IP... for the rest of us (10)
Tanit
{di Virginia Paparozzi}
Tanit è una dea, una casa editrice, una cosa strana che fa cose strane: li abbiamo intervistati.
Presentatevi brevemente.
Siamo Livia ed Emilia, abbiamo trent’anni a testa e siamo fra le più giovani editrici donne allo stato attuale in Italia. Continua a leggere ->
{di Virginia Paparozzi}
Tanit è una dea, una casa editrice, una cosa strana che fa cose strane: li abbiamo intervistati.
Presentatevi brevemente.
Siamo Livia ed Emilia, abbiamo trent’anni a testa e siamo fra le più giovani editrici donne allo stato attuale in Italia. Continua a leggere ->
Donna
26/05/09 01:18 Archiviato in:poesia
{di Paolo
Zaffaina}
E non riesci
a non essere donna
Anche se dici
che non lo sopporti
e a me piace
vederti soffrire
perché aumenta
l’odore di te. Continua a leggere ->
E non riesci
a non essere donna
Anche se dici
che non lo sopporti
e a me piace
vederti soffrire
perché aumenta
l’odore di te. Continua a leggere ->
Dust lasts
22/05/09 08:17 Archiviato in:racconto
{di Viviana Capurso}
Giovanni si trova davanti un fantasma. Non può essere Silvia quella che ha davanti.
Gli si chiude lo stomaco, gli viene in mente Cristina nel periodo peggiore, quando era ridotta a poco più di uno spettro.
Ha i capelli castani legati in coda, è pallida, meglio, terrea. Struccata. Trascurata. Vestita male. Claudia non è mai trascurata. Non è neppure sportiva. È sempre inappuntabile, impeccabile, curatissima.Continua a leggere ->
Giovanni si trova davanti un fantasma. Non può essere Silvia quella che ha davanti.
Gli si chiude lo stomaco, gli viene in mente Cristina nel periodo peggiore, quando era ridotta a poco più di uno spettro.
Ha i capelli castani legati in coda, è pallida, meglio, terrea. Struccata. Trascurata. Vestita male. Claudia non è mai trascurata. Non è neppure sportiva. È sempre inappuntabile, impeccabile, curatissima.Continua a leggere ->
L'inutile inviato
19/05/09 01:27 Archiviato in:articolo
{di Michele
Filippo Fontefrancesco}
Ogni rivista ha il suo inviato in giro per il mondo. È un punto d’orgoglio, quasi una necessità. Vi potete immaginare un quotidiano nazionale senza un inviato a New York? Sarebbe una cosa poco seria, no?Continua a leggere ->
Ogni rivista ha il suo inviato in giro per il mondo. È un punto d’orgoglio, quasi una necessità. Vi potete immaginare un quotidiano nazionale senza un inviato a New York? Sarebbe una cosa poco seria, no?Continua a leggere ->
La solita strada
15/05/09 00:16 Archiviato in:racconto
{di Viviana
Capurso}
Chissà se hanno mandato l’autista a prenderlo.
Claudia ci pensa mentre va alla Sda.
La solita strada.
Com’era quella canzone? La canticchia spesso Vale, è di una francese... Dalida, forse? Sì, Vale la conosce perché è un’appassionata di musica francese. La canzone è in italiano, dev’essere vecchiotta, tipo degli anni settanta forse. Come dice la canzone? La solita strada, bianca come il sale... non se la ricorda bene, lo chiederà a Vale, stasera.Continua a leggere ->
Chissà se hanno mandato l’autista a prenderlo.
Claudia ci pensa mentre va alla Sda.
La solita strada.
Com’era quella canzone? La canticchia spesso Vale, è di una francese... Dalida, forse? Sì, Vale la conosce perché è un’appassionata di musica francese. La canzone è in italiano, dev’essere vecchiotta, tipo degli anni settanta forse. Come dice la canzone? La solita strada, bianca come il sale... non se la ricorda bene, lo chiederà a Vale, stasera.Continua a leggere ->
Balera metropolitana
11/05/09 20:54 Archiviato in:recensione
{di Alessandro Romeo}

Mi verrebbe da iniziare questa recensione con le parole “i Maisie ce l’hanno fatta”, ma preferisco prenderla alla lontana. E allora inizio con Luigi Tenco. Nel ‘66 Tenco diceva questo: «quando un Paese riesce a esprimere in chiave moderna una sua musica tipica, per un certo periodo di tempo il mondo intero impazzisce. In Italia, purtroppo, il grosso sbaglio è quello di guardare al mercato mondiale e imitarlo, quando ci sarebbe da noi un patrimonio musicale vastissimo e pieno di folklore». Quindi folklore e modernità.Continua a leggere ->

Mi verrebbe da iniziare questa recensione con le parole “i Maisie ce l’hanno fatta”, ma preferisco prenderla alla lontana. E allora inizio con Luigi Tenco. Nel ‘66 Tenco diceva questo: «quando un Paese riesce a esprimere in chiave moderna una sua musica tipica, per un certo periodo di tempo il mondo intero impazzisce. In Italia, purtroppo, il grosso sbaglio è quello di guardare al mercato mondiale e imitarlo, quando ci sarebbe da noi un patrimonio musicale vastissimo e pieno di folklore». Quindi folklore e modernità.Continua a leggere ->
Capitavo qui per caso
10/05/09 00:35 Archiviato in:capitavo qui
per caso
Porte aperte a tutte le chiavi (di ricerca)
{di Ferdinando Guadalupi}
E rieccoci. Maggio: il mese “della Madonna”, come direbbe Jerry Calà. Dopo l’abbuffata di sozzerie del mese scorso, questa volta mi sa che andrò col piede “piumato”... forse...
