dic 2009

Pillole: diario di un photo-addicted (2)

Notaio
{di Gabriele Naia}

August Sander è, in ambito fotografico, uno di quei nomi davanti ai quali bisogna levarsi il cappello e fare un grande inchino. Molti elementi fondamentali per capire gran parte della fotografia contemporanea vengono, infatti, precisamente da lui. Parole come «serie», «oggettività», «distacco emotivo» fanno parte del vocabolario senza il quale un sacco di opere fotografiche, prodotte dagli anni Sessanta-Settanta ad oggi, difficilmente si apprezzano a pieno.
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Frankenstein

{di Livia Di Pasquale}

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Ci sono storie che tutti conoscono. O forse no. Frankenstein appartiene al limbo di queste narrazioni così famose da essere ai più in realtà sconosciute. Libri di cui tutti parlano, citati in centinaia di altre opere, ma che in pochi hanno letto davvero.
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Numero 28

28

Eccoti il #28 di inutile, fresco fresco. Con un racconto di Ilaria Vajngerl, un articolo di Michele Filippo Fontefrancesco, una recensione di MS, una poesia di Terry Boligol, e la consueta playlist di Enzo e la Fagotta di Polaroid. Il disegno del poster è di Christina Gransow, cui vanno i nostri teutonici ringraziamenti.

E un editoriale dell’ispettore Coliandro...

Il padre di Giulia

{di Viviana Capurso}

Quell’estate tornavo dal mare in anticipo, a causa degli esami.
L’abbronzatura evidente – un’assoluta novità per me – ci rendeva tutti uguali all’Esselunga di Washington.
Eravamo un mucchio di milanesi con la scritta “sonostatoaSanta-chefigata-sempresole” tatuato provvisoriamente sulla pelle.
Tanti soldatini abbronzati in coda alle casse.
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L'insalata @ Spinea

Sabato 12 dicembre, al pub Nebri di Spinea (dove già siamo stati un paio di volte) presenteremo Come l’insalata sotto la neve, romanzo d’esordio di Luca Gallo, edito da Intermezzi editore (quelli dell’amica Ilaria Giannini).

Siete tutti caldamente invitati a passare, dalle 18 e per un’oretta abbondante, per parlare del libro, sentire le letture musicate all’impronta, insomma: passare un ottimo sabato pomeriggio.

Sabato 12 dicembre, ore 18 @ pub Nebri, V. Cattaneo 9, Spinea (Ve).

Qui il comunicato stampa, questa la locandina:

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About a record (2)

Julian Plenti, Julian Plenti... Is Skyscraper
{di Alessandro Milanese}

Partiamo subito chiarendo alcuni punti fondamentali.
- Gli
Interpol sono un gruppo trendy e probabilmente sopravvalutato.
- Sono assolutamente derivativi, sezione ritmica e voce direttamente da Ian Curtis e i suoi Joy Division,.
- Dal vivo sono decisamente scialbi e spesso sottotono.
-
Paul Banks, voce, chitarra ritmica e mente del gruppo, non è quel che si dice un cantante, anzi.

Dopo aver precisato questo, faccio outing e ammetto, solennemente.
Io, li, adoro.
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Bar Nordest (tre)

{di Massimiliano Santarossa}

Entra l’artista del paese, si siede, mi guarda e dice:
«Mi piacciono le sfumature di colore. Cerco di mettere assieme quelle che tra loro si amano. Non mi interessa la tecnica, lo stile e nemmeno la perfezione. Mi piace quando le sfumature si abbracciano. Tutto qui. Così so che faranno l’amore, nella mia testa e negli occhi altrui».

Si tocca i capelli lunghi, mi sorride e continua:
«La scuola, l’università e i professori, i corsi master esami voti, e le regole, sono tutte cose che creano schemi e caricano pesi. L’artista deve abbattere gli schemi e buttare i pesi, meglio ancora sarebbe evitarli da subito. Arte come assenza».

Attende una mia parola, che non arriva, così conclude:
«La mia vita è un laboratorio. Rivoluzione, del pensiero. Rivoluzione, del messaggio. Rivoluzione, di me stesso».

Non so cosa dire. Sto zitto. Lui prende e se ne va.

Zufoli e belli pensieri

{di Alessandro Romeo}

Sono un simpatico ragazzo pachistano che vende zufoletti all’angolo della strada. Vendo anche maglioni in lana cotta e quadernini dove annotare i belli pensieri, con delle rose in copertina o dei bouganville, o delle azalee. Si tratta di fiori che stimolano i belli pensieri e la voglia di comunicare con qualcuno, poi siccome quel qualcuno non sempre c’è allora ecco il quadernetto dei belli pensieri che corre in nostro soccorso! Gli zufoletti emettono due o tre suoni a seconda di quanto costano. Sono di bambù annodati con della lana rossa o verde o gialla o tutticolori. In realtà non c’entrano niente col Pakistan, c’entrano di più con gli indiani d’America, ma la gente non ci fa caso anche perché molti pensano che io sia indiano (dell’India) e la gente non sempre sa che l’indiano dell’India non è la stessa cosa dell’indiano d’America.Continua a leggere ->

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Il mese di novembre 2009.Continua a leggere ->