buona la prossima/9
30/08/08 19:21 Archiviato in:romanzo
Persino i ricordi un giorno mi lasceranno
{di Matteo Scandolin}
Oggi ho la febbre, sto a letto e dormo. Quando mi sveglio, penso molto. Poi dormo ancora.
-- continua venerdì 12 settembre --
{per l’elenco delle puntate: qui}
{di Matteo Scandolin}
Oggi ho la febbre, sto a letto e dormo. Quando mi sveglio, penso molto. Poi dormo ancora.
-- continua venerdì 12 settembre --
{per l’elenco delle puntate: qui}
Poesie
26/08/08 07:45 Archiviato in:poesia
{di
Alessandro
Monticelli}
Ti sei allontanata con dovizia di particolari
E il passato puntuale e noioso
Ora mi incalza in forma di ricordo, rimpianto
di rimorso.
Ma la mia vera malinconia è quella del futuro.
Il suono di quella nota tenuta a lungo sulle labbra
E che poco prima dell’applauso si spezza.
A Bucarest ha appena smesso di piovere
A Bucarest ha appena smesso di piovere
E l’Air Force One svetta alto e calmo
Sulle nostre teste.
Di sera la precarietà dell’amore taglia
Come un coltello e le gocce di sangue
Impastano la bocca di amanti al telefono.
Stiamo camminando verso regni più bassi
Dove prendersi veloci come cani chiusi in un garage.
Ma a volte il corpo chiede ancora un po’di anima
Per tutti coloro che credono di non averne bisogno.
Ti sei allontanata con dovizia di particolari
E il passato puntuale e noioso
Ora mi incalza in forma di ricordo, rimpianto
di rimorso.
Ma la mia vera malinconia è quella del futuro.
Il suono di quella nota tenuta a lungo sulle labbra
E che poco prima dell’applauso si spezza.
A Bucarest ha appena smesso di piovere
A Bucarest ha appena smesso di piovere
E l’Air Force One svetta alto e calmo
Sulle nostre teste.
Di sera la precarietà dell’amore taglia
Come un coltello e le gocce di sangue
Impastano la bocca di amanti al telefono.
Stiamo camminando verso regni più bassi
Dove prendersi veloci come cani chiusi in un garage.
Ma a volte il corpo chiede ancora un po’di anima
Per tutti coloro che credono di non averne bisogno.
Charme sincopato [chiacchiere di musica/8]
22/08/08 19:53 Archiviato in:charme
sincopato
{di Gabriele
Naia}
L’altra volta si è parlato di arte e moralità. Sono venuti fuori Baricco e Kubrick, con in mezzo Beethoven e Webern. Mi rendo conto che il discorso è stato superficiale e frettoloso, molto probabilmente non si è nemmeno capito quale sia il mio punto di vista in proposito. Ma va bene così, lo spazio era poco, e quel che volevo era abbozzare semplicemente uno spunto di riflessione, fermare per cinque minuti l’attenzione su questioni simili. Poi, ormai lo sapete, qui si chiacchiera.Continua a leggere ->
L’altra volta si è parlato di arte e moralità. Sono venuti fuori Baricco e Kubrick, con in mezzo Beethoven e Webern. Mi rendo conto che il discorso è stato superficiale e frettoloso, molto probabilmente non si è nemmeno capito quale sia il mio punto di vista in proposito. Ma va bene così, lo spazio era poco, e quel che volevo era abbozzare semplicemente uno spunto di riflessione, fermare per cinque minuti l’attenzione su questioni simili. Poi, ormai lo sapete, qui si chiacchiera.Continua a leggere ->
Falsomontaliano
19/08/08 04:01 Archiviato in:poesia
{di Alessandro
Romeo}
Il senso dei miei scritti in un accento
sbagliato. Quello che fece della parola
“pagina”, “pagìna”. Dolce assonanza
che mai mi stanca.
In un accento il segreto
dell’ispirazione.
Mai paura di una “pagìna bianca”.
[E. Montale, Iniziazione, Isola d’Elba, 1971]
Il senso dei miei scritti in un accento
sbagliato. Quello che fece della parola
“pagina”, “pagìna”. Dolce assonanza
che mai mi stanca.
In un accento il segreto
dell’ispirazione.
Mai paura di una “pagìna bianca”.
[E. Montale, Iniziazione, Isola d’Elba, 1971]
buona la prossima/8
15/08/08 13:18 Archiviato in:romanzo
All I ask of you is believe
{di Matteo Scandolin}
«Aveva la faccia del cantante dei B52’s, capisci? Come fai a prendere sul serio uno così?»
Valentina ride. «Ma aveva anche i capelli, del cantante?»