“il guardone di chivasso”: un’istituzione, direi. Ma poi perché cercare un guardone... è una sorta di meta-voyeurismo...
“il ruolo di joker nel cavaliere oscuro”: ehm... c’hai presente i supereroi? I buoni, i cattivi... Ecco, Batman è il buono. Due più due? Chissà.
“lo schiaffo del soldato le regole del gioco”: meno male che c’è ancora qualcuno interessato ai sani giochi di una volta. In attesa della versione per computer, immagino.
“poesia di pallavolo”: be’, Mila e Shiro!
“questa domenica che fine ha fatto”: ma chi? E poi chiedilo a lui/lei, no!
“scrittrice barbara minniti figlia di....”: ?
“www.com cetty@_68”: questo mi sa che c’ha poca dimestichezza col web...
“17 re”: mitico! Hai cercato un gran disco dei Litfiba e sei finito sul nostro sito. Ti stimo.
“che giorno era”: ancora?! Ma mica sarai quello di prima, quello della domenica?!
“abercrombie shop online”: ma perché cercare marche da fighetti quando puoi comprare una (o più) delle nostre fantastiche t-shirt? Ti costa un decimo, ti durerà il triplo e non è indossata da dei deficienti di una qualsiasi serie tv americana. Quantomeno non ancora... (magari...).
Vabbè vabbè, mi sa che chiuderò qui. Come promesso, puntata più leggera del solito, dopo l’exploit del mese scorso. Questa volta neanche uno “scopare” né una “moglie troia”. D’altronde, il buon Jerry insegna... Ciao!
{di Ferdinando Guadalupi}
E rieccoci. Maggio: il mese “della Madonna”, come direbbe Jerry Calà. Dopo l’abbuffata di sozzerie del mese scorso, questa volta mi sa che andrò col piede “piumato”... forse...
“il guardone di chivasso”: un’istituzione, direi. Ma poi perché cercare un guardone... è una sorta di meta-voyeurismo...
“il ruolo di joker nel cavaliere oscuro”: ehm... c’hai presente i supereroi? I buoni, i cattivi... Ecco, Batman è il buono. Due più due? Chissà.
“lo schiaffo del soldato le regole del gioco”: meno male che c’è ancora qualcuno interessato ai sani giochi di una volta. In attesa della versione per computer, immagino.
“poesia di pallavolo”: be’, Mila e Shiro!
“questa domenica che fine ha fatto”: ma chi? E poi chiedilo a lui/lei, no!
“scrittrice barbara minniti figlia di....”: ?
“www.com cetty@_68”: questo mi sa che c’ha poca dimestichezza col web...
“17 re”: mitico! Hai cercato un gran disco dei Litfiba e sei finito sul nostro sito. Ti stimo.
“che giorno era”: ancora?! Ma mica sarai quello di prima, quello della domenica?!
“abercrombie shop online”: ma perché cercare marche da fighetti quando puoi comprare una (o più) delle nostre fantastiche t-shirt? Ti costa un decimo, ti durerà il triplo e non è indossata da dei deficienti di una qualsiasi serie tv americana. Quantomeno non ancora... (magari...).
Vabbè vabbè, mi sa che chiuderò qui. Come promesso, puntata più leggera del solito, dopo l’exploit del mese scorso. Questa volta neanche uno “scopare” né una “moglie troia”. D’altronde, il buon Jerry insegna... Ciao!
