articolo
La musica
18/08/09 10:14
{di Stefano
Patron}
{questo articolo è stato originariamente pubblicato su rivistainutile.it tra il 23 aprile e il 12 maggio 2007}
Non so se succede anche a voi, ma io ho una sgradevole sensazione quando sento una banda o un coro che si esibiscono. Non dipende (solo) dalla qualità della musica, è un disagio dovuto alla percezione di uno spreco. Un bene prezioso (la voglia di suonare) viene praticamente buttato via. Le forme in cui si indirizza la musica amatoriale nel 2007, parlo essenzialmente del “coro” e della “banda”, rimangono ancora oggi, nella maggior parte dei casi, quelle nate nell’Ottocento e risentono pesantemente di modelli di organizzazione culturale e di rapporto con la società proprie del tardo romanticismo.
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{questo articolo è stato originariamente pubblicato su rivistainutile.it tra il 23 aprile e il 12 maggio 2007}
Non so se succede anche a voi, ma io ho una sgradevole sensazione quando sento una banda o un coro che si esibiscono. Non dipende (solo) dalla qualità della musica, è un disagio dovuto alla percezione di uno spreco. Un bene prezioso (la voglia di suonare) viene praticamente buttato via. Le forme in cui si indirizza la musica amatoriale nel 2007, parlo essenzialmente del “coro” e della “banda”, rimangono ancora oggi, nella maggior parte dei casi, quelle nate nell’Ottocento e risentono pesantemente di modelli di organizzazione culturale e di rapporto con la società proprie del tardo romanticismo.
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A casa
17/07/09 00:36
{di Michele
Filippo Fontefrancesco}
Domenica. Dopo mesi a zonzo per l’Europa eccomi tornato a casa: barba non tagliata, maglietta e pantaloncini. Ore 11.00, esco di casa per far quattro passi per il paese a vedere cosa è cambiato e cosa no. Continua a leggere ->
Domenica. Dopo mesi a zonzo per l’Europa eccomi tornato a casa: barba non tagliata, maglietta e pantaloncini. Ore 11.00, esco di casa per far quattro passi per il paese a vedere cosa è cambiato e cosa no. Continua a leggere ->
IP... for the rest of us (12)
03/07/09 08:36
This is (almost) the end
{di Virginia Paparozzi}
Tempo d’estate, tempo di bilanci.
Dato che ci stiamo avviando verso la fine di questa avvincente rubrica, mi sembra opportuno fare il punto della situazione, prima delle ultime battute. Se non altro rendo note le mie intenzioni, e traccio un filo di sensatezza tra i pezzi che sono stati pubblicati.Continua a leggere ->
{di Virginia Paparozzi}
Tempo d’estate, tempo di bilanci.
Dato che ci stiamo avviando verso la fine di questa avvincente rubrica, mi sembra opportuno fare il punto della situazione, prima delle ultime battute. Se non altro rendo note le mie intenzioni, e traccio un filo di sensatezza tra i pezzi che sono stati pubblicati.Continua a leggere ->
IP... for the rest of us (11)
12/06/09 00:05
In tempi antichi, alcune divinità avevano due
facce
{di Didem Özgür}
In tempi antichi alcune divinità avevano due facce. Tra queste c’era il dio Giano. Forse le antiche popolazioni volevano con ciò affermare che la realtà ha sempre due lati, e questo concetto è stato espresso e conosciuto come metodo dialettico, sin dal diciottesimo secolo. Ma questo metodo non è l’unico: anche il metodo di tipo speculativo è necessario per aiutare a capire il significato della realtà.Continua a leggere ->
{di Didem Özgür}
In tempi antichi alcune divinità avevano due facce. Tra queste c’era il dio Giano. Forse le antiche popolazioni volevano con ciò affermare che la realtà ha sempre due lati, e questo concetto è stato espresso e conosciuto come metodo dialettico, sin dal diciottesimo secolo. Ma questo metodo non è l’unico: anche il metodo di tipo speculativo è necessario per aiutare a capire il significato della realtà.Continua a leggere ->
Bukowski vs. Bunker
02/06/09 08:27
{di Omar Di
Monopoli}
Nel corposo carnet di personalità di rilievo che la letteratura nordamericana ha saputo regalarci a cavallo del nuovo millennio, Charles Bukowski e Edward Bunker occupano una meritatissima posizione di spicco in virtù sia di un innegabile talento narrativo (che non a caso continua a generare emuli in tutto il mondo), sia per la straordinaria concomitanza tra produzione letteraria ed esperienza umana di questi due grandi scrittori.Continua a leggere ->
Nel corposo carnet di personalità di rilievo che la letteratura nordamericana ha saputo regalarci a cavallo del nuovo millennio, Charles Bukowski e Edward Bunker occupano una meritatissima posizione di spicco in virtù sia di un innegabile talento narrativo (che non a caso continua a generare emuli in tutto il mondo), sia per la straordinaria concomitanza tra produzione letteraria ed esperienza umana di questi due grandi scrittori.Continua a leggere ->
IP... for the rest of us (10)
29/05/09 00:00
Tanit
{di Virginia Paparozzi}
Tanit è una dea, una casa editrice, una cosa strana che fa cose strane: li abbiamo intervistati.