Mi alzo su un braccio e la bacio, poi torno a distendermi. Rimango in silenzio per un paio di minuti, lei continua ad accarezzarmi, lentamente, il braccio. Sono rimasto in silenzio per quasi tutte le due ore che sono passate da quando siamo andati a letto, e devo ringraziarla perché non mi mette fretta, non vuole farmi sfogare per forza, lascia che sia io a parlare, quando ne ho voglia.
Una santa.Continua a leggere ->
{di Matteo Scandolin}
«Aveva la faccia del cantante dei B52’s, capisci? Come fai a prendere sul serio uno così?»
Valentina ride. «Ma aveva anche i capelli, del cantante?»
Mi alzo su un braccio e la bacio, poi torno a distendermi. Rimango in silenzio per un paio di minuti, lei continua ad accarezzarmi, lentamente, il braccio. Sono rimasto in silenzio per quasi tutte le due ore che sono passate da quando siamo andati a letto, e devo ringraziarla perché non mi mette fretta, non vuole farmi sfogare per forza, lascia che sia io a parlare, quando ne ho voglia.
Una santa.Continua a leggere ->
Per grazia ricevuta
12/08/08 07:26 Archiviato in:racconto
{di
Paolo
Zardi}
«Mi metto qui?»
«No, spostati un po' di più verso la luce.»
«Vuoi che scosti un po' le tende?»
«Solo un po'. Questa penombra va bene.»
«Il lenzuolo?»
«Spostalo sopra le gambe. Ecco, piegalo. Così. Vedi le ombre che fa? Rendono benissimo. Danno profondità, e quindi realismo.»
«Io? Dove mi piazzo?»
«Distenditi. Mettiti comodo. Credo che ci metterò almeno mezz'ora. Vorrei riuscire a cogliere tutta l'intensità della tua espressione.»
«Devo mettere il viso in qualche posizione particolare?»
«Guarda verso di me. Fissami negli occhi, con profondità. Non avere paura. Non avere paura.»Continua a leggere ->
«Mi metto qui?»
«No, spostati un po' di più verso la luce.»
«Vuoi che scosti un po' le tende?»
«Solo un po'. Questa penombra va bene.»
«Il lenzuolo?»
«Spostalo sopra le gambe. Ecco, piegalo. Così. Vedi le ombre che fa? Rendono benissimo. Danno profondità, e quindi realismo.»
«Io? Dove mi piazzo?»
«Distenditi. Mettiti comodo. Credo che ci metterò almeno mezz'ora. Vorrei riuscire a cogliere tutta l'intensità della tua espressione.»
«Devo mettere il viso in qualche posizione particolare?»
«Guarda verso di me. Fissami negli occhi, con profondità. Non avere paura. Non avere paura.»Continua a leggere ->
Charme sincopato [chiacchiere di musica/7]
08/08/08 03:38 Archiviato in:charme
sincopato
{di Gabriele
Naia}
Qualche settimana fa ho riletto L’anima di Hegel e le mucche del Wisconsin, di Alessandro Baricco. Un libricino di un centinaio di pagine neanche, che affronta la rottura avvenuta nel XX secolo tra la musica cosiddetta “colta” e il grande pubblico, divenuto col tempo sempre meno vasto e sempre più di nicchia. La ragione, secondo Baricco, dovrebbe trovarsi nel fatto che questi consumatori, nonché i compositori stessi, si sono progressivamente arroccati nell’idea che la loro sia una musica di grado superiore. Colpa di una tradizione proveniente dal secolo precedente, che dovrebbe però essere adeguatamente rivista. Continua a leggere ->
Qualche settimana fa ho riletto L’anima di Hegel e le mucche del Wisconsin, di Alessandro Baricco. Un libricino di un centinaio di pagine neanche, che affronta la rottura avvenuta nel XX secolo tra la musica cosiddetta “colta” e il grande pubblico, divenuto col tempo sempre meno vasto e sempre più di nicchia. La ragione, secondo Baricco, dovrebbe trovarsi nel fatto che questi consumatori, nonché i compositori stessi, si sono progressivamente arroccati nell’idea che la loro sia una musica di grado superiore. Colpa di una tradizione proveniente dal secolo precedente, che dovrebbe però essere adeguatamente rivista. Continua a leggere ->
Joker: il vero cavaliere oscuro
05/08/08 06:25 Archiviato in:articolo
{di Gabriele
Naia}
Se c’è una cosa di cui l’uomo ha da sempre paura (se non vero e proprio terrore panico) è il caos. Il caos come indecifrato, indifferenziato, dimensione pre-logica, che esce quindi da qualunque schema di comprensione ragionevole. L’intera storia dell’Occidente si può dire essere una progressiva emancipazione da questa angoscia primordiale; l’Iperuranio platonico è stata la prima grande macchina costruita contro questa presenza inquietante, e la scienza moderna la sua naturale prosecuzione. Continua a leggere ->
Se c’è una cosa di cui l’uomo ha da sempre paura (se non vero e proprio terrore panico) è il caos. Il caos come indecifrato, indifferenziato, dimensione pre-logica, che esce quindi da qualunque schema di comprensione ragionevole. L’intera storia dell’Occidente si può dire essere una progressiva emancipazione da questa angoscia primordiale; l’Iperuranio platonico è stata la prima grande macchina costruita contro questa presenza inquietante, e la scienza moderna la sua naturale prosecuzione. Continua a leggere ->
Capitavo qui per caso
03/08/08 09:25 Archiviato in:capitavo qui
per caso
Porte aperte a tutte le chiavi (di ricerca)
{di Ferdinando Guadalupi}
Puntata estiva, questa. Fortunatamente alcuni non sono andati in vacanza, e, anzi, hanno deciso di regalarci (a noi della redazione) alcune perle per questa rubrichina.
