Il talento

Il talento

{di Peppe Fiore}

A quarantacinque anni Michelangelo Antonioni girava Il Grido, David Lynch aveva già fatto Cuore Selvaggio, Federico Fellini cominciava a pensare al Satyricon. Invece lui, Stefano Miceli, a quarantacinque anni suonati viveva da scapolo in un bilocale al sesto piano tra la Nomentana e la Circonvallazione Orientale: dalla finestra del cucinotto si vedeva la forma marziana della Centrale del Latte di Roma. Quest’immagine della Centrale del Latte – un demenziale ammasso di tubi di metallo e silos che sembrava sintetizzare perfettamente la miseria della sua condizione attuale – non gli si staccava dalle pareti del cervello mai, neanche adesso, mentre la voce del comandante, incomprensibile, annunciava ai passeggeri qualcosa in lituano.Continua a leggere ->