Catrame
Wimbledoc
25/08/09 01:25 Archiviato in:inutile
TORNEO DI
RACCONTI SOTTORETE
COS’È?
Wimble.doc è il primo torneo mai organizzato di racconti a squadre in Rete.
CHI L’ORGANIZZA?
Wimble.doc è ideato e progettato da Alessandro Milanese, Enrico Piscitelli e Alessandro Romeo.
CHI PARTECIPA?
Otto squadre, otto! Riviste letterarie, fanzine, blog collettivi e squadre costituite all’uopo per vincere il torneo più cool della Rete.
QUANDO SI GIOCA?
Si comincia i primi di settembre e si finisce a metà dicembre.
PERCHÉ PARTECIPARE A WIMBLE.DOC?
Per fare rete, per mettere insieme chi fa cultura, per divertirsi, per il piacere di scrivere, per conquistare lettori, per farsi conoscere, e per vincere!
Queste sono le regole.
Della squadra d’inutile fanno parte Ilaria Giannini, Marco Milanese, Marco Montanaro e Alessandro Romeo.
COS’È?
Wimble.doc è il primo torneo mai organizzato di racconti a squadre in Rete.
CHI L’ORGANIZZA?
Wimble.doc è ideato e progettato da Alessandro Milanese, Enrico Piscitelli e Alessandro Romeo.
CHI PARTECIPA?
Otto squadre, otto! Riviste letterarie, fanzine, blog collettivi e squadre costituite all’uopo per vincere il torneo più cool della Rete.
QUANDO SI GIOCA?
Si comincia i primi di settembre e si finisce a metà dicembre.
PERCHÉ PARTECIPARE A WIMBLE.DOC?
Per fare rete, per mettere insieme chi fa cultura, per divertirsi, per il piacere di scrivere, per conquistare lettori, per farsi conoscere, e per vincere!
Queste sono le regole.
Della squadra d’inutile fanno parte Ilaria Giannini, Marco Milanese, Marco Montanaro e Alessandro Romeo.
Nei rapporti ci vuole coerenza
23/06/09 02:49 Archiviato in:racconto
{di Pasquale
Iannucci}
Erano le dieci di sera e non aveva ancora chiamato.
Di solito, lo faceva intorno alle otto, otto e mezza. Un giorno sì e uno no.
Con una sedia andò in anticamera. Si sedette davanti al telefono e attese. Poi si alzò, tornò in cucina e mise la padella sul fuoco. Aggiunse olio. Prese dalla credenza una scatoletta di pelati e scoppiò in lacrime.
«Perché non chiami?» singhiozzò.
Gemendo, spense il fornello e tornò al telefono.
Passò un minuto. Due. Cinque. Continua a leggere ->
Erano le dieci di sera e non aveva ancora chiamato.
Di solito, lo faceva intorno alle otto, otto e mezza. Un giorno sì e uno no.
Con una sedia andò in anticamera. Si sedette davanti al telefono e attese. Poi si alzò, tornò in cucina e mise la padella sul fuoco. Aggiunse olio. Prese dalla credenza una scatoletta di pelati e scoppiò in lacrime.
«Perché non chiami?» singhiozzò.
Gemendo, spense il fornello e tornò al telefono.
Passò un minuto. Due. Cinque. Continua a leggere ->



