Charme sincopato [chiacchiere di musica/4]
27/06/08 07:42 Archiviato in:charme
sincopato
{di Gabriele
Naia}
Per un po’ niente musica d’avanguardia o cose intellettualoidi. Le ultime due puntate sono state monopolizzate da John Cage, per cui ora si può passare ad altro.
La sirena. Non mi riferisco a quella della polizia o dei vigili del fuoco, bensì alla figura antropologica che popola l’immaginario di tutti noi, con questa sua fisionomia per metà pesce e per metà donna. Mi ha sempre affascinato moltissimo l’episodio di Ulisse, in cui lui si fa legare e tappa con la cera le orecchie dei compagni, per poter ascoltare il canto melodioso che queste splendide creature intonano. Mi sono sempre chiesto cosa mai possa essere un canto talmente bello da essere assolutamente irresistibile.Continua a leggere ->
Per un po’ niente musica d’avanguardia o cose intellettualoidi. Le ultime due puntate sono state monopolizzate da John Cage, per cui ora si può passare ad altro.
La sirena. Non mi riferisco a quella della polizia o dei vigili del fuoco, bensì alla figura antropologica che popola l’immaginario di tutti noi, con questa sua fisionomia per metà pesce e per metà donna. Mi ha sempre affascinato moltissimo l’episodio di Ulisse, in cui lui si fa legare e tappa con la cera le orecchie dei compagni, per poter ascoltare il canto melodioso che queste splendide creature intonano. Mi sono sempre chiesto cosa mai possa essere un canto talmente bello da essere assolutamente irresistibile.Continua a leggere ->
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Che diavolo di scrittore!
24/06/08 07:56 Archiviato in:intervista
{di
Manuela
Minelli}
Mauro Saracino ha la faccia da bravo ragazzo, davvero il garbato giovine di buona famiglia che tutte le mamme si auspicherebbero per le loro figliole e davvero non te lo immagini alle prese con demoni e personaggi malvagi. Parliamo un po’ con lui del mestiere di scrivere.
Iniziato per caso, per esigenza psicofisica o cos'altro?
Sono cresciuto con i film di Carpenter e di Romero. Ho trascorso intere serate con gli amici a guardare e a riguardare le pellicole di Lamberto Bava, Dario Argento e Lucio Fulci. Non riuscirei neanche con l’aiuto di forze sovrannaturali ad enumerare tutte le volte che ho visto la trilogia di Evil Dead. Fondamentalmente scrivo per esigenza creativa. Ovviamente all’inizio non pensavo alla pubblicazione: era più un “mettere su carta quello che avevo in testa”. Mi riferisco ad intrecci ricchi di azione ed orrore, senza dimenticare una sana dose di ironia. Il problema è sorto quando le idee hanno cominciato a moltiplicarsi per conto loro. Da lì la necessità di dare ordine al tutto. Quale modo migliore di farlo se non con un romanzo alla volta?Continua a leggere ->
Mauro Saracino ha la faccia da bravo ragazzo, davvero il garbato giovine di buona famiglia che tutte le mamme si auspicherebbero per le loro figliole e davvero non te lo immagini alle prese con demoni e personaggi malvagi. Parliamo un po’ con lui del mestiere di scrivere.
Iniziato per caso, per esigenza psicofisica o cos'altro?
Sono cresciuto con i film di Carpenter e di Romero. Ho trascorso intere serate con gli amici a guardare e a riguardare le pellicole di Lamberto Bava, Dario Argento e Lucio Fulci. Non riuscirei neanche con l’aiuto di forze sovrannaturali ad enumerare tutte le volte che ho visto la trilogia di Evil Dead. Fondamentalmente scrivo per esigenza creativa. Ovviamente all’inizio non pensavo alla pubblicazione: era più un “mettere su carta quello che avevo in testa”. Mi riferisco ad intrecci ricchi di azione ed orrore, senza dimenticare una sana dose di ironia. Il problema è sorto quando le idee hanno cominciato a moltiplicarsi per conto loro. Da lì la necessità di dare ordine al tutto. Quale modo migliore di farlo se non con un romanzo alla volta?Continua a leggere ->
buona la prossima/4
20/06/08 04:41 Archiviato in:romanzo
più forte di tutto il resto
{di Matteo Scandolin}
Da lì va come deve andare. Cioè che Valentina e io iniziamo a vederci spesso, quasi a tutti i pranzi. Una settimana dopo andiamo al cinema. Neanche ricordo il film, ricordo che ho evitato accuratamente di sfiorarla più del lecito. Peggio d’un liceale. La sera dopo, cena. E di solito scatta la scopata. Ma ci fu solo un timido bacio sulle labbra il giorno dopo la cena, subito dopo pranzo. Un bacio di quelli che mi tennero incollati al monitor tutto il pomeriggio, pur senza concludere una madonna. Uno di quei baci che in terza media forse valeva qualcosa, sul mercato nero, ma che alla mia età dovrebbero essere solo il momento prima di una notte di fuoco.
