Enrico Piscitelli
La minima importanza
14/03/10 20:31 Archiviato in:inutile
Enrico
Piscitelli è un amico. Pensate, è con
lui che abbiamo riaperto questo
sito, più di due anni fa,
quando per un errore avevamo brasato il
vecchio inutile
online. E quindi siamo più
che felici di annunciare che il caro Enrico ha
fatto uscire presso Las Vegas un’antologia di
racconti, La minima
importanza, con illustrazioni e
copertina di Alice Costantini. Chicca finale: una
storia a fumetti di Sara Pavan.
Insomma, siamo felici. L’amore che dai è l’amore che dai ch’è sempre l’amore che dai e ricevi.
Insomma, siamo felici. L’amore che dai è l’amore che dai ch’è sempre l’amore che dai e ricevi.
Rien ne va plus, a Padova!
03/04/09 17:34 Archiviato in:inutilmente in
giro
Domani alle 18, alla
Libreria Draghi di Padova, la congrega
d’inutile accoglierà quel martire di Enrico
Piscitelli, che ha percorso tutto l’Adriatico per
parlare di Rien ne va
plus, di editoria, di
cultura, di cultura ed editoria nel tempo del
digitale che nessuno capisce (neanche noi), e di
tante altre cose.
Tutto questo grazie al beneplacito degli organizzatori del Festival della cittadinanza. E se non venite, vi togliamo il saluto.
Tutto questo grazie al beneplacito degli organizzatori del Festival della cittadinanza. E se non venite, vi togliamo il saluto.
Se solo anche tu non riuscissi a stare seduta
11/03/08 00:20 Archiviato in:racconto
{di
Enrico
Piscitelli}
Mio fratello aspetta il treno. Alza appena il culo e scorreggia, in silenzio. A un paio di metri è seduta una ragazzina, ha l’apparecchio per i denti e una maglietta rosa. Una sottile brezza, improvvisa, muove l’aria e i rami dell’unico albero nell’unica aiuola. Prima che la puzza possa spandersi. Fortuna. A volte capita.
È quasi mezzogiorno, mio fratello è seduto, a gambe larghe. Il suo treno arriverà tra quaranta minuti. Guarda in basso: ha delle scarpe di tela, bianco-rosa(salmone)-azzurro. Un nuovo spasmo. Questa volta decide di reprimersi. Continua a leggere ->
Mio fratello aspetta il treno. Alza appena il culo e scorreggia, in silenzio. A un paio di metri è seduta una ragazzina, ha l’apparecchio per i denti e una maglietta rosa. Una sottile brezza, improvvisa, muove l’aria e i rami dell’unico albero nell’unica aiuola. Prima che la puzza possa spandersi. Fortuna. A volte capita.
È quasi mezzogiorno, mio fratello è seduto, a gambe larghe. Il suo treno arriverà tra quaranta minuti. Guarda in basso: ha delle scarpe di tela, bianco-rosa(salmone)-azzurro. Un nuovo spasmo. Questa volta decide di reprimersi. Continua a leggere ->



