 21:17 Archiviato in:inutile
Eccoti il #28 di inutile, fresco fresco. Con un racconto di Ilaria Vajngerl, un articolo di Michele Filippo Fontefrancesco, una recensione di MS, una poesia di Terry Boligol, e la consueta playlist di Enzo e la Fagotta di Polaroid. Il disegno del poster è di Christina Gransow, cui vanno i nostri teutonici ringraziamenti.
E un editoriale dell’ispettore Coliandro...
Gioventù d'asfalto/Gioventù d'assalto
05/11/09 00:02 Archiviato in:inutilmente in
giro
viaggio alla
scoperta dei giovani raccontati da Massimiliano
Santarossa
sabato 7 novembre 2009, h17, c/o auditorium Centro Culturale Candiani
Approfittando dell’uscita del nuovo libro di Massimiliano Santarossa (Gioventù d’asfalto, ed. Biblioteca dell’immagine, Pordenone 2009), accenderemo un dibattito sui giovani nel Nordest, la loro situazione e le loro possibilità: sono davvero inquadrati nelle etichette che i giornali affidano loro? Possono essere definiti “generazione MSN”, o c’è molto più di quanto possiamo vedere? E soprattutto, non è un po’ abusato il cliché delle definizioni? Attraverso l’intervento di diversi personaggi che gravitano attorno al mondo della cultura, e attivamente si impegnano nelle nostre regioni, guarderemo a questa realtà e cogliendo quante più sfumature possibili.
Al termine del dibattito, dedicheremo la serata alla lettura di brani tratti da libri e racconti di giovani autori delle nostre regioni. Nomi come Viviana Capurso, Michele Marcon, Ilaria Vajngerl e Lisa e i Suonastorie.
Gioventù d’asfalto — h. 17-18.30
Massimiliano Santarossa, Marco Garbin, Stefano Patron, Alessandra Trevisan, i ragazzi dello Spritz letterario, inutile. opuscolo letterario dibattono sui giovani del Nordest, coordinati da Sergio Frigo del Gazzettino.
Gioventù d’assalto — h. 18.30-19.30
Letture da parte di
Viviana Capurso
Ilaria Vajngerl
Michele Marcon
Lisa e i Suonastorie
e ovviamente, Massimiliano Santarossa
per informazioni e contatti:
INUTILE » associazione culturale
V. Verdi, 5
30171 Mestre (Venezia)
tel. +39 328 3281181
info@associazioneinutile.org
sabato 7 novembre 2009, h17, c/o auditorium Centro Culturale Candiani
Approfittando dell’uscita del nuovo libro di Massimiliano Santarossa (Gioventù d’asfalto, ed. Biblioteca dell’immagine, Pordenone 2009), accenderemo un dibattito sui giovani nel Nordest, la loro situazione e le loro possibilità: sono davvero inquadrati nelle etichette che i giornali affidano loro? Possono essere definiti “generazione MSN”, o c’è molto più di quanto possiamo vedere? E soprattutto, non è un po’ abusato il cliché delle definizioni? Attraverso l’intervento di diversi personaggi che gravitano attorno al mondo della cultura, e attivamente si impegnano nelle nostre regioni, guarderemo a questa realtà e cogliendo quante più sfumature possibili.
Al termine del dibattito, dedicheremo la serata alla lettura di brani tratti da libri e racconti di giovani autori delle nostre regioni. Nomi come Viviana Capurso, Michele Marcon, Ilaria Vajngerl e Lisa e i Suonastorie.
Gioventù d’asfalto — h. 17-18.30
Massimiliano Santarossa, Marco Garbin, Stefano Patron, Alessandra Trevisan, i ragazzi dello Spritz letterario, inutile. opuscolo letterario dibattono sui giovani del Nordest, coordinati da Sergio Frigo del Gazzettino.
Gioventù d’assalto — h. 18.30-19.30
Letture da parte di
Viviana Capurso
Ilaria Vajngerl
Michele Marcon
Lisa e i Suonastorie
e ovviamente, Massimiliano Santarossa
per informazioni e contatti:
INUTILE » associazione culturale
V. Verdi, 5
30171 Mestre (Venezia)
tel. +39 328 3281181
info@associazioneinutile.org
Esilio
20/07/09 22:38 Archiviato in:racconto
{di Ilaria
Vajngerl}
Me l’avete fatta ieri, la barba. Se ne vada.
Ero rimasto. Aveva pianto. Una volta facevo il medico, aveva supplicato. Così ero uscito. Mi chiamava infermiere ed ero uguale a tutti gli altri. Io gli rispondevo, buongiorno dottore, perché era mio padre. Aveva negli occhi le domeniche di pioggia, guardava il grigio dimenticando di averlo già visto.Continua a leggere ->
Me l’avete fatta ieri, la barba. Se ne vada.
Ero rimasto. Aveva pianto. Una volta facevo il medico, aveva supplicato. Così ero uscito. Mi chiamava infermiere ed ero uguale a tutti gli altri. Io gli rispondevo, buongiorno dottore, perché era mio padre. Aveva negli occhi le domeniche di pioggia, guardava il grigio dimenticando di averlo già visto.Continua a leggere ->