E invece: un bacio sulle labbra, e un «Ci vediamo domani, eh» detto a mezza voce, con qualche foglia di rucola fra i denti. (Sarà per quello, che non c’è stato sesso.)Continua a leggere ->
{di Matteo Scandolin}
Da lì va come deve andare. Cioè che Valentina e io iniziamo a vederci spesso, quasi a tutti i pranzi. Una settimana dopo andiamo al cinema. Neanche ricordo il film, ricordo che ho evitato accuratamente di sfiorarla più del lecito. Peggio d’un liceale. La sera dopo, cena. E di solito scatta la scopata. Ma ci fu solo un timido bacio sulle labbra il giorno dopo la cena, subito dopo pranzo. Un bacio di quelli che mi tennero incollati al monitor tutto il pomeriggio, pur senza concludere una madonna. Uno di quei baci che in terza media forse valeva qualcosa, sul mercato nero, ma che alla mia età dovrebbero essere solo il momento prima di una notte di fuoco.
E invece: un bacio sulle labbra, e un «Ci vediamo domani, eh» detto a mezza voce, con qualche foglia di rucola fra i denti. (Sarà per quello, che non c’è stato sesso.)Continua a leggere ->
Prima di sapere
17/06/08 02:19 Archiviato in:racconto
{di
Marco
Missiroli}
Prima di sapere che Dio aveva scelto me come suo mezzo, pensavo soltanto alla disgrazia. Un figlio è scalogna a 26 anni. Cos’altro sennò? Ha la bocca che dev’essere riempita e il pianto che dev’essere calmato. Ma il Signore sa quanto l’ho ringraziato appena ho saputo che sarebbe toccato a me. D’altronde stare in mezzo alle gambe di qualche ragazza a chi non piace? Se poi è la tua ragazza da sei anni c’è il batticuore che ti fa rimanerci qualche attimo in più. Così è stato, ma il motivo per cui sono rimasto dentro di lei più del dovuto non è stato il piacere della carne. Il motivo me l’ha dato il Cielo, quando tutto stava andando a rotoli.
- Non hai neppure un lavoro.- ha detto lei quella sera che ancora le gemevo addosso.
- Ti amo.- le ho risposto con la lussuria che toglie il senso di realtà.Continua a leggere ->
Prima di sapere che Dio aveva scelto me come suo mezzo, pensavo soltanto alla disgrazia. Un figlio è scalogna a 26 anni. Cos’altro sennò? Ha la bocca che dev’essere riempita e il pianto che dev’essere calmato. Ma il Signore sa quanto l’ho ringraziato appena ho saputo che sarebbe toccato a me. D’altronde stare in mezzo alle gambe di qualche ragazza a chi non piace? Se poi è la tua ragazza da sei anni c’è il batticuore che ti fa rimanerci qualche attimo in più. Così è stato, ma il motivo per cui sono rimasto dentro di lei più del dovuto non è stato il piacere della carne. Il motivo me l’ha dato il Cielo, quando tutto stava andando a rotoli.
- Non hai neppure un lavoro.- ha detto lei quella sera che ancora le gemevo addosso.
- Ti amo.- le ho risposto con la lussuria che toglie il senso di realtà.Continua a leggere ->
Charme sincopato [chiacchiere di musica/3]
13/06/08 05:43 Archiviato in:charme
sincopato
{di Gabriele
Naia}
L'altra volta erano venuti fuori John Cage e il suo Imaginary Landscape n° 4. Ora mi viene in mente un altro brano di Cage molto famoso: 4’33”. Per chi non lo conoscesse, si tratta di un “componimento” che dura effettivamente quattro minuti e trentatré secondi, in cui l’esecutore non fa assolutamente nulla. O meglio, sale sul palco, si siede davanti al pianoforte, apre lo spartito, inizia a leggerlo e seguirlo, ma non suona nulla. Qual’è lo scopo? Rovesciare l’idea di concerto ed esibizione. In questo modo, diventa materiale musicale tutto ciò che di sonoro accade in quei quattro minuti e trentatré secondi: colpi di tosse, commenti, il rumore dell’aria condizionata, starnuti, scricchiolii, le pagine dello spartito che vengono girate.
