Cavoli di Bruxelles
05/04/09 11:41 Archiviato in:racconto
{di Viviana
Capurso}
Veronica posa il cellulare sul comodino. Si alza dal letto king-size e avanza verso lo schermo al plasma Samsung.
La camera è meravigliosa. Vorrebbe potersela godere per un po’. Invece questo convegno è stressantissimo. Non sa chi abbia mai potuto avere l’idea di una tre giorni full immersion di tributario internazionale.
Perché fanno i letti così grandi? Perché uno si senta più solo? Le manca Vittorio che sbuffa mentre dorme...
Apre il portatile nero e lo accende. Lo guarda.
Tristino questo computer. Anche Vittorio lo ha detto. Ma poi Vittorio è strano, ultimamente. Non fa che criticare tutto. Il suo computer lo trova triste, le ha detto che si veste sempre di colori scuri, “ti invecchi, Vero”.
A guardarlo bene Vittorio non dimostra la sua età. Ha solo le tempie un po’ imbiancate ma si sa che per un uomo sono affascinanti. Non come lei, almeno una volta al mese deve fiondarsi da Coppola, quello in via Ariosto. Caro sì, ma il migliore. Solo lui sa sistemarle i capelli ramati in onde morbide.
Vittorio le apprezza molto.
Le apprezza molto? L’altro giorno le ha chiesto perché non si faceva i capelli lisci.
Veronica lascia cadere le decolletè di Pollini guardandole con notevole orgoglio e comincia a rivedere la sua relazione.
“Comparazione tra normativa interna, convenzionale e comunitaria in materia di redditi transnazionali”.
Oddio che noia. Fa noia solo il titolo. Aveva ragione Vittorio, forse. Va bene che è un convegno, ma si poteva trovare un titolo un po’ più... come è che ha detto? Accattivante? Oddio, il diritto tributario non è certo la materia di Vittorio, lui si occupa di real estate. Forse lì si possono fare voli pindarici, anche nelle conferenze alla Sda. Ma poi, dai, il diritto non è materia da voli pindarici. Veronica lo ama per questo.
Fatti, problematiche, soluzioni. Lì sta il bello, la creatività. Ti metti lì, studi, analizzi, approfondisci e risolvi. In effetti è un lavoro molto creativo.
Prendi per esempio Alessandro, l’amico di Vittorio, è un importante direttore creativo, lui fa le campagne pubblicitarie, le grandi strategie e con l’eterna scusa di quei brainstorming tira tardi in agenzia, fa le notti, pranza lì, dorme sul divano in pelle umana del suo ufficio... dai, siamo seri, Vittorio rimane fino a tardi per i closing, le drafting sessions... non per tirare fuori due slogan.
Avanti, quanto ci vorrà per inventarsi una frasetta tipo “Dove c’è Barilla, c’è casa”?
Veronica è fortunata, Vittorio è un uomo serio. Non capisce come possa frequentare quel piacione di Alessandro. Secondo lei Silvia, la sua fidanzata è una martire. Magari è pure cornuta. Non sa come fa a sopportare un personaggio con un ego così smisurato.
Sorride tra sé e sé.
Quando si è messa con Vittorio, gli amici la prendevano in giro.
Dicevano che Vittorio è come un’assicurazione sulla vita, uno inossidabile, “nei secoli fedeli”, uno che non perde mai il controllo.
In effetti è così. La loro è una relazione molto stabile. Vittorio è un uomo serissimo, per questo hanno affidato a lui la selezione dei masterizzati Sda, lui non si permetterebbe mai una confidenza o una frase di troppo con una praticante. Lei lo stima molto anche per questo.
Certo è un uomo impegnato, ma lo capisce bene. Per diventare partner così giovani sa bene che sacrifici bisogna fare.
Ultimamente è un po’nervoso ma bisogna capirlo, si sentono ancora gli strascichi della crisi, bisogna mettere la massima accuratezza nelle operazioni, non ce n’è ancora tantissime.
Poi ci sono i convegni. Le conferenze che danno i crediti. Tommaso è il praticante che lo aiuta o perlomeno dovrebbe aiutarlo. Oddio, non vuole sembrare critica, Vittorio lo stima moltissimo, ma santo cielo, è così ottuso! Non mette in dubbio che sia un bravo praticante con tanto di tesi pubblicata eccetera eccetera eccetera... ma lei non gli affiderebbe l’organizzazione di una festa di bambini! È ansioso, inquieto, si agita per tutto, insomma è vero che tutti i praticanti sono così, che non è il suo lavoro... ma non è neppure quello di Vittorio, eppure lui lo fa tranquillamente.
Anzi, si impegna un sacco, ci lavora le serate, persino il sabato o la domenica a volte.
