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04/03/10 02:46 Archiviato in:inutile
{editoriale ed
erratta errata
corrige}

Nel 1975 Carolee Schneemann si presentò nuda sul palco e, dopo essersi cosparsa di fango, estrasse dalla vagina un lungo papiro arrotolato. Lo scopo della performance era attaccare gli strutturalisti, che sostenevano che il corpo fosse separato dal simbolo linguistico che lo rappresentava. Sul lungo papiro (pronuncia: «p’pairo») c’era scritto: «Ernesto Baj, Tempi di merda (1000); Mattia Filippini, Il mutamento delle proporzioni; M.F. Fontefrancesco, Balti; Alessandro Casella, Nessun cane scrive come me; poster di Daniele Pirozzi».
Carolee Schneemann aveva la vista lunga, quanto il suo papiro. E nel 2010 siamo onorati di poter finalmente spiegare al mondo il significato di quel bizzarro elenco, che nel 1975 dovette risulta incomprensibile. Noi di inutile, anziché schierarci contro lo strutturalismo, preferiamo rendere omaggio alla soave Carolee, tracciando un delizioso legame intellettuale nel nome dell’unione tra il corpo e il suo simbolo linguistico. Per questo vi invito caldamente a srotolare il papiro ch’è in voi.
{A.R.}
errata corrige
Per una vista che fa di noi la rivista meno professionale sul mercato, e ci manda tutti a cogliere pomodori per qualche mese quest’estate, nelle copie che sono state spedite agli abbonati sono citati gli amici Enzo e la Fagotta di Polaroid, mentre invece al posto della consueta playlist di Polaroid c’era la bella poesia di Alessandro Casella, Nessun cane dorme come me. Inoltre sempre nell’editoriale c’era un trattino dove non avrebbe dovuto esserci. E il poster, a pagina 2, è segnato come “disegno” mentr’è una foto. Abbiamo prontamento sostituito la versione online, ma ci scusiamo con Alessandro, Enzo e la Fagotta, Daniele, e tutti i nostri abbonati.

Nel 1975 Carolee Schneemann si presentò nuda sul palco e, dopo essersi cosparsa di fango, estrasse dalla vagina un lungo papiro arrotolato. Lo scopo della performance era attaccare gli strutturalisti, che sostenevano che il corpo fosse separato dal simbolo linguistico che lo rappresentava. Sul lungo papiro (pronuncia: «p’pairo») c’era scritto: «Ernesto Baj, Tempi di merda (1000); Mattia Filippini, Il mutamento delle proporzioni; M.F. Fontefrancesco, Balti; Alessandro Casella, Nessun cane scrive come me; poster di Daniele Pirozzi».
Carolee Schneemann aveva la vista lunga, quanto il suo papiro. E nel 2010 siamo onorati di poter finalmente spiegare al mondo il significato di quel bizzarro elenco, che nel 1975 dovette risulta incomprensibile. Noi di inutile, anziché schierarci contro lo strutturalismo, preferiamo rendere omaggio alla soave Carolee, tracciando un delizioso legame intellettuale nel nome dell’unione tra il corpo e il suo simbolo linguistico. Per questo vi invito caldamente a srotolare il papiro ch’è in voi.
{A.R.}
errata corrige
Per una vista che fa di noi la rivista meno professionale sul mercato, e ci manda tutti a cogliere pomodori per qualche mese quest’estate, nelle copie che sono state spedite agli abbonati sono citati gli amici Enzo e la Fagotta di Polaroid, mentre invece al posto della consueta playlist di Polaroid c’era la bella poesia di Alessandro Casella, Nessun cane dorme come me. Inoltre sempre nell’editoriale c’era un trattino dove non avrebbe dovuto esserci. E il poster, a pagina 2, è segnato come “disegno” mentr’è una foto. Abbiamo prontamento sostituito la versione online, ma ci scusiamo con Alessandro, Enzo e la Fagotta, Daniele, e tutti i nostri abbonati.



