set 2009

L’impercettibile raddoppiamento notturno

{di Mattia Filippini}

L’estate ho la netta impressione che sono un fantasma oppure che non ho più un corpo. È una sensazione che si accresce man mano che agosto avanza, raggiunge il suo massimo a ferragosto, poi dopo sciama via via dentro un altro concetto di esistenza, fino alla latenza di settembre. C’è un’attesa continua, quasi una rappresentazione dell’idea che ho del nulla, stare ad aspettare per un tempo infinito in un posto come un ricovero o dentro una vasca in cui si galleggia. Per un nevrotico insofferente come me l’unica speranza è trovare qualcosa da fare, scaricare le energie in eccesso, fare di corsa tutto il portico di San Luca in salita e in discesa. Purtroppo ho una gamba rotta.Continua a leggere ->

Vandali della matassa: Colla

{di Alessandro Romeo}

Francesco Sparacino è uno dei fondatori di Colla. A parte questo è una pippaduomo: non regge l’alcol e, per nascondere la sua pipperìa, va in giro dicendo che io sono un alcolizzato.
Questo mi sembra il luogo giusto per rendere nota la cosa.
Ci siamo conosciuti a Torino qualche mese fa, dopo aver scoperto di vivere nello stesso quartiere. Ci diamo un appuntamento alla chiesa di Largo Saluzzo, prendiamo una birra, parliamo di riviste. Poi, mentre siam lì seduti, mi viene una specie di solletico lungo la schiena e comincio a tirarmela in maniera indegna, dicendo che inutile qua inutile là, che le riviste ah le riviste, che il Birra eh io con
inutile ho partecipato il BIRRA, ho partecipato al BIRRA!Continua a leggere ->

Facce

{di Stefano Sgambati}

Il cubo di Rubik si scrive con la kappa finale, non con la q. Io pensavo con la q. Tipo Iraq. Cubo di Rubik, invece, si scrive con la kappa finale. Rubik come Bostik. La colla Bostik: me lo ricordo, quell’odore. Comunque il cubo di Rubik a me m’ha sempre sconfitto in partenza. Non ci ho mai saputo fare. È più forte di me. Me li vedo quei video su Youtube, in cui ci sono certi ragazzini campioni del mondo che lo risolvono in quattro e quattr’otto, il cubo. E quando dico quattro e quattr’otto intendo proprio quattro e quattr’otto: roba di otto secondi, massimo dieci. Si mettono lì, davanti a un giudice e un pubblico, con un cubo di Rubik tutto scombinato e, tac, in un attimo lo rimettono sul tavolo bello che completato. Il cubo di Rubik. Tutte le facce di un colore. Una magia. Continua a leggere ->

A night like this - versione originale

{Anche se lo trovate tradotto nel numero 25, ci sembra giusto proporvi il racconto di Daniel Wallace in lingua originale. E se volete un’esperienza completa, da qui potete scaricare la playlist che Enzo e la Fagotta di Polaroid hanno creato ispirandosi proprio al racconto di Wallace e mettetela come sottofondo.}Continua a leggere ->

Teatrismi (1)

{di Paolo Zaffaina}

A partire da questo mese e per i prossimi f(x)+1 mesi (dove x esprime l’interesse dei lettori), avrò la possibilità di essere ospitato su inutile con una rubrica che tratterà di teatro sotto diversi aspetti: articoli, brevi saggi, recensioni e quant’altro. L’idea è nata ad inizio estate dopo un incontro con il Buon Vecchio Matteo Scandolin (di seguito B.V.M.S.: non me ne voglia Bonelli). Durante quell’incontro sono emerse due distinte correnti di pensiero riguardo l’arte del teatro...Continua a leggere ->

Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano

{di Livia Di Pasquale}

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Questo mese non parlerò di un libro; o meglio, parlerò di un film tratto da un libro che sto cercando di procurarmi, Monsieur Ibrahim e i fiori del corano; nel 2003, infatti, il regista Francois Dupeyron ha portato su grande schermo il delicatissimo romanzo di Eric-Emmanuel Schmitt, conquistandomi.Continua a leggere ->

Capitavo qui per caso

{di Ferdinando Guadalupi}

(Oh, qualche minuto col ventilatore sparato in faccia e scrivo pure ‘ste due cazzate per quei deficienti che legg...) Ehi, amici...! ...ciao a tutti, ben ritrovati! Caldo, eh... Vabbè, non parlo del tempo, ché sennò tanto vale scendere dal panettiere. Siete in vacanza? Fra un po’ arrivo (spero). Non siete in vacanza? Allora leggete qua (se siete in vacanza e in qualche modo state leggendo, meglio per voi):

“abercrombie commessi nudi”: cosa non si fa per vendere in tempi di crisi.