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L'altra volta erano venuti fuori John Cage e il suo Imaginary Landscape n° 4. Ora mi viene in mente un altro brano di Cage molto famoso: 4’33”. Per chi non lo conoscesse, si tratta di un “componimento” che dura effettivamente quattro minuti e trentatré secondi, in cui l’esecutore non fa assolutamente nulla. O meglio, sale sul palco, si siede davanti al pianoforte, apre lo spartito, inizia a leggerlo e seguirlo, ma non suona nulla. Qual’è lo scopo? Rovesciare l’idea di concerto ed esibizione. In questo modo, diventa materiale musicale tutto ciò che di sonoro accade in quei quattro minuti e trentatré secondi: colpi di tosse, commenti, il rumore dell’aria condizionata, starnuti, scricchiolii, le pagine dello spartito che vengono girate.
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Intervista a Lucilla Galanti
10/06/08 00:03 Archiviato in:intervista
{di Matteo
Scandolin}
Altrova da me è un libro che al sottoscritto è piaciuto assai. Così il sottoscritto ha intervistato l’autrice (grazie alla gentile intercessione dell’editore), e sono venute fuori cosine interessanti. Se volete sapere che cosa c’entrino Sartre e le sigle dei cartoni giapponesi, prego: la lettura di quest’intervista potrebbe incuriosirvi parecchio.
Lucilla: parlaci di te. Chi è la Galanti scrittrice, chi è la Lucilla di casa, se sono due persone diverse o coincidono, e che fai di bello?
Direi che biologicamente sono la stessa persona, anche se la scrittura assorbe la parte più riflessiva e pessimista di me: in effetti quando faccio leggere ad amici e conoscenti quello che scrivo mi guardano un po’ stralunati. Quando non scrivo invece sono abbastanza allegra. Per il resto di bello non è che faccia molto: studio, giro, parlo (poco).Continua a leggere ->
Altrova da me è un libro che al sottoscritto è piaciuto assai. Così il sottoscritto ha intervistato l’autrice (grazie alla gentile intercessione dell’editore), e sono venute fuori cosine interessanti. Se volete sapere che cosa c’entrino Sartre e le sigle dei cartoni giapponesi, prego: la lettura di quest’intervista potrebbe incuriosirvi parecchio.
Lucilla: parlaci di te. Chi è la Galanti scrittrice, chi è la Lucilla di casa, se sono due persone diverse o coincidono, e che fai di bello?
Direi che biologicamente sono la stessa persona, anche se la scrittura assorbe la parte più riflessiva e pessimista di me: in effetti quando faccio leggere ad amici e conoscenti quello che scrivo mi guardano un po’ stralunati. Quando non scrivo invece sono abbastanza allegra. Per il resto di bello non è che faccia molto: studio, giro, parlo (poco).Continua a leggere ->
Capitavo qui per caso
08/06/08 10:08 Archiviato in:capitavo qui
per caso
Porte aperte a tutte le chiavi (di ricerca)
{di Ferdinando Guadalupi}
Puntata dedicata all’esistenzialismo, questa, con punte di “leopardismo”. Abbiamo: “non sapere stare soli”, “se non riuscissi a stare sola”, “se solo”, “se solo mi amassi”, “se solo riuscissi a capire” ed un più generico “riuscissi”. Potrebbe anche essere Laura Pausini, in cerca magari di un testo da plagiare, per una nuova canzone. La cara Laura sembra però superare il proprio negativismo, cercando ispirazione con dei “narcisisti famosi” e divenendo lei stessa “narcisista”. Infine, la nostra cara stella internazionale passa al contrattacco violento con una “giacca con lance”. Infilzali tutti, Laura! Si registra inoltre il ritorno di “scarpe colorate” (evidentemente la ricerca della prima puntata non è andata a buon fine). Saluti e baci!
{di Ferdinando Guadalupi}
Puntata dedicata all’esistenzialismo, questa, con punte di “leopardismo”. Abbiamo: “non sapere stare soli”, “se non riuscissi a stare sola”, “se solo”, “se solo mi amassi”, “se solo riuscissi a capire” ed un più generico “riuscissi”. Potrebbe anche essere Laura Pausini, in cerca magari di un testo da plagiare, per una nuova canzone. La cara Laura sembra però superare il proprio negativismo, cercando ispirazione con dei “narcisisti famosi” e divenendo lei stessa “narcisista”. Infine, la nostra cara stella internazionale passa al contrattacco violento con una “giacca con lance”. Infilzali tutti, Laura! Si registra inoltre il ritorno di “scarpe colorate” (evidentemente la ricerca della prima puntata non è andata a buon fine). Saluti e baci!
buona la prossima/3
06/06/08 00:14 Archiviato in:romanzo
tempo immobile
{di Matteo Scandolin}
Un aprile grigio che anziché Martellago sembra Blackpool su quel mare sparuto e piatto, solo che qui non c’è il mare ma il cielo che copre il cimitero e il piccolo gruppo di persone che seguono la bara. Noi.
