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IP... for the rest of us (12)

This is (almost) the end
{di Virginia Paparozzi}


Tempo d’estate, tempo di bilanci.
Dato che ci stiamo avviando verso la fine di questa avvincente rubrica, mi sembra opportuno fare il punto della situazione, prima delle ultime battute. Se non altro rendo note le mie intenzioni, e traccio un filo di sensatezza tra i pezzi che sono stati pubblicati.
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IP... for the rest of us (11)

In tempi antichi, alcune divinità avevano due facce
{di Didem Özgür}


In tempi antichi alcune divinità avevano due facce. Tra queste c’era il dio Giano. Forse le antiche popolazioni volevano con ciò affermare che la realtà ha sempre due lati, e questo concetto è stato espresso e conosciuto come metodo dialettico, sin dal diciottesimo secolo. Ma questo metodo non è l’unico: anche il metodo di tipo speculativo è necessario per aiutare a capire il significato della realtà.Continua a leggere ->

IP... for the rest of us (10)

Tanit
{di Virginia Paparozzi}

Tanit è una dea, una casa editrice, una cosa strana che fa cose strane: li abbiamo intervistati.

Presentatevi brevemente.

Siamo Livia ed Emilia, abbiamo trent’anni a testa e siamo fra le più giovani editrici donne allo stato attuale in Italia.
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IP... for the rest of us (9)

{di Marco Montanaro}

Il protagonista di questa chiacchierata via mail ha avuto l’indubbio fegato di concorrere a far laureare il sottoscritto. A parte questo piccolo neo, Carlo Formenti è docente di Teoria e tecnica dei nuovi media presso l’Università del Salento e giornalista (Corriere della Sera, Sole 24 Ore). Tra le sue ultime pubblicazioni, Cybersoviet. Utopie Postdemocratiche e nuovi media, in cui si affronta il tema della reale democraticità della rete. Diciamo pure che l’eccitazione della prima ora è passata, per molti: non a caso, uno dei passaggi più interessanti di quanto segue è a proposito della capacità di organizzarci, noi tutti bellimbusti della rete, anche fuori da Internet (detto in soldoni).
Tutti i libri (anche i racconti di fantascienza) del professor Formenti sono disponibili
qui. Il suo blog, invece, è qui.Continua a leggere ->

IP... for the rest of us (8)

La prima volta che ho visto la SIAE
{di Virginia Paparozzi}

La prima volta che ho visto la SIAE è stata in un momento un po’ particolare. Verso la fine dello spettacolo, dietro le quinte, in mezzo a noi ansiosi prossimi ad entrare in scena. Le quinte in realtà erano l’enorme hall che precedeva la sala in cui c’era lo spettacolo vero e proprio. Io che faccio parte del club degli ansiosi stavo chiaramente bisbigliando la mia parte, se non sbaglio vestita da catechista, camminando su e giù per la salaContinua a leggere ->

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L’assurdo giuridico: la tradizione dello yoga difesa a colpi di brevetti
{di Antonella Beccaria}

Negli Stati Uniti da tempo ci si stava
provando, ma gli indiani devono aver pensato che, se qualcuno deve detenere brevetti (sì, proprio quel titolo che conferisce un monopolio temporaneo sulle invenzioni) sulle posizioni dello yoga, quelli devono essere loro.Continua a leggere ->

IP... for the rest of us (6)

No-copyright!
{di
Marco Caponera}

Questo scritto intende inserirsi nell’attuale dibattito su copyright, copyleft e no copyright, animato da numerosi interventi di esperti di informatica e recentemente anche da autori di letteratura e saggistica. Per questo motivo mi limiterò a presentare le ragioni del no al copyright argomentandone le fondamenta, in dialettica con le altre forme di rifiuto totale o parziale della protezione del diritto d’autore.
Iniziamo da alcuni chiarimenti sintetici per passare successivamente al vaglio critico di ciascuna affermazione.
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Liberalarte!3
{di Virginia Paparozzi}

Quando vuoi tornare a casa presto per accendere le casse e ascoltare decentemente un album che hai scoperto per caso, forse è il caso di parlarne. Se poi l’hai scaricato legalmente e gratuitamente, o hai speso qualche euro per comprarlo, il Paperon de’ Paperoni che c’è in te si congratula. Se poi riesci a farne fiorire un pezzo per parlare di cultura libera e copyleft allora è proprio il tuo giorno fortunato.Continua a leggere ->

Ip... for the rest of us (4)

{di Leonardo Maccari}

Il 28 agosto 2008 si è tenuto a Venezia il congresso “Lotta alla pirateria e tutela dell’industria culturale italiana”, organizzato dalla
Direzione Generale per il Cinema del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Cinecittà Holding. È proprio quest’ultima che dal suo sito ci fa un riassunto dei temi trattati nel convegno, a cui hanno partecipato rappresentanti del governo e di tutte le associazioni di produttori e distributori di cultura.Continua a leggere ->

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Tutto cominciò con un click
{di Virginia Paparozzi}

Oggi parliamo col Professor Roberto Caso, docente di Diritto privato comparato all’università di Trento, di gestione del copyright nell’era digitale.

Cominciamo con un aneddoto: siamo in un negozio di prodotti tecnologici e un commesso spiega ad una ragazza che vuole acquistare un computer cosa deve fare per usarlo: “Per usarlo devi registrarti e accettare le condizioni della licenza, altrimenti non parte nulla.”
Cosa implica accettare le condizioni della licenza? Cosa accade se la ragazza le viola, presupponendo che tali condizioni siano correlate a DRM (1)?

Accettando i termini della licenza la ragazza conclude un contratto.
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iTunes Music Store, il lato oscuro della forza e il copyright
{di Francesco Dalla Gassa}

Come può un semplice file audio scaricato da iTunes essere il responsabile del più grande attacco al diritto d'autore mai perpetrato?
Il diritto d’autore è uno strumento che lo stato di diritto ha trovato per dare un ragionevole equilibrio a due opposte ragioni. Da una parte c’è l'artista, l’autore e quindi anche l’editore, l’impresario e la casa discografica.
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{di Virginia Paparozzi}

«Con proprietà intellettuale si indica l'apparato di principi giuridici che mirano a tutelare i frutti dell'inventiva e dell'ingegno umani; sulla base di questi principi, la legge attribuisce a creatori e inventori un vero e proprio monopolio nello sfruttamento delle loro creazioni/invenzioni e pone nelle loro mani alcuni strumenti legali per tutelarsi da eventuali abusi da parte di soggetti non autorizzati.»

Così, grazie a Wikipedia, diamo inizio alle nostre danze intellettuali. Continua a leggere ->