Una volta lei era in Liguria dai suoi e lui è andato in agenzia per fare il punto della situazione.
Sorride nuovamente Veronica. Trovarne di uomini così, dediti al lavoro, accurati, precisi.
Dunque, cerchiamo di non distrarci, bisogna rivedere la relazione.
Domani parla Giovanni Prandi, quello della Sda. Le mette un’ansia tremenda. Quell’uomo è un genio. È un po’ più giovane di Vittorio e ha una lista di pubblicazioni che pesano come un codice.
Pensare che è un tipo così schivo, così... come dice Vittorio? Estemporaneo. Ha ragione, è proprio un tipo estemporaneo.
Mette tutti a disagio con quello sguardo... non sai mai cosa pensa.
Ok, Vero, ricominciamo, la relazione.
Ma di che parla domani Giovanni?
Prende il programma della conferenza. Ah, ecco, “Transfer pricing. La doppia imposizione internazionale e i rimedi nazionali ed internazionali in materia di tranfer pricing”.
E poi il suo titolo sarebbe pesante? Deve dirlo a Vittorio, Giovanni ha più bisogno di lei di un creativo.
Forse stasera è stata un po’ acida con Vittorio. Non esce mai in effetti. Per una sera che esce, con quell’imbranatone di Tommaso, poi, così goffo e regolarmente inopportuno.
E poi è vero, le aperture degli store sono un’occasione ghiotta per chi fa real estate. La vendita dell’immobile di Abercrombie l’ha seguita Chiomenti. Ma non si sa mai. Oggi a te, domani...
Non fa mica nulla di male.
No, ma non è tanto questo il problema, è che Vittorio ultimamente non è più così equilibrato, sembra sempre sul chi vive, in trappola, inquieto, assorbito nei suoi pensieri, nel lavoro.
Prende il telefono e gli manda un messaggino dolce. Così capisce che non se l’è presa. Gli dà la buonanotte. Domani si farà raccontare come era la “movida milanese”.
Ok, a noi ora. Incrocia le gambe e si mette a rivedere la relazione.
Fino ad oggi, anche in presenza di un reddito imponibile caratterizzato dalla presenza di elementi di estraneità rispetto all'ordinamento giuridico del Paese di residenza del soggetto passivo, grazie alle Convenzioni contro la doppia imposizione, era possibile ragionare in termini di tassazione del reddito transnazionale...
Ogni tanto dà una sbirciata al cellulare.
Non dà segni di vita.
Veronica posa il cellulare sul comodino. Si alza dal letto king-size e avanza verso lo schermo al plasma Samsung.
La camera è meravigliosa. Vorrebbe potersela godere per un po’. Invece questo convegno è stressantissimo. Non sa chi abbia mai potuto avere l’idea di una tre giorni full immersion di tributario internazionale.
Perché fanno i letti così grandi? Perché uno si senta più solo? Le manca Vittorio che sbuffa mentre dorme...
Apre il portatile nero e lo accende. Lo guarda.
Tristino questo computer. Anche Vittorio lo ha detto. Ma poi Vittorio è strano, ultimamente. Non fa che criticare tutto. Il suo computer lo trova triste, le ha detto che si veste sempre di colori scuri, “ti invecchi, Vero”.
A guardarlo bene Vittorio non dimostra la sua età. Ha solo le tempie un po’ imbiancate ma si sa che per un uomo sono affascinanti. Non come lei, almeno una volta al mese deve fiondarsi da Coppola, quello in via Ariosto. Caro sì, ma il migliore. Solo lui sa sistemarle i capelli ramati in onde morbide.
Vittorio le apprezza molto.
Le apprezza molto? L’altro giorno le ha chiesto perché non si faceva i capelli lisci.
Veronica lascia cadere le decolletè di Pollini guardandole con notevole orgoglio e comincia a rivedere la sua relazione.
“Comparazione tra normativa interna, convenzionale e comunitaria in materia di redditi transnazionali”.
Oddio che noia. Fa noia solo il titolo. Aveva ragione Vittorio, forse. Va bene che è un convegno, ma si poteva trovare un titolo un po’ più... come è che ha detto? Accattivante? Oddio, il diritto tributario non è certo la materia di Vittorio, lui si occupa di real estate. Forse lì si possono fare voli pindarici, anche nelle conferenze alla Sda. Ma poi, dai, il diritto non è materia da voli pindarici. Veronica lo ama per questo.
Fatti, problematiche, soluzioni. Lì sta il bello, la creatività. Ti metti lì, studi, analizzi, approfondisci e risolvi. In effetti è un lavoro molto creativo.
