buona la prossima/16
26/12/08 23:29 Archiviato in:romanzo
Ho ancora la forza
{di Matteo Scandolin}
Credevamo nelle piccole cose, credevamo nelle belle cose: nelle rivoluzioni che prima di cambiare il pianeta cambiano noi stessi, nella cultura alta e pura, che non serve a fare soldi. Credevamo che un giorno il mondo sarebbe stato migliore, e forse anche per merito nostro, perché non ne potevamo più di tutto quello schifo. Credevamo nelle libertà vere di tutti, non nei vaneggiamenti di un omino in doppiopetto. Nella fondamentale validità delle parole e la bellezza del loro suono, la loro musicalità. Credevamo che la vita fosse, in fin dei conti, qualcosa di meritevole di essere vissuto, credevamo che avremmo fatto, in fin dei conti, qualcosa di buono. Credevamo nella maledizione del tempo, che passa veloce. Nella somma dei gesti genuini e coerenza che dovrebbero caratterizzare una persona, credevamo nei libri, e negli uomini, e nel bisogno disperato del silenzio. Eravamo ottimisti: credevamo nel futuro.Continua a leggere ->
{di Matteo Scandolin}
Credevamo nelle piccole cose, credevamo nelle belle cose: nelle rivoluzioni che prima di cambiare il pianeta cambiano noi stessi, nella cultura alta e pura, che non serve a fare soldi. Credevamo che un giorno il mondo sarebbe stato migliore, e forse anche per merito nostro, perché non ne potevamo più di tutto quello schifo. Credevamo nelle libertà vere di tutti, non nei vaneggiamenti di un omino in doppiopetto. Nella fondamentale validità delle parole e la bellezza del loro suono, la loro musicalità. Credevamo che la vita fosse, in fin dei conti, qualcosa di meritevole di essere vissuto, credevamo che avremmo fatto, in fin dei conti, qualcosa di buono. Credevamo nella maledizione del tempo, che passa veloce. Nella somma dei gesti genuini e coerenza che dovrebbero caratterizzare una persona, credevamo nei libri, e negli uomini, e nel bisogno disperato del silenzio. Eravamo ottimisti: credevamo nel futuro.Continua a leggere ->
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Che giorno era, martedì?
23/12/08 10:53 Archiviato in:racconto
{di Gabriele
Naia}
con quelle forbici non sapeva granché cosa fare, ma le aveva prese in mano e ora stava tagliuzzando a caso dei fogli trovati lì sopra la scrivania
quanti fogli bianchi, pensava, tutti sopra quel tavolo... che se ne faceva Sandro di tutti quei fogli bianchi?
dalla finestra spalancata entravano il sole e i pollini che la facevano starnutire, ma le andava bene così, perché con quel profumo di primavera si sentiva bene; e non le pesava la febbre appena smaltita, né i brutti ricordi della litigata della sera primaContinua a leggere ->
con quelle forbici non sapeva granché cosa fare, ma le aveva prese in mano e ora stava tagliuzzando a caso dei fogli trovati lì sopra la scrivania
quanti fogli bianchi, pensava, tutti sopra quel tavolo... che se ne faceva Sandro di tutti quei fogli bianchi?
dalla finestra spalancata entravano il sole e i pollini che la facevano starnutire, ma le andava bene così, perché con quel profumo di primavera si sentiva bene; e non le pesava la febbre appena smaltita, né i brutti ricordi della litigata della sera primaContinua a leggere ->
Bagagli
19/12/08 03:08 Archiviato in:racconto
{di Viviana
Capurso}
Nella stanza di Claudia il vento fa muovere le doppie tende. Bordeaux sotto, arancio in organza sopra. Si intonano perfettamente con quello strano colore delle pareti, una sorta di spatolato albicocca. Comunque era perfetto quando è entrata in casa e questo le basta. Questa casa le è già costata un botto.
Le tende le fanno il solletico mentre fa avanti e indietro tra il letto e l’armadio. Ha ancora mal di schiena per averlo spostato.