Voglia di sperimentare nuovi sapori? Allora vi consiglio di “comprare carne di canguro on line”. Poi... preparatevi alla raffica (e mettete a letto i bambini...): “mia moglie e/e’/è - tre ricerche diverse per una progressiva scoperta del tasto con la “e” accentata - una troia”; poi l’aggiunta “mia moglie e' un puttana troia”; perplesso dall’articolo maschile, l’amico passa a “ho fatto scopare mia moglie con un trans”; infine si rende conto di essere un “marito guardone”. Concludo con questa, ché è esilarante: “incenso tra madre e figlio scopate”; suppongo che sarebbe stato meglio un “incesto”, al posto dell’”incenso”...
{di Ferdinando Guadalupi}
Puntata estiva, questa. Fortunatamente alcuni non sono andati in vacanza, e, anzi, hanno deciso di regalarci (a noi della redazione) alcune perle per questa rubrichina.
Voglia di sperimentare nuovi sapori? Allora vi consiglio di “comprare carne di canguro on line”. Poi... preparatevi alla raffica (e mettete a letto i bambini...): “mia moglie e/e’/è - tre ricerche diverse per una progressiva scoperta del tasto con la “e” accentata - una troia”; poi l’aggiunta “mia moglie e' un puttana troia”; perplesso dall’articolo maschile, l’amico passa a “ho fatto scopare mia moglie con un trans”; infine si rende conto di essere un “marito guardone”. Concludo con questa, ché è esilarante: “incenso tra madre e figlio scopate”; suppongo che sarebbe stato meglio un “incesto”, al posto dell’”incenso”...
buona la prossima/7
01/08/08 01:41 Archiviato in:romanzo
Neanche Giulio Cesare
{di Matteo Scandolin}
Un attimo fa stavo controllando il numero di telefono del ristorante giapponese di Venezia, magari ci porto Valentina una di queste sere; adesso ho Alvise davanti che mi guarda e sorride, ma c’ha il sorriso nervoso e istintivamente prendo una lunga boccata d’aria.
«Ti va di parlare un attimo?» Va in sala riunioni. Alè. Lo seguo, mi faccio un caffè e mi parte la cialda, di nuovo. Bestemmio, ne metto un’altra e mi volto verso di lui. «Caffè?» Scuote il capo. Mi siedo e incrocio le braccia.
«Ho pensato una cosa.» Io zitto. «Riguarda Gianluca.» Bevo un sorsetto di caffè, e giuro che questa non me l’aspettavo. Alvise balbetta qualcosa e non capisco esattamente che cosa vuole dire, ma intuisco dove vuole andare a parare. Intuisco, però, soltanto: e la cosa mi fa incazzare parecchio.
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{di Matteo Scandolin}
Un attimo fa stavo controllando il numero di telefono del ristorante giapponese di Venezia, magari ci porto Valentina una di queste sere; adesso ho Alvise davanti che mi guarda e sorride, ma c’ha il sorriso nervoso e istintivamente prendo una lunga boccata d’aria.
«Ti va di parlare un attimo?» Va in sala riunioni. Alè. Lo seguo, mi faccio un caffè e mi parte la cialda, di nuovo. Bestemmio, ne metto un’altra e mi volto verso di lui. «Caffè?» Scuote il capo. Mi siedo e incrocio le braccia.
«Ho pensato una cosa.» Io zitto. «Riguarda Gianluca.» Bevo un sorsetto di caffè, e giuro che questa non me l’aspettavo. Alvise balbetta qualcosa e non capisco esattamente che cosa vuole dire, ma intuisco dove vuole andare a parare. Intuisco, però, soltanto: e la cosa mi fa incazzare parecchio.
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