feb 2010

Teatrismi (4)

{di Paolo Zaffaina}

Ho deciso che questo mese darò alla rubrica un taglio serio e professionale mantenendo un atteggiamento austero e adeguatamente distaccato in modo tale da dare al tutto una parvenza di estrema serietà rincuorando il B.V.M.S. il quale piange lacrime amare ogni qual volta vede apparire i miei “articoli” sullo schermo del suo iPhone ultramodernoconuna-crepanelmezzo; quindi, nel rispetto di ciò che ho appena detto comincerò con un sondaggio.

Quanti di voi hanno acquistato o almeno pensato di acquistare un libro contenete un testo teatrale nell’arco della propria esistenza?
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Micro

{di Michele Risi}

turbamento
un tempo che non sia questo, prego

a te
se non ci sei non sai
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Pillole: diario di un photo-addicted (3)

Bangkok
{di Gabriele Naia}

bangkok_ridotto

Molta fotografia si basa sull’idea che l’immagine fotografica è una realtà a sé. L’inquadratura e il taglio rappresentano strumenti utili a delimitare una superficie di mondo teoricamente infinita. Delimitando questa superficie si isola un oggetto, una persona da tutto il resto, li si ingloba in una composizione specifica – e così facendo si crea una sorta di microcosmo autosufficiente.Continua a leggere ->

Vandali della matassa: posso scrivere?

{di Alessandro Romeo}

Uno dei problemi derivati dalla scrittura su schermo è che, per via di menù, righelli e barre, la pagina non è mai bianca. Ommwriter risolve la cosa presentandosi come un programma di scrittura in cui si vede solo quello che scrivi. C’è un menù, a scomparsa, con il quale puoi scegliere tra un paio di sfondi e una decina di musiche ambient differenti, ma per il resto ci sei tu con le tue parole e basta. Se ti piace scrivere sparando la musica a palla, con mezzo piatto di bucatini tra te e il computer, digitando con le uniche dita non sporcate di sugo (i mignoli), mentre parli al telefono con un tuo amico e fuori dalla tua finestra ci sono gli operai che riparano la grondaia a martellate, Ommwriter non è il programma per te. Se invece ti piace scrivere in un’atmosfera tranquilla e intima, col telefono staccato e una parete bianca davanti a te, Ommwriter è quello che ti serve.

L’altro problema di chi scrive al computer sono gli errori di battitura. C’è poco da fare, per quante volte tu legga e rilegga quello che hai scritto non li beccherai mai tutti. Il trucco è uno solo: cambiare completamente l’impaginazione. Se non hai voglia di farlo tu manualmente c’è un programma che lo fa per te:
Tofu. Ti reimpagina quello che hai scritto con un click e tu ci risparmi tempo e diotrie.

About a record (3)

Fine Before You Came, Sfortuna
{di Alessandro Milanese}

Allora, per una volta, una volta sola, facciamo qualcosa di pratico, di funzionale.
OK.
Ecco
il link, il collegamento. Adesso mentre state leggendo questo pezzo scaricate gratuitamente, dal loro sito, il disco nuovo dei F.B.Y.C.
Bene, è partito?
Ottimo (mi dovete un favore), a questo punto parto anch’io.
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Milan l'è un gran birrùn

Signore e signorine e signorette, e che i signori restino fuori! Domani sabato 6 febbraio il vostro piccolo opuscolo preferito sarà al Mi Ami Ancora, al Leoncavallo S.P.A. perché con la scusa del Mi Ami Ancora abbiamo organizzato un epico incontro tra riviste che si fregia del nome di: banchetto di cinque riviste che stanno lì, al Mi Ami Ancora. Se ci inonderete d’amore, come l’evento richiede, potrete andarvene con un po’ di copie di Eleanore Rigby, Colla, Follelfo, El Aleph, e ovviamente il vostro opuscolo preferito (quello da attaccare alle pareti per nascondere i buchi del martello). Dalle 17 in avanti, fino all’alba - se resistiamo. Venite, divertitevi, amiamoci, e ascoltiamo buona musica.

febb_6_miamiancora

Bar NordEst (5)

{di Massimiliano Santarossa}

Entra Boracho, si siede, mi guarda e dice:
«Le donne sono tutte puttane.»

Si sistema il basco, si strofina le palle, e continua:
«E ricorda sempre, ragazzo, non andare mai con le turche. Gli puzza la pelle. Cazzo, le turche, mangiano cariole di aglio. Davvero troppo aglio, mangiano le turche.»

Poi riflette, uccide il bicchiere, e riprende:
«Ma finché l’uomo non capisce che le donne sono migliori dell’uomo, allora non sarà mai uomo veramente.»

Io non apro bocca. Lui si alza, fa un saluto militare, esce.

Grosso guaio a Teletubbi-landia

{di Carlo Maria Miele}

Il produttore della Bbc, Billy Olsen, assicurò che nulla era stato toccato. La scena che avevano davanti era la stessa che aveva trovato lui stesso solo un’ora prima, quando lo avevano avvertito. Tinky Winky giaceva riverso nel laghetto con la stessa espressione inebetita che teneva quando era in vita. Il lungo corpo grasso ricoperto di pelliccia viola giaceva immerso nell’acqua fino alla vita. Teneva avvinghiata al petto la borsetta rossa dalla quale non si separava mai e dal monitor grigiastro che gli ricopriva lo stomaco arrivava ancora qualche scarica elettrica, come quelle di un televisore andato in corto circuito. Una specie di rantolo sempre più affievolito per un corpo che la vita stava abbandonando. Continua a leggere ->

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Il mese di gennaio 2010.