Cartacarbone: Strane dizioni

{di Sara Pavan}

strane dizioni

{Avete presente, no, in che condizioni versa il tavolo di lavoro di un fumettista? Ecco, tenetevi a mente quell'immagine. 
Abbiamo chiesto a Sara Pavan di
ernestvirgola di occuparsi per noi di fumetto e affini. La rubrica, che si intitola Cartacarbone, sarà un appuntamento mensile fisso in cui si parlerà di autoproduzioni, roba di carta, roba fatta a mano, colori, disegni, grafica matite, autori famosi, sconosciuti, italiani, stranieri, e tutto quel casino di roba accatasta che macchia e sporca e ci rende felici.}

Ricordo che alle scuole elementari lessi sulla rivista di Barbie come fare dei timbri intagliando delle patate. Credo che tutto o quasi quello che so sull’autoproduzione l’ho imparato in realtà su quel giornaletto a dominante cromatica fucsia. La tecnica dei timbri, in generale, non solo quelli fatti con le patate, la usano in molti, da sempre, e in particolare nelle realtà autoprodotte. Il timbro riesce a dare una nota di colore anche ad albetti fotocopiati, a brandizzare materiali destinati in origine ad altri scopi, a dare quel tocco di artigianalità raffinata anche a delle stampe digitali. Ma la vera frontiera dell’autoproduzione è il recupero di tecniche antiche come la serigrafia e la litografia. In Italia c’è un duo, nell’arte e nella vita, che si occupa di produrre libri serigrafati. Marzia ed Enrico di Strane Dizioni. La scelta degli artisti, delle immagini, della carta, dei colori è scrupolosissima e di alta qualità. Toccare i loro libri è come toccare la pelle di un’animale, si sente la diversa consistenza della carta, dove è nuda e dove è coperta di colore, e le immagini acquistano così un peso e uno spessore effettivo sulla pagina. La vera magia però è vedere Marzia ed Enrico alle fiere mentre cuciono a mano le rilegature dei libri seduti a testa bassa dietro al loro banchetto: un gesto che sa di donne con la veletta nera sull’uscio di casa che ricamano merletti spettegolando mentre le cicale friniscono. Solo che Marzia ed Enrico sono giovani e belli, di quella bellezza da magazine di moda d’avanguardia (capelli spettinati, abiti basic 100% cotone con dettagli asimmetrici, corpi asciutti, età indefinita) e producono libri d’arte dai colori pop, con contenuti forti e una grafica post moderna.