Il trolley nero e acciaio, terribilmente hi-tech , è buttato sul letto. Disfatto. Disfatto il letto perché Claudia non lo rifà mai. Disfatto il trolley perché Claudia continua a fare avanti e indietro senza riuscire a riempirlo.Continua a leggere ->
Nella stanza di Claudia il vento fa muovere le doppie tende. Bordeaux sotto, arancio in organza sopra. Si intonano perfettamente con quello strano colore delle pareti, una sorta di spatolato albicocca. Comunque era perfetto quando è entrata in casa e questo le basta. Questa casa le è già costata un botto.
Le tende le fanno il solletico mentre fa avanti e indietro tra il letto e l’armadio. Ha ancora mal di schiena per averlo spostato.
Il trolley nero e acciaio, terribilmente hi-tech , è buttato sul letto. Disfatto. Disfatto il letto perché Claudia non lo rifà mai. Disfatto il trolley perché Claudia continua a fare avanti e indietro senza riuscire a riempirlo.Continua a leggere ->
Visite di cortesia
16/12/08 19:37 Archiviato in:racconto
{di
Tommaso
Raimo}
“... se pensi che il mio aspetto sia ridicolo,
dovresti vedermi quando faccio l’imitazione di Neil Young
seduto sulla tazza del cesso...”
... e questo vale per quando sono al chiuso, nella mia intimità, tiri-tiri-tiri quando vengono gli zii, i giorni di festa, che vogliono fare gli auguri, di solito cerco il modo per demoralizzarli. L’altra volta ho messo un film ed ho detto per favore di fare silenzio, che era bello.Continua a leggere ->
“... se pensi che il mio aspetto sia ridicolo,
dovresti vedermi quando faccio l’imitazione di Neil Young
seduto sulla tazza del cesso...”
... e questo vale per quando sono al chiuso, nella mia intimità, tiri-tiri-tiri quando vengono gli zii, i giorni di festa, che vogliono fare gli auguri, di solito cerco il modo per demoralizzarli. L’altra volta ho messo un film ed ho detto per favore di fare silenzio, che era bello.Continua a leggere ->
Capitavo qui per caso
14/12/08 02:03 Archiviato in:capitavo qui
per caso
Porte aperte a tutte le chiavi (di ricerca)
{di Ferdinando Guadalupi}Salve a tutti!
Giusto per non fare quello che non si omologa alla massa (la doppia negazione sta lì solo per incasinarvi la lettura), è tempo di crisi.
E così troviamo chi propone: “affitto villa prestigiosa a cortina a capodanno”; ma ne hai proprio bisogno? Ma per fortuna troviamo anche un avventuroso “come aprire una casa editrice online” e un innovativo “come aprire studio dentistico su strada” (be’, questo un pochino avventuroso lo è...).
Sempre per la serie dei “come”, questi due li inviterei ad un Carramba: “come scoparsi la moglie dell amico”... “come mia moglie vuole essere scopata”; e sentirei anche la versione della moglie.
Chiudo con un annuncio, forse uno in cerca di lavoro: “giro birra”. Il mestiere del futuro.
Be’, mi sa che ci rivedremo nel 2009. Come me vi invito a dire NO al taglio dei tassi da parte della Bce; in fondo quei poveri animaletti non hanno mai fatto male a nessuno... le loro controparti femminili piuttosto... Ciao!
buona la prossima/15
12/12/08 23:39 Archiviato in:romanzo
And so we end the chapter
{di Matteo Scandolin}
Che Dio, se mai esistesse, mi strafulmini se quello non assomiglia a Mauro Repetto. Lo fisso mentre sorseggio un costosissimo caffè, tra l’altro piuttosto cattivo, mentre fuori Liverpool si abbandona a una pioggia da poco, che durerà poco e mi lascerà in bocca un sapore da poco.