Mi sento molto a disagio a stare in mezzo alla famiglia di Giorgia, tenendo conto di com’è andata a finire, ma lo devo al vecchio e in fin dei conti esser considerato un estraneo da questa gente mi dà fastidio. Però non me ne frega niente. Però mi dà fastidio che stiano pensando che mia madre è una stronza perché non è venuta - capirai, non li ha neanche mai incontrati, i miei “suoceri”. Però il prete dice due parole a bassa voce, sul fatto che Andrea era una persona buona e mite, e al di là delle parole da chiesa: lo dice col tono di chi l’ha conosciuto, di chi sa di che parla. E anche se Andrea tirava certi bestemmioni che c’era solo da imparare, da lui, penso che per una volta il Padreterno abbia fatto un’eccezione e l’abbia ammesso tra le sue schiere.
L’odore d’incenso mi dà il voltastomaco. Tutta questa situazione mi dà il voltastomaco.Continua a leggere ->
{di Matteo Scandolin}
Un aprile grigio che anziché Martellago sembra Blackpool su quel mare sparuto e piatto, solo che qui non c’è il mare ma il cielo che copre il cimitero e il piccolo gruppo di persone che seguono la bara. Noi.
Mi sento molto a disagio a stare in mezzo alla famiglia di Giorgia, tenendo conto di com’è andata a finire, ma lo devo al vecchio e in fin dei conti esser considerato un estraneo da questa gente mi dà fastidio. Però non me ne frega niente. Però mi dà fastidio che stiano pensando che mia madre è una stronza perché non è venuta - capirai, non li ha neanche mai incontrati, i miei “suoceri”. Però il prete dice due parole a bassa voce, sul fatto che Andrea era una persona buona e mite, e al di là delle parole da chiesa: lo dice col tono di chi l’ha conosciuto, di chi sa di che parla. E anche se Andrea tirava certi bestemmioni che c’era solo da imparare, da lui, penso che per una volta il Padreterno abbia fatto un’eccezione e l’abbia ammesso tra le sue schiere.
L’odore d’incenso mi dà il voltastomaco. Tutta questa situazione mi dà il voltastomaco.Continua a leggere ->
Intervista a PopLife
03/06/08 00:53 Archiviato in:intervista
{di Alessandro
Romeo}
Come sei approdata all’idea di aprire un sito come tracciamenti? E come sei diventata poplife?
verso la fine degli anni novanta ho lavorato come grafico in un agenzia ed ho cominciato ad occuparmi della progettazione di siti web, che allora [almeno in italia] erano ancora una relativa novità / dopo qualche tempo, più per gioco che per reale necessità, ho deciso di realizzare uno spazio personale dove raccogliere come in un archivio alcuni dei miei lavori e dove sperimentare anche soluzioni grafiche e modalità espressive / inoltre, fino a pochi anni fa mi spostavo e cambiavo casa molto spesso e forse il fatto di avere un sito cui fare riferimento rappresentava in certa misura una forma di stabilità, che prescindeva dal non avere un luogo fisico di appartenenza /
il nome poplife nasce anch'esso nella spontaneità del gioco / Continua a leggere ->
Come sei approdata all’idea di aprire un sito come tracciamenti? E come sei diventata poplife?
verso la fine degli anni novanta ho lavorato come grafico in un agenzia ed ho cominciato ad occuparmi della progettazione di siti web, che allora [almeno in italia] erano ancora una relativa novità / dopo qualche tempo, più per gioco che per reale necessità, ho deciso di realizzare uno spazio personale dove raccogliere come in un archivio alcuni dei miei lavori e dove sperimentare anche soluzioni grafiche e modalità espressive / inoltre, fino a pochi anni fa mi spostavo e cambiavo casa molto spesso e forse il fatto di avere un sito cui fare riferimento rappresentava in certa misura una forma di stabilità, che prescindeva dal non avere un luogo fisico di appartenenza /
il nome poplife nasce anch'esso nella spontaneità del gioco / Continua a leggere ->

