Vandali della matassa: Snowdonia
30/10/09 01:55 Archiviato in:vandali della
matassa
{di Alessandro
Romeo}

Per capire che la Snowdonia non è una casa discografica come le altre basta andare sul loro sito ed esplorarlo un po’: nel giro di cinque minuti avrete capito cosa intendo. Dietro quel bagaglio estetico fatto di pop, demenzialità, filastrocche, nonsense, trash e colore c’è un progetto, un’idea (e se siete sufficientemente curiosi ne troverete traccia proprio nella homepage del sito). Continua a leggere ->

Per capire che la Snowdonia non è una casa discografica come le altre basta andare sul loro sito ed esplorarlo un po’: nel giro di cinque minuti avrete capito cosa intendo. Dietro quel bagaglio estetico fatto di pop, demenzialità, filastrocche, nonsense, trash e colore c’è un progetto, un’idea (e se siete sufficientemente curiosi ne troverete traccia proprio nella homepage del sito). Continua a leggere ->
Festa comandata
27/10/09 09:52 Archiviato in:racconto
{di Daniele
Cesario}
Da dove salgo oggi? Magari passo dal bar e poi prendo la rampa del padiglione nuovo.
Ma sì.
Pavimento scivoloso: prestare attenzione.
Stanza 2
Ciao mà. Come sono oggi? Gialle come ieri?
Le feci?
No, le unghie.
Sì.
Gli occhi?
Gialli.
Per l’ittero?
Sì.Continua a leggere ->
Da dove salgo oggi? Magari passo dal bar e poi prendo la rampa del padiglione nuovo.
Ma sì.
Pavimento scivoloso: prestare attenzione.
Stanza 2
Ciao mà. Come sono oggi? Gialle come ieri?
Le feci?
No, le unghie.
Sì.
Gli occhi?
Gialli.
Per l’ittero?
Sì.Continua a leggere ->
Trasferta a Torino
23/10/09 01:05 Archiviato in:inutilmente in
giro
Intelligenza di massa, rivista e (s)corretta.
Lunedì 26 ottobre alle 19 vi aspettiamo per un aperitivo al Circolo dei Lettori di Torino, in via Bogino 9. Saremo nella saletta alla destra del bar a chiacchierare e litigare sul senso di avere una rivista in Italia nel 2009. Con noi sul palco ci saranno i ragazzi e le ragazze di Miele, Artigrafie e Il Contesto.
L’ingresso è gratuito, le sedie sono comode, la saletta è lussuosa come piace a noi e il buon Alberto Zuliani, che modera e organizza coraggiosamente il tutto, è un tipo in gamba. E se vi stiamo simpatici, alla fine del dibattito c’è l’aperitivo (4 euro) e il banchetto al quale consultare, acquistare, rubare le riviste.
Lunedì 26 ottobre alle 19 vi aspettiamo per un aperitivo al Circolo dei Lettori di Torino, in via Bogino 9. Saremo nella saletta alla destra del bar a chiacchierare e litigare sul senso di avere una rivista in Italia nel 2009. Con noi sul palco ci saranno i ragazzi e le ragazze di Miele, Artigrafie e Il Contesto.
L’ingresso è gratuito, le sedie sono comode, la saletta è lussuosa come piace a noi e il buon Alberto Zuliani, che modera e organizza coraggiosamente il tutto, è un tipo in gamba. E se vi stiamo simpatici, alla fine del dibattito c’è l’aperitivo (4 euro) e il banchetto al quale consultare, acquistare, rubare le riviste.
Panico!
20/10/09 00:25 Archiviato in:racconto
{di Gianluca
Didino}
La notte, prima di addormentarmi, ho paura della morte: per infarto, asfissia, annegamento, aneurisma, enfisema; ho paura della morte violenta, dell’assassinio, della tortura, della rapina a mano armata; ho paura della morte accidentale (questa libreria potrebbe collassare sulla mia testa?) e della morte autoindotta – il suicido.
Per strada invece ho paura della gente. Cosa ci fa quell'ombra nascosta dietro il muro? Quel gruppo guarda verso di me? E se fossero naziskin? Terroristi islamici? Ebrei sefarditi?Continua a leggere ->
La notte, prima di addormentarmi, ho paura della morte: per infarto, asfissia, annegamento, aneurisma, enfisema; ho paura della morte violenta, dell’assassinio, della tortura, della rapina a mano armata; ho paura della morte accidentale (questa libreria potrebbe collassare sulla mia testa?) e della morte autoindotta – il suicido.
