mag 2008

charme sincopato [chiacchiere di musica/2]

{di Gabriele Naia}

L’altro giorno scendo a comprare le sigarette, e vedo una decina di persone ferme in mezzo alla strada, che guardano verso la curva su cui termina la mia via. Incuriosito mi volto anch’io, e vedo una macchina di quelle fiche, che corrono sfiorando praticamente l’asfalto, probabilmente una di quelle con le portiere che si aprono all’insù. Poteva essere una Lamborghini, o una Maserati; non so perché non me ne intendo di macchine. Fatto sta che c’era questa pantera della strada, color viola prugna, che faceva retromarcia nel bel mezzo della curva. Andava pianissimo, praticamente sembrava ferma, anche perché alla minima pressione dell’acceleratore si sentiva il motore rombare. Finché non ha ingranato la prima e si è allontanata ruggendo di potenza. Continua a leggere ->

Hotel

{di Alessandro Milanese}

Alcuni aggettivi per descrivere questo posto.
I primi che mi vengono in mente.

Decadente, squallido, in putrefazione, mediocre.
Insomma, senza girarci attorno, il classico hotel da troie.
Un hotel ad ore, minuti, secondi.
E giusto una troia con la T maiuscola sto aspettando qui sotto.
Dall’altro lato della strada catramata, sporca, umida, viscida.
Sotto una pioggia che sembra olio.
Come se in cielo fosse esploso un enorme paracoppa.
E sotto, io e il vetro di questa vetusta Audi 80, una macchina di quelle che non ne fanno più, per fortuna.
Quel verdone per tutte le stagioni, come si diceva una volta.
Un colore uniforme che non da nell’occhio, che non attira l’attenzione, ottimo per chi vuol passare inosservato.
L’auto perfetta se avessi fatto l’investigatore privato.Continua a leggere ->

buona la prossima/2

rincorse
{di Matteo Scandolin}

Quando accendo il computer è tutto un “Brutta notizia”, “L’hai saputo?”, qualcuno che mi inoltra un’email ricevuta da un amico del cugino del nipote del morto. Non le leggo nemmeno, cancello tutto e non mi pento nemmeno quando vuoto il cestino. Mi metto su un caffè. Come al solito la macchinetta consuma una cialda senza produrre una goccia; come al solito mi dico che devo chiamare l’assistenza e farla sostituire. Gianluca è a casa, anche oggi: da quando è diventato papà (di nuovo) lavora da casa, quando può, e va bene così.
Continua a leggere ->

Intervista a Chiara Cretella

{di Christian Donelli}

Controcultura e canone accademico, letteratura e arti visive, politica e femminismo: Chiara Cretella, scrittrice, critica letteraria, collabora alla cattedra di Letteratura Contemporanea del Dams di Bologna come Cultore della materia, è caporedattrice della rivista di poesia e studi di genere Le voci della Luna, scrive per riviste e quotidiani nazionali, ha pubblicato Gli insetti sono al di là della mia compassione (Pendragon) e Annunciazione in Metropolitana (Fazi), oltre ad una lunga serie di saggi, testi critici, prefazioni e traduzioni. A 31 non ci sta ad essere considerata una giovane autrice e critica e contesta l’immobilismo culturale italiano che porta a considerare i giovani artisti solo come una “patologia da curare”.

Università e cultura underground: può esistere un legame solido tra le due realtà? Quali suggestioni (artistiche e professionali) sviluppi collaborando come Cultore della materia al Dams? Continua a leggere ->

ti ho rivista, oggi

Niente di che, quel che diremo adesso. Solo un grazie sincero e autentico come il riporto di un nonno a tutti quelli che ci hanno aiutati a fare questa reunion rivistarola e festaiola.

Giulio Bassi, per esempio, ci ha dato una bellissima foto. E non ha preteso niente se non tanto affetto. Alice Socal, pure: grazie a lei abbiamo una splendida immagine per il nostro splendido segnalibro. Senza questi due santissimi, il nostro reparto iconografico sarebbe risultato piuttosto scarno.

Per non parlare di Francesco Guadalupi e
Pins I Like, altri grandi aiuti per certe sorpresine che vi beccherete oggi.

Come non ricordare Giulia Tancredi (la trovate in
quest'elenco), che per prima ci mise in contatto col Café, e Federica e tutto lo staff del Café stesso, per averci accolto così amorevolmente e coccolati come si deve.

E se abbiamo dimenticato qualcuno: scusate, ma siamo tutti troppo felici per oggi. Venite a trovarci, e ve ne accorgerete! Venite, che ci
rivediamo.

la redazione, in uno slancio d'Ammore per tutto il mondo

charme sincopato [chiacchiere di musica/1]

{di Gabriele Naia}

L’altra volta, avevo iniziato parlando del rapporto tra musica e scrittura. Ma oggi, francamente, non ho voglia di questo. Piuttosto, riprenderei una questione diversa, se vogliamo già sfiorata: la musica come sottofondo.

Dicevo che personalmente non sono in grado di scrivere facendomi "guidare" da un disco o da una canzone. Questo, ovviamente, è un limite mio. Conosco un sacco di gente che fa il contrario. Hornby stesso, casualmente, dice che la musica è una delle sue fonti di ispirazione per eccellenza. Però: questa storia della canzone come sfondo perpetuo ha pure rotto, perché ormai non si può andare da nessuna parte senza avere un qualche tipo di melodia che ci accompagna.Continua a leggere ->

ti ho rivista

Sabato 17 maggio 2008, dalle 17 in avanti, presso il Café au livre (Padova): signore e signori, signorini e signorine, si festeggia il primo anno del nostro umile opuscolo. E lo si fa coinvolgendo colleghi rivistaioli in una spumeggiante serata all'insegna di BIRRA.