«Com’è?» mi chiede Valentina. Alzo le spalle. «Fa schifo» le dico e la bacio sulla guancia. «Davvero?» Annuisco, la bacio ancora. «Ma non importa.» «Scusami, è che volevo provare ‘sto maledetto Starbucks.» «Non ti preoccupare, non importa.» La bacio di nuovo e per un paio di minuti siamo troppo impegnati a farci il solletico, soffiarci sul collo, baciarci sul naso e quelle cose cretine che fanno i turisti in viaggio di nozze.Continua a leggere ->
{di Matteo Scandolin}
Che Dio, se mai esistesse, mi strafulmini se quello non assomiglia a Mauro Repetto. Lo fisso mentre sorseggio un costosissimo caffè, tra l’altro piuttosto cattivo, mentre fuori Liverpool si abbandona a una pioggia da poco, che durerà poco e mi lascerà in bocca un sapore da poco.
«Com’è?» mi chiede Valentina. Alzo le spalle. «Fa schifo» le dico e la bacio sulla guancia. «Davvero?» Annuisco, la bacio ancora. «Ma non importa.» «Scusami, è che volevo provare ‘sto maledetto Starbucks.» «Non ti preoccupare, non importa.» La bacio di nuovo e per un paio di minuti siamo troppo impegnati a farci il solletico, soffiarci sul collo, baciarci sul naso e quelle cose cretine che fanno i turisti in viaggio di nozze.Continua a leggere ->
Spargendo musica e parole sui treni
09/12/08 03:31 Archiviato in:articolo
{di
Devis
Bellucci}
È nato tutto perché sono cresciuto a scatolette e interRail. Mi dispiace che l’interRail stia morendo, visto che oggi costa molto meno attaccare sei o sette voli low-cost e andare con dieci Euro e due ore da Lisbona a Londra, mentre io ci impiegavo quattro giorni. Il fatto è che nel treno i messaggi restano. Mi diceva un amico writer: scrivi sui fianchi dei treni. Le tue parole e le tue immagini arrivano ovunque. Quell’amico mi aveva dato un buono spunto.Continua a leggere ->
È nato tutto perché sono cresciuto a scatolette e interRail. Mi dispiace che l’interRail stia morendo, visto che oggi costa molto meno attaccare sei o sette voli low-cost e andare con dieci Euro e due ore da Lisbona a Londra, mentre io ci impiegavo quattro giorni. Il fatto è che nel treno i messaggi restano. Mi diceva un amico writer: scrivi sui fianchi dei treni. Le tue parole e le tue immagini arrivano ovunque. Quell’amico mi aveva dato un buono spunto.Continua a leggere ->
Intervista a Stefano Chiesi Mazzanti
02/12/08 00:01 Archiviato in:intervista
{di Manuela
Minelli}
Stefano Chiesi Mazzanti è uno scrittore bolognese oggi al suo terzo libro. Il primo Il mio nome è Giulio… Giuulio Cesare!, ma anche il secondo Alla ricerca di Nerone, sono divertentissime e avventurose storie per ragazzi che, con la scusa di stimolare la fantasia dei giovanissimi, senza farsene accorgere, insegnano pure un po’ di storia. Stefano non solo si è divertito a creare i personaggi, ma per completare l’opera, li ha anche disegnati, dandogli una fisionomia a metà tra un fumetto e una favola.
Oggi Stefano Chiesi Mazzanti è al suo terzo romanzo L’ultima chiamata, una storia di stupro e di violenza, qualcosa di totalmente diverso dalle storie precedenti.
Ma chi è questo signore smilzo, con l’aria birbante da eterno ragazzino e il ciuffo ribelle?Continua a leggere ->
Stefano Chiesi Mazzanti è uno scrittore bolognese oggi al suo terzo libro. Il primo Il mio nome è Giulio… Giuulio Cesare!, ma anche il secondo Alla ricerca di Nerone, sono divertentissime e avventurose storie per ragazzi che, con la scusa di stimolare la fantasia dei giovanissimi, senza farsene accorgere, insegnano pure un po’ di storia. Stefano non solo si è divertito a creare i personaggi, ma per completare l’opera, li ha anche disegnati, dandogli una fisionomia a metà tra un fumetto e una favola.
Oggi Stefano Chiesi Mazzanti è al suo terzo romanzo L’ultima chiamata, una storia di stupro e di violenza, qualcosa di totalmente diverso dalle storie precedenti.
Ma chi è questo signore smilzo, con l’aria birbante da eterno ragazzino e il ciuffo ribelle?Continua a leggere ->