Presentatevi brevemente.
Siamo Livia ed Emilia, abbiamo trent’anni a testa e siamo fra le più giovani editrici donne allo stato attuale in Italia. Continua a leggere ->
{di Virginia Paparozzi}
Tanit è una dea, una casa editrice, una cosa strana che fa cose strane: li abbiamo intervistati.
Presentatevi brevemente.
Siamo Livia ed Emilia, abbiamo trent’anni a testa e siamo fra le più giovani editrici donne allo stato attuale in Italia. Continua a leggere ->
L'inutile inviato
19/05/09 01:27
{di Michele
Filippo Fontefrancesco}
Ogni rivista ha il suo inviato in giro per il mondo. È un punto d’orgoglio, quasi una necessità. Vi potete immaginare un quotidiano nazionale senza un inviato a New York? Sarebbe una cosa poco seria, no?Continua a leggere ->
Ogni rivista ha il suo inviato in giro per il mondo. È un punto d’orgoglio, quasi una necessità. Vi potete immaginare un quotidiano nazionale senza un inviato a New York? Sarebbe una cosa poco seria, no?Continua a leggere ->
IP... for the rest of us (9)
08/05/09 00:01
{di Marco
Montanaro}
Il protagonista di questa chiacchierata via mail ha avuto l’indubbio fegato di concorrere a far laureare il sottoscritto. A parte questo piccolo neo, Carlo Formenti è docente di Teoria e tecnica dei nuovi media presso l’Università del Salento e giornalista (Corriere della Sera, Sole 24 Ore). Tra le sue ultime pubblicazioni, Cybersoviet. Utopie Postdemocratiche e nuovi media, in cui si affronta il tema della reale democraticità della rete. Diciamo pure che l’eccitazione della prima ora è passata, per molti: non a caso, uno dei passaggi più interessanti di quanto segue è a proposito della capacità di organizzarci, noi tutti bellimbusti della rete, anche fuori da Internet (detto in soldoni).
Tutti i libri (anche i racconti di fantascienza) del professor Formenti sono disponibili qui. Il suo blog, invece, è qui.Continua a leggere ->
Il protagonista di questa chiacchierata via mail ha avuto l’indubbio fegato di concorrere a far laureare il sottoscritto. A parte questo piccolo neo, Carlo Formenti è docente di Teoria e tecnica dei nuovi media presso l’Università del Salento e giornalista (Corriere della Sera, Sole 24 Ore). Tra le sue ultime pubblicazioni, Cybersoviet. Utopie Postdemocratiche e nuovi media, in cui si affronta il tema della reale democraticità della rete. Diciamo pure che l’eccitazione della prima ora è passata, per molti: non a caso, uno dei passaggi più interessanti di quanto segue è a proposito della capacità di organizzarci, noi tutti bellimbusti della rete, anche fuori da Internet (detto in soldoni).
Tutti i libri (anche i racconti di fantascienza) del professor Formenti sono disponibili qui. Il suo blog, invece, è qui.Continua a leggere ->
Su toy cameras e crepe occidentali
05/05/09 00:06
{di Gabriele
Naia}
1.
