Gianluca Merola

ta-dan! #32

un editoriale, di Alessandro Romeo

32

Marina Abramovi, la nonna della performance, non è una che scherza. Nel 1974, a Napoli, annunciò che il suo corpo sarebbe rimasto privo di volontà per sei ore e che gli spettatori avrebbero potuto fare di lei quello che volevano utilizzando dei fiammiferi, delle forbici e una pistola carica. Dopo tre ore di timidi tentativi da parte del pubblico, la situazione degenerò: cominciarono a tagliarle i vestiti e a ferirla, finché qualcuno non la invitò ad ammazzarsi. Cosa che poi non avvenne. Pare che per la retrospettiva che le hanno dedicato al Moma di New York, la Abramovi abbia deciso di mangiare l’intera produzione cartacea di inutile, dichiarando: «Gli altri numeri li conosco a memoria. Sto aspettando l’uscita del #32 per leggere i racconti brevi di Mirko Belliscioni e la rubrica di MFF, ascoltare la playlist di Polaroid e l’estasi di Gianluca Merola, godere la poesia di Terry Boligol e ammirare il poster di Sara Pavan. Sarà il mio dessert.»

inutile, la rivista che preferisce Marina Abramovi quando fotografava le conta- dine balcaniche con le tette al vento.