IP... for the rest of us (9)
{di Marco
Montanaro}
Il protagonista di questa chiacchierata via mail ha avuto l’indubbio fegato di concorrere a far laureare il sottoscritto. A parte questo piccolo neo, Carlo Formenti è docente di Teoria e tecnica dei nuovi media presso l’Università del Salento e giornalista (Corriere della Sera, Sole 24 Ore). Tra le sue ultime pubblicazioni, Cybersoviet. Utopie Postdemocratiche e nuovi media, in cui si affronta il tema della reale democraticità della rete. Diciamo pure che l’eccitazione della prima ora è passata, per molti: non a caso, uno dei passaggi più interessanti di quanto segue è a proposito della capacità di organizzarci, noi tutti bellimbusti della rete, anche fuori da Internet (detto in soldoni).
Tutti i libri (anche i racconti di fantascienza) del professor Formenti sono disponibili qui. Il suo blog, invece, è qui.Continua a leggere ->
Il protagonista di questa chiacchierata via mail ha avuto l’indubbio fegato di concorrere a far laureare il sottoscritto. A parte questo piccolo neo, Carlo Formenti è docente di Teoria e tecnica dei nuovi media presso l’Università del Salento e giornalista (Corriere della Sera, Sole 24 Ore). Tra le sue ultime pubblicazioni, Cybersoviet. Utopie Postdemocratiche e nuovi media, in cui si affronta il tema della reale democraticità della rete. Diciamo pure che l’eccitazione della prima ora è passata, per molti: non a caso, uno dei passaggi più interessanti di quanto segue è a proposito della capacità di organizzarci, noi tutti bellimbusti della rete, anche fuori da Internet (detto in soldoni).
Tutti i libri (anche i racconti di fantascienza) del professor Formenti sono disponibili qui. Il suo blog, invece, è qui.Continua a leggere ->
Su toy cameras e crepe occidentali
05/05/09 00:06 Archiviato in:articolo
{di Gabriele
Naia}
1.
Negli ultimi tempi stanno tornando. Sono le cosiddette toy cameras, macchine fotografiche giocattolo. Conosciute principalmente attraverso le due marche più famose, Diana e Holga, queste scatolette di plastica presero piede negli anni Sessanta (la Holga in realtà venne molto dopo) grazie alla loro semplicità d’uso e al loro basso costo. I risultati non erano qualitativamente eccellenti, anzi. Dati lo scarso controllo e la semplicità con cui erano costruite, le possibilità che le fotografie riuscissero male era infatti abbastanza elevata. Sfocature impreviste, vignettature, sovrapposizioni di fotogrammi, intrusioni di luce nel vano pellicola, sovra o sottoesposizioni: tutte cose da mettere in conto. Continua a leggere ->
1.
Negli ultimi tempi stanno tornando. Sono le cosiddette toy cameras, macchine fotografiche giocattolo. Conosciute principalmente attraverso le due marche più famose, Diana e Holga, queste scatolette di plastica presero piede negli anni Sessanta (la Holga in realtà venne molto dopo) grazie alla loro semplicità d’uso e al loro basso costo. I risultati non erano qualitativamente eccellenti, anzi. Dati lo scarso controllo e la semplicità con cui erano costruite, le possibilità che le fotografie riuscissero male era infatti abbastanza elevata. Sfocature impreviste, vignettature, sovrapposizioni di fotogrammi, intrusioni di luce nel vano pellicola, sovra o sottoesposizioni: tutte cose da mettere in conto. Continua a leggere ->
Montagne russe
01/05/09 00:20 Archiviato in:racconto
{di Viviana
Capurso}
Giovanni se lo ricorda bene il giorno in cui ha visto Cristina per la prima volta.
È stato alla Bocconi, ormai qualche anno fa, quando ancora non aveva il suo ufficio, lo divideva con altri due colleghi.
Come Claudia, oggi.
No, meglio non pensarci.
Le hostess attaccano la solita trafila, prima di aiutare gli altri infilate la mascherina... and breathe normally...
Chiude gli occhi, odia i voli così veloci, non si riesce a lavorare, neppure il tempo di aprire il computer. È poi è un continuo andirivieni di hostess, prima lo snack, poi l’acqua... che palle. Continua a leggere ->
Giovanni se lo ricorda bene il giorno in cui ha visto Cristina per la prima volta.
È stato alla Bocconi, ormai qualche anno fa, quando ancora non aveva il suo ufficio, lo divideva con altri due colleghi.
Come Claudia, oggi.
No, meglio non pensarci.
Le hostess attaccano la solita trafila, prima di aiutare gli altri infilate la mascherina... and breathe normally...
Chiude gli occhi, odia i voli così veloci, non si riesce a lavorare, neppure il tempo di aprire il computer. È poi è un continuo andirivieni di hostess, prima lo snack, poi l’acqua... che palle. Continua a leggere ->