Negli ultimi tempi stanno tornando. Sono le cosiddette toy cameras, macchine fotografiche giocattolo. Conosciute principalmente attraverso le due marche più famose, Diana e Holga, queste scatolette di plastica presero piede negli anni Sessanta (la Holga in realtà venne molto dopo) grazie alla loro semplicità d’uso e al loro basso costo. I risultati non erano qualitativamente eccellenti, anzi. Dati lo scarso controllo e la semplicità con cui erano costruite, le possibilità che le fotografie riuscissero male era infatti abbastanza elevata. Sfocature impreviste, vignettature, sovrapposizioni di fotogrammi, intrusioni di luce nel vano pellicola, sovra o sottoesposizioni: tutte cose da mettere in conto. Continua a leggere ->
1.
Negli ultimi tempi stanno tornando. Sono le cosiddette toy cameras, macchine fotografiche giocattolo. Conosciute principalmente attraverso le due marche più famose, Diana e Holga, queste scatolette di plastica presero piede negli anni Sessanta (la Holga in realtà venne molto dopo) grazie alla loro semplicità d’uso e al loro basso costo. I risultati non erano qualitativamente eccellenti, anzi. Dati lo scarso controllo e la semplicità con cui erano costruite, le possibilità che le fotografie riuscissero male era infatti abbastanza elevata. Sfocature impreviste, vignettature, sovrapposizioni di fotogrammi, intrusioni di luce nel vano pellicola, sovra o sottoesposizioni: tutte cose da mettere in conto. Continua a leggere ->
IP... for the rest of us (8)
24/04/09 01:12
La prima volta che ho visto la SIAE
{di Virginia Paparozzi}
La prima volta che ho visto la SIAE è stata in un momento un po’ particolare. Verso la fine dello spettacolo, dietro le quinte, in mezzo a noi ansiosi prossimi ad entrare in scena. Le quinte in realtà erano l’enorme hall che precedeva la sala in cui c’era lo spettacolo vero e proprio. Io che faccio parte del club degli ansiosi stavo chiaramente bisbigliando la mia parte, se non sbaglio vestita da catechista, camminando su e giù per la salaContinua a leggere ->
{di Virginia Paparozzi}
La prima volta che ho visto la SIAE è stata in un momento un po’ particolare. Verso la fine dello spettacolo, dietro le quinte, in mezzo a noi ansiosi prossimi ad entrare in scena. Le quinte in realtà erano l’enorme hall che precedeva la sala in cui c’era lo spettacolo vero e proprio. Io che faccio parte del club degli ansiosi stavo chiaramente bisbigliando la mia parte, se non sbaglio vestita da catechista, camminando su e giù per la salaContinua a leggere ->
IP... for the rest of us (7)
10/04/09 00:16
L’assurdo giuridico: la tradizione dello yoga difesa
a colpi di brevetti
{di Antonella Beccaria}
Negli Stati Uniti da tempo ci si stava provando, ma gli indiani devono aver pensato che, se qualcuno deve detenere brevetti (sì, proprio quel titolo che conferisce un monopolio temporaneo sulle invenzioni) sulle posizioni dello yoga, quelli devono essere loro.Continua a leggere ->
{di Antonella Beccaria}
Negli Stati Uniti da tempo ci si stava provando, ma gli indiani devono aver pensato che, se qualcuno deve detenere brevetti (sì, proprio quel titolo che conferisce un monopolio temporaneo sulle invenzioni) sulle posizioni dello yoga, quelli devono essere loro.Continua a leggere ->
17 Re
31/03/09 01:17
(ovvero: come si può essere allo stesso tempo il
migliore ed il peggior gruppo italiano della
storia)
{di Alessandro Milanese}
Siete liberissimi di prendermi per un povero pazzo, soprattutto i più giovani, ma vi posso assicurare, giurare, che i Litfiba sono stati un grandissimo gruppo.
Si, va be’, vi vedo che mi prendete per il culo.
Ridete, ridete, continuate, bravi.
Si, proprio loro.
Il duo più tamarro della storia del rock italiano.Continua a leggere ->
{di Alessandro Milanese}
Siete liberissimi di prendermi per un povero pazzo, soprattutto i più giovani, ma vi posso assicurare, giurare, che i Litfiba sono stati un grandissimo gruppo.
Si, va be’, vi vedo che mi prendete per il culo.
Ridete, ridete, continuate, bravi.
Si, proprio loro.
Il duo più tamarro della storia del rock italiano.Continua a leggere ->
IP... for the rest of us (6)
27/03/09 03:23
No-copyright!