Per strada invece ho paura della gente. Cosa ci fa quell'ombra nascosta dietro il muro? Quel gruppo guarda verso di me? E se fossero naziskin? Terroristi islamici? Ebrei sefarditi?Continua a leggere ->
Teatrismi (2)
16/10/09 01:50 Archiviato in:teatrismi
{di Paolo
Zaffaina}
Inizio questa seconda puntata esprimendo le mie più sincere scuse al B.V.M.S per il ritardo con cui gli ho inviato il presente post; ritardo che si esprime in: qualche-ora-dal-momento-della-pubblicazione. Purtroppo, era rimasta impressa nella mia mente una data di consegna che non corrispondeva alla realtà. Per evitare ulteriori spiacevoli disguidi, pur andando contro ogni mio ancestrale istinto di sopravvivenza, mi sono munito di mini agendina acquistata da “Tutto a 1€” in cui riporterò le date precise delle pubblicazioni, agendina che provvederò a perdere, a salvaguardia della mia incolumità mentale, entro i prossimi venti giorni.Continua a leggere ->
Inizio questa seconda puntata esprimendo le mie più sincere scuse al B.V.M.S per il ritardo con cui gli ho inviato il presente post; ritardo che si esprime in: qualche-ora-dal-momento-della-pubblicazione. Purtroppo, era rimasta impressa nella mia mente una data di consegna che non corrispondeva alla realtà. Per evitare ulteriori spiacevoli disguidi, pur andando contro ogni mio ancestrale istinto di sopravvivenza, mi sono munito di mini agendina acquistata da “Tutto a 1€” in cui riporterò le date precise delle pubblicazioni, agendina che provvederò a perdere, a salvaguardia della mia incolumità mentale, entro i prossimi venti giorni.Continua a leggere ->
Il talento
13/10/09 00:14 Archiviato in:racconto
{di Peppe
Fiore}
A quarantacinque anni Michelangelo Antonioni girava Il Grido, David Lynch aveva già fatto Cuore Selvaggio, Federico Fellini cominciava a pensare al Satyricon. Invece lui, Stefano Miceli, a quarantacinque anni suonati viveva da scapolo in un bilocale al sesto piano tra la Nomentana e la Circonvallazione Orientale: dalla finestra del cucinotto si vedeva la forma marziana della Centrale del Latte di Roma. Quest’immagine della Centrale del Latte – un demenziale ammasso di tubi di metallo e silos che sembrava sintetizzare perfettamente la miseria della sua condizione attuale – non gli si staccava dalle pareti del cervello mai, neanche adesso, mentre la voce del comandante, incomprensibile, annunciava ai passeggeri qualcosa in lituano.Continua a leggere ->
A quarantacinque anni Michelangelo Antonioni girava Il Grido, David Lynch aveva già fatto Cuore Selvaggio, Federico Fellini cominciava a pensare al Satyricon. Invece lui, Stefano Miceli, a quarantacinque anni suonati viveva da scapolo in un bilocale al sesto piano tra la Nomentana e la Circonvallazione Orientale: dalla finestra del cucinotto si vedeva la forma marziana della Centrale del Latte di Roma. Quest’immagine della Centrale del Latte – un demenziale ammasso di tubi di metallo e silos che sembrava sintetizzare perfettamente la miseria della sua condizione attuale – non gli si staccava dalle pareti del cervello mai, neanche adesso, mentre la voce del comandante, incomprensibile, annunciava ai passeggeri qualcosa in lituano.Continua a leggere ->
Bar NordEst (uno)
09/10/09 00:54 Archiviato in:Bar NordEst
{di Massimiliano
Santarossa}
Entra Paolo, si siede, mi guarda e dice:
«Mi sono ubriacato un milione di volte, ho vissuto serate esagerate, ho frequentato i peggio posti, ho ascoltato i cattivi maestri, ho sentito addosso l’adrenalina tirando pugni, ma nulla mi ha sballato quanto l’Amore».
Segue un breve silenzio e riprende:
«Ancora troppo sballati, siamo noi così, siamo noi così innamorati, degli amici che stanno, sotto la terra, tra la coda d’una stella».
Un’altro istante di silenzio e continua:
«Non ho studiato, non ho cercato la carriera, non ho sognato la fama, non ho racimolato danaro, non ho fatto mai il gentleman. Spesso mi chiedo, ma come cazzo ho fatto, a indovinarle tutte?»
A quel punto si alza ed esce.
Entra Paolo, si siede, mi guarda e dice:
«Mi sono ubriacato un milione di volte, ho vissuto serate esagerate, ho frequentato i peggio posti, ho ascoltato i cattivi maestri, ho sentito addosso l’adrenalina tirando pugni, ma nulla mi ha sballato quanto l’Amore».
Segue un breve silenzio e riprende:
«Ancora troppo sballati, siamo noi così, siamo noi così innamorati, degli amici che stanno, sotto la terra, tra la coda d’una stella».
Un’altro istante di silenzio e continua:
«Non ho studiato, non ho cercato la carriera, non ho sognato la fama, non ho racimolato danaro, non ho fatto mai il gentleman. Spesso mi chiedo, ma come cazzo ho fatto, a indovinarle tutte?»
A quel punto si alza ed esce.
A Guide To Love, Loss & Desperation
06/10/09 00:25 Archiviato in:recensione
Mondo a fumetti
02/10/09 07:48 Archiviato in:fumetti
{di Michele Frost}
Dice Wikipedia che il fumetto è linguaggio costituito da più codici, tra i quali si distinguono principalmente quelli d'immagine (illustrazione, colore, prospettiva, montaggio...) e di temporalità (armonia, ritmo, narrazione...).
Con una definizione così, parlare di fumetti e dei fumetti di cui vi vorrei parlare nei prossimi appuntamenti qui sopra, diventa un po’ spiazzante. Dunque proviamoci.Continua a leggere ->
Dice Wikipedia che il fumetto è linguaggio costituito da più codici, tra i quali si distinguono principalmente quelli d'immagine (illustrazione, colore, prospettiva, montaggio...) e di temporalità (armonia, ritmo, narrazione...).
Con una definizione così, parlare di fumetti e dei fumetti di cui vi vorrei parlare nei prossimi appuntamenti qui sopra, diventa un po’ spiazzante. Dunque proviamoci.Continua a leggere ->




