vandali della matassa
Vandali della matassa: Molleindustria
19/03/10 08:27
{di Alessandro Romeo}

Molleindustria fa videogiochi. E fin qui ci siamo.
Molleindustria è in realtà una persona sola, Paolo Pedercini, classe ‘81. “Fa videogiochi” vuol dire che Paolo ha un’idea, che si trasforma in un progetto, che si trasforma in un codice di programmazione, che si trasforma in un videogioco che scarichi gratuitamente dal sito di Molleindustria. Qualche mese fa il suo Every day the same dream ha fatto meritatamente il giro della rete e Paolo è stato intervistato da Wired (ma in realtà sono anni che i videogiochi di Molleindustria fanno parlare di sé).
Ora, dietro tutto questo c’è un’idea precisa, un po’ incazzata e un po’ estremista. E pensare che in Italia (!) ci sia un estremista incazzato che fa cose così belle francamente scalda il cuore.
Il progetto nasce dalla constatazione che “i videogiochi sono ormai diventati un fenomeno di massa. Muovono un giro d'affari superiore a quello del cinema, costituiscono il principale motivo di sviluppo di nuovo hardware e saranno presto attori chiave nei processi di convergenza dei mass media” e che quindi “occorre mettere in discussione la presunta innocenza dell'intrattenimento” sviluppando un dibattito che possa “coinvolgere le galassie del media-attivismo, della software e della net.art”.
Detto questo, divertiti. Perché il punto è anche questo: divertirsi. Allora mena una divinità, oppure trivella e corrompi i politici, oppure copula con il copulabile, oppure ammazza Giorgio Faletti. E dopo esserti divertito butta un occhio al blog, dove c’è molta roba interessante su cui ragionare, anche se di videogiochi non te ne frega una mazza.

Molleindustria fa videogiochi. E fin qui ci siamo.
Molleindustria è in realtà una persona sola, Paolo Pedercini, classe ‘81. “Fa videogiochi” vuol dire che Paolo ha un’idea, che si trasforma in un progetto, che si trasforma in un codice di programmazione, che si trasforma in un videogioco che scarichi gratuitamente dal sito di Molleindustria. Qualche mese fa il suo Every day the same dream ha fatto meritatamente il giro della rete e Paolo è stato intervistato da Wired (ma in realtà sono anni che i videogiochi di Molleindustria fanno parlare di sé).
Ora, dietro tutto questo c’è un’idea precisa, un po’ incazzata e un po’ estremista. E pensare che in Italia (!) ci sia un estremista incazzato che fa cose così belle francamente scalda il cuore.
Il progetto nasce dalla constatazione che “i videogiochi sono ormai diventati un fenomeno di massa. Muovono un giro d'affari superiore a quello del cinema, costituiscono il principale motivo di sviluppo di nuovo hardware e saranno presto attori chiave nei processi di convergenza dei mass media” e che quindi “occorre mettere in discussione la presunta innocenza dell'intrattenimento” sviluppando un dibattito che possa “coinvolgere le galassie del media-attivismo, della software e della net.art”.
Detto questo, divertiti. Perché il punto è anche questo: divertirsi. Allora mena una divinità, oppure trivella e corrompi i politici, oppure copula con il copulabile, oppure ammazza Giorgio Faletti. E dopo esserti divertito butta un occhio al blog, dove c’è molta roba interessante su cui ragionare, anche se di videogiochi non te ne frega una mazza.
Vandali della matassa: posso scrivere?
12/02/10 01:00
{di Alessandro Romeo}
Uno dei problemi derivati dalla scrittura su schermo è che, per via di menù, righelli e barre, la pagina non è mai bianca. Ommwriter risolve la cosa presentandosi come un programma di scrittura in cui si vede solo quello che scrivi. C’è un menù, a scomparsa, con il quale puoi scegliere tra un paio di sfondi e una decina di musiche ambient differenti, ma per il resto ci sei tu con le tue parole e basta. Se ti piace scrivere sparando la musica a palla, con mezzo piatto di bucatini tra te e il computer, digitando con le uniche dita non sporcate di sugo (i mignoli), mentre parli al telefono con un tuo amico e fuori dalla tua finestra ci sono gli operai che riparano la grondaia a martellate, Ommwriter non è il programma per te. Se invece ti piace scrivere in un’atmosfera tranquilla e intima, col telefono staccato e una parete bianca davanti a te, Ommwriter è quello che ti serve.
L’altro problema di chi scrive al computer sono gli errori di battitura. C’è poco da fare, per quante volte tu legga e rilegga quello che hai scritto non li beccherai mai tutti. Il trucco è uno solo: cambiare completamente l’impaginazione. Se non hai voglia di farlo tu manualmente c’è un programma che lo fa per te: Tofu. Ti reimpagina quello che hai scritto con un click e tu ci risparmi tempo e diotrie.
Uno dei problemi derivati dalla scrittura su schermo è che, per via di menù, righelli e barre, la pagina non è mai bianca. Ommwriter risolve la cosa presentandosi come un programma di scrittura in cui si vede solo quello che scrivi. C’è un menù, a scomparsa, con il quale puoi scegliere tra un paio di sfondi e una decina di musiche ambient differenti, ma per il resto ci sei tu con le tue parole e basta. Se ti piace scrivere sparando la musica a palla, con mezzo piatto di bucatini tra te e il computer, digitando con le uniche dita non sporcate di sugo (i mignoli), mentre parli al telefono con un tuo amico e fuori dalla tua finestra ci sono gli operai che riparano la grondaia a martellate, Ommwriter non è il programma per te. Se invece ti piace scrivere in un’atmosfera tranquilla e intima, col telefono staccato e una parete bianca davanti a te, Ommwriter è quello che ti serve.
L’altro problema di chi scrive al computer sono gli errori di battitura. C’è poco da fare, per quante volte tu legga e rilegga quello che hai scritto non li beccherai mai tutti. Il trucco è uno solo: cambiare completamente l’impaginazione. Se non hai voglia di farlo tu manualmente c’è un programma che lo fa per te: Tofu. Ti reimpagina quello che hai scritto con un click e tu ci risparmi tempo e diotrie.
Vandali della matassa: Polliwog
27/11/09 00:51
{di Alessandro
Romeo}