{di Marco Caponera}
Questo scritto intende inserirsi nell’attuale dibattito su copyright, copyleft e no copyright, animato da numerosi interventi di esperti di informatica e recentemente anche da autori di letteratura e saggistica. Per questo motivo mi limiterò a presentare le ragioni del no al copyright argomentandone le fondamenta, in dialettica con le altre forme di rifiuto totale o parziale della protezione del diritto d’autore.
Iniziamo da alcuni chiarimenti sintetici per passare successivamente al vaglio critico di ciascuna affermazione.Continua a leggere ->
{di Marco Caponera}
Questo scritto intende inserirsi nell’attuale dibattito su copyright, copyleft e no copyright, animato da numerosi interventi di esperti di informatica e recentemente anche da autori di letteratura e saggistica. Per questo motivo mi limiterò a presentare le ragioni del no al copyright argomentandone le fondamenta, in dialettica con le altre forme di rifiuto totale o parziale della protezione del diritto d’autore.
Iniziamo da alcuni chiarimenti sintetici per passare successivamente al vaglio critico di ciascuna affermazione.Continua a leggere ->
Una modesta proposta editoriale
17/03/09 00:46
{di Aldo Moscatelli}
Rivolgo questo mio discorso a tutti gli editori italiani, nella certezza di poter offrire una soluzione sensata a un problema annoso e francamente inconcepibile, nell’anno del Signore 2009.
Tutti noi editori conosciamo lo stato pietoso in cui versa quella massa cenciosa di individui, operanti nei forum, nei blog, nei siti specializzati… che un po’ tutti definiscono “scrittori esordienti”.Continua a leggere ->
Rivolgo questo mio discorso a tutti gli editori italiani, nella certezza di poter offrire una soluzione sensata a un problema annoso e francamente inconcepibile, nell’anno del Signore 2009.
Tutti noi editori conosciamo lo stato pietoso in cui versa quella massa cenciosa di individui, operanti nei forum, nei blog, nei siti specializzati… che un po’ tutti definiscono “scrittori esordienti”.Continua a leggere ->
IP... for the rest of us (5)
13/03/09 04:19
Liberalarte!3
{di Virginia Paparozzi}
Quando vuoi tornare a casa presto per accendere le casse e ascoltare decentemente un album che hai scoperto per caso, forse è il caso di parlarne. Se poi l’hai scaricato legalmente e gratuitamente, o hai speso qualche euro per comprarlo, il Paperon de’ Paperoni che c’è in te si congratula. Se poi riesci a farne fiorire un pezzo per parlare di cultura libera e copyleft allora è proprio il tuo giorno fortunato.Continua a leggere ->
{di Virginia Paparozzi}
Quando vuoi tornare a casa presto per accendere le casse e ascoltare decentemente un album che hai scoperto per caso, forse è il caso di parlarne. Se poi l’hai scaricato legalmente e gratuitamente, o hai speso qualche euro per comprarlo, il Paperon de’ Paperoni che c’è in te si congratula. Se poi riesci a farne fiorire un pezzo per parlare di cultura libera e copyleft allora è proprio il tuo giorno fortunato.Continua a leggere ->
Ip... for the rest of us (4)
27/02/09 07:44
{di Leonardo
Maccari}
Il 28 agosto 2008 si è tenuto a Venezia il congresso “Lotta alla pirateria e tutela dell’industria culturale italiana”, organizzato dalla Direzione Generale per il Cinema del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Cinecittà Holding. È proprio quest’ultima che dal suo sito ci fa un riassunto dei temi trattati nel convegno, a cui hanno partecipato rappresentanti del governo e di tutte le associazioni di produttori e distributori di cultura.Continua a leggere ->
Il 28 agosto 2008 si è tenuto a Venezia il congresso “Lotta alla pirateria e tutela dell’industria culturale italiana”, organizzato dalla Direzione Generale per il Cinema del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e Cinecittà Holding. È proprio quest’ultima che dal suo sito ci fa un riassunto dei temi trattati nel convegno, a cui hanno partecipato rappresentanti del governo e di tutte le associazioni di produttori e distributori di cultura.Continua a leggere ->
Ip... for the rest of us (3)
13/02/09 01:12
Tutto cominciò con un click
{di Virginia Paparozzi}
Oggi parliamo col Professor Roberto Caso, docente di Diritto privato comparato all’università di Trento, di gestione del copyright nell’era digitale.