Prendi per esempio Alessandro, l’amico di Vittorio, è un importante direttore creativo, lui fa le campagne pubblicitarie, le grandi strategie e con l’eterna scusa di quei brainstorming tira tardi in agenzia, fa le notti, pranza lì, dorme sul divano in pelle umana del suo ufficio... dai, siamo seri, Vittorio rimane fino a tardi per i closing, le drafting sessions... non per tirare fuori due slogan.
Avanti, quanto ci vorrà per inventarsi una frasetta tipo “Dove c’è Barilla, c’è casa”?
Veronica è fortunata, Vittorio è un uomo serio. Non capisce come possa frequentare quel piacione di Alessandro. Secondo lei Silvia, la sua fidanzata è una martire. Magari è pure cornuta. Non sa come fa a sopportare un personaggio con un ego così smisurato.
Sorride tra sé e sé.
Quando si è messa con Vittorio, gli amici la prendevano in giro.
Dicevano che Vittorio è come un’assicurazione sulla vita, uno inossidabile, “nei secoli fedeli”, uno che non perde mai il controllo.
In effetti è così. La loro è una relazione molto stabile. Vittorio è un uomo serissimo, per questo hanno affidato a lui la selezione dei masterizzati Sda, lui non si permetterebbe mai una confidenza o una frase di troppo con una praticante. Lei lo stima molto anche per questo.
Certo è un uomo impegnato, ma lo capisce bene. Per diventare partner così giovani sa bene che sacrifici bisogna fare.
Ultimamente è un po’nervoso ma bisogna capirlo, si sentono ancora gli strascichi della crisi, bisogna mettere la massima accuratezza nelle operazioni, non ce n’è ancora tantissime.
Poi ci sono i convegni. Le conferenze che danno i crediti. Tommaso è il praticante che lo aiuta o perlomeno dovrebbe aiutarlo. Oddio, non vuole sembrare critica, Vittorio lo stima moltissimo, ma santo cielo, è così ottuso! Non mette in dubbio che sia un bravo praticante con tanto di tesi pubblicata eccetera eccetera eccetera... ma lei non gli affiderebbe l’organizzazione di una festa di bambini! È ansioso, inquieto, si agita per tutto, insomma è vero che tutti i praticanti sono così, che non è il suo lavoro... ma non è neppure quello di Vittorio, eppure lui lo fa tranquillamente.
Anzi, si impegna un sacco, ci lavora le serate, persino il sabato o la domenica a volte.
Una volta lei era in Liguria dai suoi e lui è andato in agenzia per fare il punto della situazione.
Sorride nuovamente Veronica. Trovarne di uomini così, dediti al lavoro, accurati, precisi.
Dunque, cerchiamo di non distrarci, bisogna rivedere la relazione.
Domani parla Giovanni Prandi, quello della Sda. Le mette un’ansia tremenda. Quell’uomo è un genio. È un po’ più giovane di Vittorio e ha una lista di pubblicazioni che pesano come un codice.
Pensare che è un tipo così schivo, così... come dice Vittorio? Estemporaneo. Ha ragione, è proprio un tipo estemporaneo.
Mette tutti a disagio con quello sguardo... non sai mai cosa pensa.
Ok, Vero, ricominciamo, la relazione.
Ma di che parla domani Giovanni?
Prende il programma della conferenza. Ah, ecco, “Transfer pricing. La doppia imposizione internazionale e i rimedi nazionali ed internazionali in materia di tranfer pricing”.
E poi il suo titolo sarebbe pesante? Deve dirlo a Vittorio, Giovanni ha più bisogno di lei di un creativo.
Forse stasera è stata un po’ acida con Vittorio. Non esce mai in effetti. Per una sera che esce, con quell’imbranatone di Tommaso, poi, così goffo e regolarmente inopportuno.
E poi è vero, le aperture degli store sono un’occasione ghiotta per chi fa real estate. La vendita dell’immobile di Abercrombie l’ha seguita Chiomenti. Ma non si sa mai. Oggi a te, domani...
Non fa mica nulla di male.
No, ma non è tanto questo il problema, è che Vittorio ultimamente non è più così equilibrato, sembra sempre sul chi vive, in trappola, inquieto, assorbito nei suoi pensieri, nel lavoro.
Prende il telefono e gli manda un messaggino dolce. Così capisce che non se l’è presa. Gli dà la buonanotte. Domani si farà raccontare come era la “movida milanese”.
Ok, a noi ora. Incrocia le gambe e si mette a rivedere la relazione.
Fino ad oggi, anche in presenza di un reddito imponibile caratterizzato dalla presenza di elementi di estraneità rispetto all'ordinamento giuridico del Paese di residenza del soggetto passivo, grazie alle Convenzioni contro la doppia imposizione, era possibile ragionare in termini di tassazione del reddito transnazionale...
Ogni tanto dà una sbirciata al cellulare.
Non dà segni di vita.