Polliwog è una rivista di fotografia creata da Rebecca Rijsdijk e portata avanti con l’aiuto di Victoria Schilperoort (che si occupa in particolare dei testi). Polliwog vuol dire “girino” e fa riferimento all’idea di pubblicare gente promettente e sconosciuta. In Italia si direbbe “giovane” ma loro, che sono pragmatiche, spiegano che il concetto di giovane non è necessariamente relativo all’età che uno ha, ma al “numero di passi che è riuscito a compiere nel mondo dell’arte”. Chiaro, diretto e reale. Continua a leggere ->
Polliwog è una rivista di fotografia creata da Rebecca Rijsdijk e portata avanti con l’aiuto di Victoria Schilperoort (che si occupa in particolare dei testi). Polliwog vuol dire “girino” e fa riferimento all’idea di pubblicare gente promettente e sconosciuta. In Italia si direbbe “giovane” ma loro, che sono pragmatiche, spiegano che il concetto di giovane non è necessariamente relativo all’età che uno ha, ma al “numero di passi che è riuscito a compiere nel mondo dell’arte”. Chiaro, diretto e reale. Continua a leggere ->
Vandali della matassa: Snowdonia
30/10/09 01:55
{di Alessandro
Romeo}

Per capire che la Snowdonia non è una casa discografica come le altre basta andare sul loro sito ed esplorarlo un po’: nel giro di cinque minuti avrete capito cosa intendo. Dietro quel bagaglio estetico fatto di pop, demenzialità, filastrocche, nonsense, trash e colore c’è un progetto, un’idea (e se siete sufficientemente curiosi ne troverete traccia proprio nella homepage del sito). Continua a leggere ->