“alessandro monticelli si sulmona”: ma “sulmonarsi” è un verbo? E che vuol dire? Sì vabbè, non entrerò nei dettagli...

“alice stronzi”: non la conosco.

“dove posso far scopare mia moglie?”: usa la fantasia!

“altoparlanti ‘audi 80’”: ma cambia macchina!

“ancora rumorose parole e oscene”: anche tu non ne puoi più dei Vanzina, eh?

“avvocato paolo conte”: ma non era più famoso per un’altra ragione...?

“avvocato conte paolo”: invertendo l’ordine degli addendi il risultato non cambia. Terza elementare.

“briget gionson”: ma dici quella del diario? ...problemi con l'inglese...?

“bukowski e kerouac”: c’è di meglio.

“chi la canta: chi ha la faccia e mostra solo il viso, / sempre gradevole, sempre più impreciso.”: non andare a Sarabanda, eh!

“cavolini di brussel”: oh ma qui con le lingue stan tutti messi male, mi pare.

“chi soffre d’ansia può andare sulle montagne russe?”: massì dai. Basta che tu non soffra pure di vertigini... !

“ci vuole ben altro”: Ben Affleck?

“come fare per vedere che giorno era”: calendario?

“come si chiamano i gemelli in 2 sacchi diversi?”: rapiti.

“cosa mangiano le giocatrici di pallavolo per colazione”: pane e nutella, immagino.


Be’, non volevo dirvelo all’inizio per non farvi leggere la puntata con gli occhi colmi di lacrime e con la caccola che cascava sulla tastiera mandando il vostro MacBook da mille e passa euro a farsi fottere, ma, ecco, con la fine dell’estate finirà anche questa rubrica. È stato bello leggervi, capirvi (più che altro tollerare le vostre perversioni sessuali), decifrare cosa vi muove a cercare e trovarci (vedi mezza riga indietro) nei meandri di questo grande mare che è “la rete”. Però la verità è che mi son rotto le balle di mariti guardoni e mogli troie, eccheccazzo! Ci vuole poesia... E con questo vi saluto, e quando starete spiando vostra moglie con un altro, o quando penserete al senso dell’ultimo film di Batman, pensate a me, pensate a
inutile. A presto, vi abbraccio tutti.

Bar NordEst (zero)

{di Massimiliano Santarossa}

Da oggi, e con candenza mensile, pubblico in questa bellissima rivista
inutile piccoli episodi quotidiani e minimi, microperle di saggezza popolare, roba da bar, fatti e parole alle volte senza senso, altre volte accompagnati da una timida pretesa d’insegnare qualcosa. Alla maniera dei “cattivi maestri”.

Sono le vicende che vedo, che sento, che vivo e che mi fanno vivere i miei eroi negativi, i miei profeti della strada, i miei amici sbombardati. Tutte parole raccolte al “Bar Nordest”...

Perché qui parlano loro.
Anzi, qui urla chi non ha mai avuto voce in capitolo. Su nulla.

Milano ultima fermata

{di Arturo Fabra}

copj13.asp

Ma esisterà ancora la fantascienza come genere? Probabilmente è una domanda inutile, ovvero degna di essere posta in questo contesto. Di sicuro utilizzare schemi narrativi che permettano di dispiegare maggiormente l'immaginazione sfuggendo alle pastoie del romanzo “mainstream” è uno degli espedienti che prima o poi tenta qualsiasi scrittore. Specialmente chi vuole puntualizzare la propria attenzione sui problemi reali della società in cui vive.Continua a leggere ->

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Il mese di agosto 2009.