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33 numeri d'inutile entrarono tutti e 33 scodinzolando

un editoriale, di Alessandro Romeo

33

David Openshaw ha immerso la gamba destra nel ghiaccio a secco per farsela amputare (dall’età di quattro anni aveva deciso che non gli piaceva), a Scaraborough c’è un gabbiano che sopravvive con una freccia infilata nel cervello, Andriej Ivanov e Maria Petrova dovevano ammazzarsi e invece si sposano, ad Artyom Sidorkin è stato trovato un abete di cinque centimetri nei polmoni, una signora napoletana ha cambiato il codice a barre di un lcd con quello di un sedano sperando di riuscire a pagare il televisore 39 centesimi, Goran Tunjic è morto in campo durante una partita di calcio ed è stato ammonito per simulazione, Matteo Scandolin ci parla di Objectified, M. F. Fontefrancesco fa sì che per la prima volta su questo opuscolo si legga il nome di Marx, Loretta Jesus McJagger inaugura la posta del cuore, Terry Boligol caga madido, i Polaroid ci fanno saltellare sui divani, quel talento pazzesco di Gustavo Rubini disegna per noi la meraviglia che trovate sul retro. Tutto questo succede a maggio, mentre fuori continua a piovere.

Utili, per una volta

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{Se segui inutile con devozione conosci di sicuro il grande Terry Boligol, capostipite dell’Esteterme(neu)ticismo. Devi sapere che il Maestro ha in realtà rubato il nome a un gruppo post-rock molto molto indie: i Terrible Eagle. Sono di Amburgo, sono amici nostri, sono gente seria, brava, che si sbatte a suonare in giro per l’Europa.
Dove voglio arrivare?
Bè, pare che l’altra notte, mentre erano a Napoli per una data del loro tour, gli abbiano rubato tutto. Tutto nel senso di TUTTO. Ora hanno bisogno di strumenti e di soldi, quantomeno per salvare il tour: se puoi fare qualcosa, fallo. Può bastare anche una piccola donazione. Qui sotto il comunicato con tutti i dettagli.}


Terrible Eagle ROBBED in Italy: GEAR HEADS WITH SURPLUS GEAR and FRIENDS IN EUROPE and PEOPLE WITH $$$, HELP THEM!

Hey friends,

Bad things have happened to Terrible Eagle in Napoli. We are on tour in Italy at the moment and when we woke up this morning, all of our stuff was stolen.
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Il paese bello

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Stefano Sgambati è uno bravo. Ma bravo davvero. Lo sappiamo, perché qualcosa di lui abbiam pubblicato (vi ricordate il fantastico Il non più giovane Holden, nel #24? O Facce, pubblicato lo scorso settembre? O il piacevolissimo Eternity, dello scorso giugno?). Ebbene, è uscito lo scorso 15 aprile, per gli amici di Intermezzi editore, la sua raccolta Il paese bello, di cui qui potete leggere un estratto.

A noi Stefano piace, appunto: e siamo molto ma davvero molto contenti di questo libro. Se vi fidate, andrebbe comprato. (E se vi fidate, dovreste comunque comprare Intermezzi, ché son bravi.) (E se volete comprare Intermezzi,
potreste associarvi...)

Finzioni #12

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Signorine e signoretti, è uscito il dodicesimo numero di Finzioni. Ve lo segnaliamo perché ci sono dentro quattro ridicole recensioni composte dal nostro insostituibile Alessandro Romeo, ma sappiate una cosa, signorini e signorette: Finzioni andrebbe letto sempre, non quando il vostro opuscolo del cuore ci fa una capatina. Ci sono più cose tra le altre riviste, Orazio, eccetera eccetera eccetera.

ta-dan! #32

un editoriale, di Alessandro Romeo

32

Marina Abramovi, la nonna della performance, non è una che scherza. Nel 1974, a Napoli, annunciò che il suo corpo sarebbe rimasto privo di volontà per sei ore e che gli spettatori avrebbero potuto fare di lei quello che volevano utilizzando dei fiammiferi, delle forbici e una pistola carica. Dopo tre ore di timidi tentativi da parte del pubblico, la situazione degenerò: cominciarono a tagliarle i vestiti e a ferirla, finché qualcuno non la invitò ad ammazzarsi. Cosa che poi non avvenne. Pare che per la retrospettiva che le hanno dedicato al Moma di New York, la Abramovi abbia deciso di mangiare l’intera produzione cartacea di inutile, dichiarando: «Gli altri numeri li conosco a memoria. Sto aspettando l’uscita del #32 per leggere i racconti brevi di Mirko Belliscioni e la rubrica di MFF, ascoltare la playlist di Polaroid e l’estasi di Gianluca Merola, godere la poesia di Terry Boligol e ammirare il poster di Sara Pavan. Sarà il mio dessert.»

inutile, la rivista che preferisce Marina Abramovi quando fotografava le conta- dine balcaniche con le tette al vento.