Al Café au livre:
ti ho rivista. Con la straordinaria partecipazione di: El Aleph, Chiedi alla carta, Tabard, Traghetto mangiamerda. E gli amatissimi di Eleanore Rigby e FaM - Frenulo a mano, padri (e madri) di BIRRA.

Si prospettano tante ore di allegria in formato rivista, presentazioni e letture itineranti, musici d'accompagnamento a prestazione temporanea e occasionale, e gran finale con la musica dal vivo dei
Magnolia Trio (in versione acustica).

Chi non c'è non saprà mai a che livelli possiamo arrivare... e soprattutto non godrà della lotteria-culturalmente-elevata! Per saperne di più, c'è solo da presenziare.

locandina

Volevo dirti

{di Barbara Gozzi}

‘Volevo dire però.
Però vaffanculo ecco. È questa la vita? Che gran fregatura allora. Correre, sudare, vomitare, sporcarsi di terra e merda, studiare vaccate, imparare linguaggi, fare l’equilibrista tra consuetudini e costumi. Poi.
Volevo dirti che magari c’è dell’altro.
Le emozioni per esempio. Sempre in agguato. L’odore dell’aria novembrina, pungente e frizzante come una coppa di champagne. Le tonalità che sfumano in un tramonto autunnale mentre sei in macchina di ritorno dal lavoro. La telefonata che non ti aspetti. La pioggia che ti corre fin dentro le mutande mentre la bara sfila tra la ghiaia bianca. Il sorriso di tuo figlio, così intenso e immortale che non esistono parole, non esiste un modo per descriverlo senza sminuirlo, senza inchiodarlo in convenzioni dal sapore vuoto, quel sorriso lì ti resta incollato agli occhi anche quando stai male, proprio per sempre.Continua a leggere ->

buona la prossima/1

{di Matteo Scandolin}

Arriva lo sgroppino, mia madre sta ancora parlando. Aspetto che finisca la frase prima di bere il primo sorso. Stiamo discutendo di me e Giorgia da almeno un’ora, seduti nella pizzeria scomoda e fredda. È il primo d’aprile e appena accendo il cellulare trovo sei messaggi, sei tentativi di chiamata di Giorgia.

«È morto mio papà» mi dice quando la chiamo: sigaretta, passi lenti dopo la cena, giacca ben chiusa ché a sera tira aria fresca. Mia madre si chiude bene il cappotto mentre cammina verso la fermata dell’autobus, io mi fermo e la prima cosa che mi viene da dire è: Stai scherzando, ma riesco a non dirlo. La seconda cosa che mi viene in mente è: Amore, mi dispiace tanto, ma riesco a non dire pure questo.
Continua a leggere ->

Intervista a Claudio Fabretti

{di Alessandro Romeo}

Claudio Fabretti è il fondatore di
Ondarock, sito che se non conosci hai qualche problema e sei pure poco rock. Punto.

1) Quando e come è nato Ondarock?

All'inizio fu poco più di un gioco. Mi dilettavo a costruire (brutte) pagine web per impratichirmi con internet (circa 1999), dopo aver fatto un rapido corso aziendale. Usavo addirittura il preistorico "Geobuilder", un programma smisuratamente lento, che
Geocities offriva gratuitamente online per creare siti web.
Ne nacque un mio rudimentale sito personale, dove pubblicai alcuni articoli che avevo scritto per l'ormai agonizzante settimanale
Avvenimenti, che avrebbe chiuso i battenti poco più di un anno dopo. David Bowie, Neil Young, Led Zeppelin, Rem ma anche Dirty Three, Portishead, Tortoise furono i primissimi nomi apparsi in quella che, all'inizio, era solo una lista di articoli.Continua a leggere ->

Capitavo qui per caso

Porte aperte a tutte le chiavi
{di Ferdinando Guadalupi}

Non tutti coloro che finiscono sul nostro sito in realtà ne avevano la volontà. Così va a finire che uno cerca su Google dei tupperware a prezzi vantaggiosi e finisce per leggere una poesia ermetica sul significato della vita. Ecco, cercherò di raggruppare, di tanto in tanto, le proposte più interessanti dei nostri lettori "occasionali" (si suppone) per farci due risate. Non un'attività letteraria a tutto tondo, niente che faccia cultura, ma solo un'occasione... di relax, toh.

Ringrazio ovviamente le preziose statistiche di ShinyStat, senza le quali tutto ciò non sarebbe possibile: «Questo è per voi, ragazzi!».

Bene, detto ciò entriamo nel clou della rubrica. Per la prima puntata vi presento una storiella accattivante: "racconti il mio ragazzo si sente donna" - "seduta a gambe larghe" - "resta seduto e aspetta" - "ragazza muove le scarpe" - "scarpe colorate" - "non riuscire a stare seduti" - "lui più piccolo ha paura".

Continuate pure voi... alla prossima!

charme sincopato [chiacchiere di musica/0]

{di Gabriele Naia}

Che volevo tenere una rubrica di musica, era un pezzo. Per una questione semplice: amo la musica, ma altrettanto la scrittura, e vorrei una buona volta trovare un modo per tenere queste due passioni unite, fianco a fianco. Dal momento che sono stonato, non posso utilizzare lo stratagemma del cantautore. Dal momento che non riesco a fare due cose contemporaneamente, devo rinunciare anche a scrivere con un sottofondo musicale, e a farmi quindi guidare dalle note e dal ritmo. O ascolto una canzone, o mi concentro su quello che sto scrivendo. Tutte e due le cose assieme sono un buon modo per generare mostri sintattico-grammaticali.Continua a leggere ->