Cominciamo con un aneddoto: siamo in un negozio di prodotti tecnologici e un commesso spiega ad una ragazza che vuole acquistare un computer cosa deve fare per usarlo: “Per usarlo devi registrarti e accettare le condizioni della licenza, altrimenti non parte nulla.”
Cosa implica accettare le condizioni della licenza? Cosa accade se la ragazza le viola, presupponendo che tali condizioni siano correlate a DRM (1)?
Accettando i termini della licenza la ragazza conclude un contratto. Continua a leggere ->
{di Virginia Paparozzi}
Oggi parliamo col Professor Roberto Caso, docente di Diritto privato comparato all’università di Trento, di gestione del copyright nell’era digitale.
Cominciamo con un aneddoto: siamo in un negozio di prodotti tecnologici e un commesso spiega ad una ragazza che vuole acquistare un computer cosa deve fare per usarlo: “Per usarlo devi registrarti e accettare le condizioni della licenza, altrimenti non parte nulla.”
Cosa implica accettare le condizioni della licenza? Cosa accade se la ragazza le viola, presupponendo che tali condizioni siano correlate a DRM (1)?
Accettando i termini della licenza la ragazza conclude un contratto. Continua a leggere ->
Ma Paolo Conte faceva l'avvocato
10/02/09 01:31
Breve saggio nichilista
{di Marco Montanaro}
Dove comincia tutta questa storia, e ogni vostra storia? La vostra fortuna è tutta in un buon incipit. Dal più grande best seller della storia – non me ne vogliano quelli di Zeitgeist – fino all’indimenticabile inizio di Un dramma borghese dello sfortunato Guido Morselli. E, per citare Aldo Busi e l’incipit del suo Seminario sulla gioventù, cosa resterà di tutto questo affannarsi? Dell’affannarsi per pubblicare un libro, cruccio per molti, e invece: un libro, oggi, non si nega a nessuno.Continua a leggere ->
{di Marco Montanaro}
Dove comincia tutta questa storia, e ogni vostra storia? La vostra fortuna è tutta in un buon incipit. Dal più grande best seller della storia – non me ne vogliano quelli di Zeitgeist – fino all’indimenticabile inizio di Un dramma borghese dello sfortunato Guido Morselli. E, per citare Aldo Busi e l’incipit del suo Seminario sulla gioventù, cosa resterà di tutto questo affannarsi? Dell’affannarsi per pubblicare un libro, cruccio per molti, e invece: un libro, oggi, non si nega a nessuno.Continua a leggere ->
IP... for the rest of us (2)
30/01/09 00:09
iTunes Music Store, il lato oscuro della forza e il
copyright
{di Francesco Dalla Gassa}
Come può un semplice file audio scaricato da iTunes essere il responsabile del più grande attacco al diritto d'autore mai perpetrato?
Il diritto d’autore è uno strumento che lo stato di diritto ha trovato per dare un ragionevole equilibrio a due opposte ragioni. Da una parte c’è l'artista, l’autore e quindi anche l’editore, l’impresario e la casa discografica.Continua a leggere ->
{di Francesco Dalla Gassa}
Come può un semplice file audio scaricato da iTunes essere il responsabile del più grande attacco al diritto d'autore mai perpetrato?
Il diritto d’autore è uno strumento che lo stato di diritto ha trovato per dare un ragionevole equilibrio a due opposte ragioni. Da una parte c’è l'artista, l’autore e quindi anche l’editore, l’impresario e la casa discografica.Continua a leggere ->
IP... for the rest of us
16/01/09 00:45
{di Virginia
Paparozzi}
«Con proprietà intellettuale si indica l'apparato di principi giuridici che mirano a tutelare i frutti dell'inventiva e dell'ingegno umani; sulla base di questi principi, la legge attribuisce a creatori e inventori un vero e proprio monopolio nello sfruttamento delle loro creazioni/invenzioni e pone nelle loro mani alcuni strumenti legali per tutelarsi da eventuali abusi da parte di soggetti non autorizzati.»