#31

un editoriale, di Alessandro Romeo

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Di tutte le grandi metafore della lettura ce n’è una che ci portiamo dietro dalla notte dei tempi: la lettura come viaggio. Potrei aggiungere che “un libro è una porta a-perta sul mondo” o che “la letteratura è l’unico vero biglietto di imbarco”. Invece no: a me quella metafora fa cagare. E 1.460.000 di pagine web indicizzate su Google, una mandria di professori che si sfringuellano davanti agli aggiornamenti Opac, un esercito di iscritti a facoltà umanistiche che si sfrucugliano con immagini idealizzate di terre lontane non mi fanno cambiare idea. Perché se ci sono due co-se che ti riescono bene solo a casa sono leggere e scrivere. E infatti gli scrittori ogni tanto si ammazzano.

Per cui chiudi la porta con quattro mandate, stacca il telefono, mettiti in mutande, leggi il raccontazzo di Alessandro Milanese, la poesia di quel borderline di Terry Boligol, e ascoltati la playlist di Polaroid. E se per caso ti venisse in mente che la rubrica made in UK di Fontefrancesco sia in pale-se contraddizione con quanto ho detto, be’, amore: l’errore è in te.

inutile non passa al body scanner.

La minima importanza

Enrico Piscitelli è un amico. Pensate, è con lui che abbiamo riaperto questo sito, più di due anni fa, quando per un errore avevamo brasato il vecchio inutile online. E quindi siamo più che felici di annunciare che il caro Enrico ha fatto uscire presso Las Vegas un’antologia di racconti, La minima importanza, con illustrazioni e copertina di Alice Costantini. Chicca finale: una storia a fumetti di Sara Pavan.

Insomma, siamo felici. L’amore che dai è l’amore che dai ch’è sempre l’amore che dai e ricevi.

#30

{editoriale ed erratta errata corrige}

numero30

Nel 1975 Carolee Schneemann si presentò nuda sul palco e, dopo essersi cosparsa di fango,
estrasse dalla vagina un lungo papiro arrotolato. Lo scopo della performance era attaccare gli strutturalisti, che sostenevano che il corpo fosse separato dal simbolo linguistico che lo rappresentava. Sul lungo papiro (pronuncia: «p’pairo») c’era scritto: «Ernesto Baj, Tempi di merda (1000); Mattia Filippini, Il mutamento delle proporzioni; M.F. Fontefrancesco, Balti; Alessandro Casella, Nessun cane scrive come me; poster di Daniele Pirozzi».

Carolee Schneemann aveva la vista lunga, quanto il suo papiro. E nel 2010 siamo onorati di poter finalmente spiegare al mondo il significato di quel bizzarro elenco, che nel 1975 dovette risulta incomprensibile. Noi di inutile, anziché schierarci contro lo strutturalismo, preferiamo rendere omaggio alla soave Carolee, tracciando un delizioso legame intellettuale nel nome dell’unione tra il corpo e il suo simbolo linguistico. Per questo vi invito caldamente a srotolare il papiro ch’è in voi.
{A.R.}
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Numero 29

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A tutti gli abitanti del mondo: è uscito il #29 dell’opuscolo letterario che fa cultura. Con un racconto di pierinoeillupo, un articolo dall’Inghilterra di Michele Filippo Fontefrancesco, una recensione a Tre io da parte della nostra Virginia, l’encomiabile playlist di Enzo e la Fagotta di Polaroid: un blog alla radio, e un poster un po’ particolare: i migliori dischi del decennio, secondo noi. A cura di Alessandro Milanese. Divertitevi, e fatecelo sapere.

“Questo sarà un anno di editoriali violenti”.

Wimble.doc in pdf

Il nostro sublime Alessandro Romeo, oltre a essere uno degli organizzatori di Wimble.doc, ha anche impaginato tutti i racconti del torneo. Questo mastodontico e bellissimo .pdf lo trovate qui. Tanto di cappello, tardivamente, alla squadra vincitrice: Colla!

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Noi vogliamo respirare amore.

