Donna

{di Paolo Zaffaina}

E non riesci
a non essere donna
Anche se dici
che non lo sopporti
e a me piace
vederti soffrire
perché aumenta
l’odore di te.

mi dai del coglione
e sei ancora più donna
come quando ubriaca
vomiti cazzate
e ad ogni gesto divieni
essenza pura
di femminilità

oppure ti vesti,
per uscire la sera,
e ti infili la gonna
ed è più eccitante
che vederla sfilare

E continui ad odiare
di essere donna
mentre ti osservo
camminare sinuosa
tra uomini ed alcool
strusciandoti bugiarda
tra desideri eccitati
e ti piace sapere
che penseranno a te
la notte,
nel bagno,
vuoti
come il bicchiere
che tengo in mano

E continui a negare
di essere donna
e la tua vanità
diventa dolore
e a me piace
vederti soffrire.
la tua ira
ti rende più donna
la fame di un uomo
ti rende più donna
mentre ti nutri di lui
che pensa
al suo uccello extralusso
disteso sul letto
preda di te

reciti “cazzo!”...
e reciti Whitman
socchiudi le labbra
e stupri pensieri
ti aggiusti le calze
e sei così donna

ti scopi una donna
e c’è solo una donna

e sei condannata
ad essere donna
... e sei condannata
ad essere te.