Così, grazie a Wikipedia, diamo inizio alle nostre danze intellettuali. Continua a leggere ->
«Con proprietà intellettuale si indica l'apparato di principi giuridici che mirano a tutelare i frutti dell'inventiva e dell'ingegno umani; sulla base di questi principi, la legge attribuisce a creatori e inventori un vero e proprio monopolio nello sfruttamento delle loro creazioni/invenzioni e pone nelle loro mani alcuni strumenti legali per tutelarsi da eventuali abusi da parte di soggetti non autorizzati.»
Così, grazie a Wikipedia, diamo inizio alle nostre danze intellettuali. Continua a leggere ->
Fabrizio De André: l'archivio RAI
11/01/09 01:30
{di Alessandro
Romeo}
La prima apparizione televisiva di De André è del 1969. Se avete a casa il cofanetto Einaudi, Parole e canzoni, conoscete sicuramente alcuni estratti. Il programma si chiama Incontro con... ed è condotto da Enza Sampò. Sei anni prima dell’esordio alla Bussola di Viareggio, De André liquida il discorso sul rifiuto di fare esibizioni live dicendo semplicemente: «non sono preparato a fare spettacolo».Continua a leggere ->
La prima apparizione televisiva di De André è del 1969. Se avete a casa il cofanetto Einaudi, Parole e canzoni, conoscete sicuramente alcuni estratti. Il programma si chiama Incontro con... ed è condotto da Enza Sampò. Sei anni prima dell’esordio alla Bussola di Viareggio, De André liquida il discorso sul rifiuto di fare esibizioni live dicendo semplicemente: «non sono preparato a fare spettacolo».Continua a leggere ->
Spargendo musica e parole sui treni
09/12/08 03:31
{di
Devis
Bellucci}
È nato tutto perché sono cresciuto a scatolette e interRail. Mi dispiace che l’interRail stia morendo, visto che oggi costa molto meno attaccare sei o sette voli low-cost e andare con dieci Euro e due ore da Lisbona a Londra, mentre io ci impiegavo quattro giorni. Il fatto è che nel treno i messaggi restano. Mi diceva un amico writer: scrivi sui fianchi dei treni. Le tue parole e le tue immagini arrivano ovunque. Quell’amico mi aveva dato un buono spunto.Continua a leggere ->
È nato tutto perché sono cresciuto a scatolette e interRail. Mi dispiace che l’interRail stia morendo, visto che oggi costa molto meno attaccare sei o sette voli low-cost e andare con dieci Euro e due ore da Lisbona a Londra, mentre io ci impiegavo quattro giorni. Il fatto è che nel treno i messaggi restano. Mi diceva un amico writer: scrivi sui fianchi dei treni. Le tue parole e le tue immagini arrivano ovunque. Quell’amico mi aveva dato un buono spunto.Continua a leggere ->
Joker: il vero cavaliere oscuro
05/08/08 06:25
{di Gabriele
Naia}
Se c’è una cosa di cui l’uomo ha da sempre paura (se non vero e proprio terrore panico) è il caos. Il caos come indecifrato, indifferenziato, dimensione pre-logica, che esce quindi da qualunque schema di comprensione ragionevole. L’intera storia dell’Occidente si può dire essere una progressiva emancipazione da questa angoscia primordiale; l’Iperuranio platonico è stata la prima grande macchina costruita contro questa presenza inquietante, e la scienza moderna la sua naturale prosecuzione. Continua a leggere ->
Se c’è una cosa di cui l’uomo ha da sempre paura (se non vero e proprio terrore panico) è il caos. Il caos come indecifrato, indifferenziato, dimensione pre-logica, che esce quindi da qualunque schema di comprensione ragionevole. L’intera storia dell’Occidente si può dire essere una progressiva emancipazione da questa angoscia primordiale; l’Iperuranio platonico è stata la prima grande macchina costruita contro questa presenza inquietante, e la scienza moderna la sua naturale prosecuzione. Continua a leggere ->
Il cinema a Venezia
25/03/08 03:58
{di
Valentina
Brero}
Leggo una interessante notizia ripresa da più di una
testata locale e nazionale. Il Comune di Venezia ha
stanziato 55 milioni di euro per la costruzione del
nuovo Palazzo del Cinema, che però costerà molto di
più, avendo ottenuto anche un sostegno ministeriale
per 10 milioni di euro e uno regionale per altri 20
milioni. Totale 85 milioni di euro, che il Comune è
riuscito a convogliare su questa maestosa
opera.