Numero 28

28

Eccoti il #28 di inutile, fresco fresco. Con un racconto di Ilaria Vajngerl, un articolo di Michele Filippo Fontefrancesco, una recensione di MS, una poesia di Terry Boligol, e la consueta playlist di Enzo e la Fagotta di Polaroid. Il disegno del poster è di Christina Gransow, cui vanno i nostri teutonici ringraziamenti.

E un editoriale dell’ispettore Coliandro...

Email, e foto

Signori e signori, se nell’ultimo mese ci avete spedito una o più email all’indirizzo info@rivistainutile.it ... rispeditecela. Siamo incappati in un problema tecnico, ed è ben probabile che se ci avete scritto, vi sia arrivato un messaggio che recitava: non glielo posso consegnare, questo messaggio. Non vi amano, quelli di inutile. Invece no!, quelli di inutile vi amano! E siamo qui, di nuovo, a confermarvelo!

Nel frattempo però, se volete, ci sono un po’ di foto nuove sul nostro Flickr: in questo caso, le foto di Scrittori in città (domenica 15 novembre), e le trovate
qui.

Wimbledoc

TORNEO DI RACCONTI SOTTORETE

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COS’È?
Wimble.doc è il primo torneo mai organizzato di racconti a squadre in Rete.

CHI L’ORGANIZZA?
Wimble.doc è ideato e progettato da Alessandro Milanese, Enrico Piscitelli e Alessandro Romeo.

CHI PARTECIPA?
Otto squadre, otto! Riviste letterarie, fanzine, blog collettivi e squadre costituite all’uopo per vincere il torneo più cool della Rete.

QUANDO SI GIOCA?
Si comincia i primi di settembre e si finisce a metà dicembre.

PERCHÉ PARTECIPARE A WIMBLE.DOC?
Per fare rete, per mettere insieme chi fa cultura, per divertirsi, per il piacere di scrivere, per conquistare lettori, per farsi conoscere, e per vincere!

Queste sono le regole.

Della squadra d’
inutile fanno parte Ilaria Giannini, Marco Milanese, Marco Montanaro e Alessandro Romeo.

Feria d'agosto

Carissime e carissimi, inutile si prende qualche settimana di relax e se ne va al mare, in montagna, in collina, in periferia, tra le rotaie dei treni, tra le cime delle barche, tra le vette dei grattacieli: insomma, un po’ ovunque.

Questo sito sarà comunque aggiornato di martedì, pubblicando vecchi post dell’anno 2007, il nostro primo anno!, l’anno di cui abbiamo perso quasi tutti gli archivi online!, insomma: l’anno che fece la storia e il cui sito è defunto a inizio 2008. Quattro martedì di recuperi: chi altro vi fa un servizio del genere?

Come ogni agosto, non esiste alcun .pdf, alcun cartaceo da spedire. Ma se volete abbonarvi, a
questa pagina trovate tutte le informazioni. Noi vi lasciamo con quel tripudio di parole ch’è il #24, e se volete, fate un pensierino sul libro del nostro Marco Montanaro, Sono un ragazzo fortunato: i fortunati siamo noi ad averlo in redazione, e ad aver letto il libro: è bellissimmo, con due emme. Da leggere, sì sì. Leggetelo. Leggeteci.

Ci vediamo tra un mesetto.

La festa del 24

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Che colpaccio che abbiamo fatto! Il #24, online ora, è un tripudio per la mente, con quattro racconti che a trovar loro un aggettivo potremmo fare luglio prossimo (quando uscirà il nuovo numero di sola narrativa): quindi vi lasciamo il piacere di gustarveli uno ad uno, grazie ai potenti mezzi della tecnica (qui per scaricarlo, qui per sfogliarlo su Issuu).

Ma sappiamo che non è abbastanza: e quindi abbiamo creato il #24 in maniera tale che potesse essere un tripudio anche per le mani e per gli occhi, con una grafica preziosa ed elegante (per tacer della meravigliosa immagine di
Alice Socal): è un prodotto editoriale raffinato, vaccamaiala! E con la stessa raffinatezza potete anche portarvelo a casa per una misera banconota da 5 euro, spese di spedizione comprese: più elegante di così, non avremmo saputo davvero che cosa fare.

inutile. opuscolo letterario #24. Con racconti di Marco Montanaro, Daniele Cesario, Stefano Sgambati, Viviana Capurso. Immagine di copertina di Alice Socal. A cura di Matteo Scandolin. Grazie mille a Maria Giulia Nuti e Mauro Piergentili.