Per capire che la Snowdonia non è una casa discografica come le altre basta andare sul loro sito ed esplorarlo un po’: nel giro di cinque minuti avrete capito cosa intendo. Dietro quel bagaglio estetico fatto di pop, demenzialità, filastrocche, nonsense, trash e colore c’è un progetto, un’idea (e se siete sufficientemente curiosi ne troverete traccia proprio nella homepage del sito). Continua a leggere ->
Vandali della matassa: Colla
25/09/09 00:12
{di Alessandro
Romeo}
Francesco Sparacino è uno dei fondatori di Colla. A parte questo è una pippaduomo: non regge l’alcol e, per nascondere la sua pipperìa, va in giro dicendo che io sono un alcolizzato.
Questo mi sembra il luogo giusto per rendere nota la cosa.
Ci siamo conosciuti a Torino qualche mese fa, dopo aver scoperto di vivere nello stesso quartiere. Ci diamo un appuntamento alla chiesa di Largo Saluzzo, prendiamo una birra, parliamo di riviste. Poi, mentre siam lì seduti, mi viene una specie di solletico lungo la schiena e comincio a tirarmela in maniera indegna, dicendo che inutile qua inutile là, che le riviste ah le riviste, che il Birra eh io con inutile ho partecipato il BIRRA, ho partecipato al BIRRA!Continua a leggere ->
Francesco Sparacino è uno dei fondatori di Colla. A parte questo è una pippaduomo: non regge l’alcol e, per nascondere la sua pipperìa, va in giro dicendo che io sono un alcolizzato.
Questo mi sembra il luogo giusto per rendere nota la cosa.
Ci siamo conosciuti a Torino qualche mese fa, dopo aver scoperto di vivere nello stesso quartiere. Ci diamo un appuntamento alla chiesa di Largo Saluzzo, prendiamo una birra, parliamo di riviste. Poi, mentre siam lì seduti, mi viene una specie di solletico lungo la schiena e comincio a tirarmela in maniera indegna, dicendo che inutile qua inutile là, che le riviste ah le riviste, che il Birra eh io con inutile ho partecipato il BIRRA, ho partecipato al BIRRA!Continua a leggere ->
Vandali della matassa: Alice Socal
27/06/09 02:28
{di Alessandro Romeo}
Per questa seconda puntata ho pensato alla donna che ha portato l’Arte in inutile. Alice Socal è nata, come mezza redazione, in quel di Mestre. Ora vive ad Amburgo, disegna sempre meglio e presto sarà famosa. Qui il suo blog, Vuoto incipiente. Le vogliamo talmente bene che abbiamo deciso di dedicarle un’intervista tripla, con delle domande peraltro equilibratissime che non l’hanno messa minimamente in difficoltà. In questi anni le abbiamo rubato l’impossibile, per dare un senso ai nostri segnalibri, ai nostri numeri e alle nostre magliette. Questa è finalmente l’occasione - un po’ spastica, ma comunque ufficiale - di dirle Grazie.Continua a leggere ->
Per questa seconda puntata ho pensato alla donna che ha portato l’Arte in inutile. Alice Socal è nata, come mezza redazione, in quel di Mestre. Ora vive ad Amburgo, disegna sempre meglio e presto sarà famosa. Qui il suo blog, Vuoto incipiente. Le vogliamo talmente bene che abbiamo deciso di dedicarle un’intervista tripla, con delle domande peraltro equilibratissime che non l’hanno messa minimamente in difficoltà. In questi anni le abbiamo rubato l’impossibile, per dare un senso ai nostri segnalibri, ai nostri numeri e alle nostre magliette. Questa è finalmente l’occasione - un po’ spastica, ma comunque ufficiale - di dirle Grazie.Continua a leggere ->
Vandali della matassa: Eleanore Rigby
19/06/09 00:20
{di Alessandro Romeo}
Questa è la prima puntata di una rubrica dedicata alla gente che ci piace. Vivana Capurso con i suoi We got the city tornerà l'anno prossimo. Perché le bionde tornano sempre.
Colti, raffinati, scapigliati e irriverenti, quelli di Eleanore Rigby sono la stella cometa delle riviste indipendenti italiane.Continua a leggere ->
Questa è la prima puntata di una rubrica dedicata alla gente che ci piace. Vivana Capurso con i suoi We got the city tornerà l'anno prossimo. Perché le bionde tornano sempre.
Colti, raffinati, scapigliati e irriverenti, quelli di Eleanore Rigby sono la stella cometa delle riviste indipendenti italiane.Continua a leggere ->

