La vita pura
28/04/09 00:00 Archiviato in:racconto
{di Marco
Montanaro}
È inutile stare a pensarci. È passato del tempo, io non – non ricordo, ecco, com’è iniziata ma la scelta, la scelta, è stata presa anni fa. Sarebbe come chiedersi – non so se ci si pensa mai, poi – perché si è figli di quelle persone e non di altre, perché si è nati in un posto piuttosto che in un altro e – ma io sono nato lì, per questo ho scelto, ho scelto una cosa piuttosto che un’altra – non dico niente, non dico che è stato bene o male, dico solo che è questo, che è questo che ho fatto – io, anni fa.
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È inutile stare a pensarci. È passato del tempo, io non – non ricordo, ecco, com’è iniziata ma la scelta, la scelta, è stata presa anni fa. Sarebbe come chiedersi – non so se ci si pensa mai, poi – perché si è figli di quelle persone e non di altre, perché si è nati in un posto piuttosto che in un altro e – ma io sono nato lì, per questo ho scelto, ho scelto una cosa piuttosto che un’altra – non dico niente, non dico che è stato bene o male, dico solo che è questo, che è questo che ho fatto – io, anni fa.
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Capitavo qui per caso
26/04/09 10:27 Archiviato in:capitavo qui
per caso
Porte aperte a tutte le chiavi (di ricerca)
{di Ferdinando Guadalupi}
Bene bene, salve a tutti. Nuovi antichi profumi tornano a spargersi nell’aere: è la primavera, come cantava Marina Rei. Questa puntata sarà quindi dedicata a quel nonsoché che spinge uomini e donne a sentire scorrere l’ammòre, quello con la A maiuscola, nelle proprie vvène, quelle con la V maiuscola.
Bando alle ciance, e via alle danze!Continua a leggere ->
{di Ferdinando Guadalupi}
Bene bene, salve a tutti. Nuovi antichi profumi tornano a spargersi nell’aere: è la primavera, come cantava Marina Rei. Questa puntata sarà quindi dedicata a quel nonsoché che spinge uomini e donne a sentire scorrere l’ammòre, quello con la A maiuscola, nelle proprie vvène, quelle con la V maiuscola.
Bando alle ciance, e via alle danze!Continua a leggere ->
IP... for the rest of us (8)
La prima volta che ho visto la SIAE
{di Virginia Paparozzi}
La prima volta che ho visto la SIAE è stata in un momento un po’ particolare. Verso la fine dello spettacolo, dietro le quinte, in mezzo a noi ansiosi prossimi ad entrare in scena. Le quinte in realtà erano l’enorme hall che precedeva la sala in cui c’era lo spettacolo vero e proprio. Io che faccio parte del club degli ansiosi stavo chiaramente bisbigliando la mia parte, se non sbaglio vestita da catechista, camminando su e giù per la salaContinua a leggere ->
{di Virginia Paparozzi}
La prima volta che ho visto la SIAE è stata in un momento un po’ particolare. Verso la fine dello spettacolo, dietro le quinte, in mezzo a noi ansiosi prossimi ad entrare in scena. Le quinte in realtà erano l’enorme hall che precedeva la sala in cui c’era lo spettacolo vero e proprio. Io che faccio parte del club degli ansiosi stavo chiaramente bisbigliando la mia parte, se non sbaglio vestita da catechista, camminando su e giù per la salaContinua a leggere ->
Domenica
21/04/09 02:10 Archiviato in:racconto
{di Ilaria
Giannini}
Come Ilaria ci ha gentilmente fatto notare, ci siamo dimenticati di dire che questo è il primo capitolo del suo nuovo romanzo, I provinciali. Ci cospargiamo il capo di briciole di pane (la cenere no, però, eh!).
Siamo tutti qui, come ogni domenica. Seduti al vecchio tavolo di noce a passarci piatti fumanti e il fiasco del vino. Ci sono tutti, che il pranzo della domenica non ammette assenti. Mia moglie, mia figlia maggiore con suo marito, mia figlia minore, mio nipote, la mia nipotina. Ci sono anche io, che sono morto ormai da cinque anni. Eppure ogni domenica li guardo mangiare, parlare, ridere, discutere. Osservo la piega che solca il viso di mia figlia Emma e le mani annerite di suo marito Lorenzo, studio le rughe di Concetta, l’espressione assente di Lucia, la lentezza di Andrea, la risata di Chiara, l’unica che mi somiglia davvero. Mi chiamo Gino e ho 68 anni, o almeno li avevo prima dell’infarto, da lì ho smesso di contare gli anni, che l’età perde d’importanza quando si muore. Continua a leggere ->
Come Ilaria ci ha gentilmente fatto notare, ci siamo dimenticati di dire che questo è il primo capitolo del suo nuovo romanzo, I provinciali. Ci cospargiamo il capo di briciole di pane (la cenere no, però, eh!).
Siamo tutti qui, come ogni domenica. Seduti al vecchio tavolo di noce a passarci piatti fumanti e il fiasco del vino. Ci sono tutti, che il pranzo della domenica non ammette assenti. Mia moglie, mia figlia maggiore con suo marito, mia figlia minore, mio nipote, la mia nipotina. Ci sono anche io, che sono morto ormai da cinque anni. Eppure ogni domenica li guardo mangiare, parlare, ridere, discutere. Osservo la piega che solca il viso di mia figlia Emma e le mani annerite di suo marito Lorenzo, studio le rughe di Concetta, l’espressione assente di Lucia, la lentezza di Andrea, la risata di Chiara, l’unica che mi somiglia davvero. Mi chiamo Gino e ho 68 anni, o almeno li avevo prima dell’infarto, da lì ho smesso di contare gli anni, che l’età perde d’importanza quando si muore. Continua a leggere ->
Le nubi sono già più in là
19/04/09 12:21 Archiviato in:racconto
{di Viviana
Capurso}
Vittorio dà una sbirciata al cellulare.
Poi sbuffa e lo spegne, guardandosi intorno come per verificare che nessuno lo stia controllando.
Lo vedo benissimo. È all’ingresso con Tommaso, il suo cagnolino fedele, che lo guarda adorante. Mi aspetto quasi quasi che gli tiri un bastoncino e lo faccia correre nello store di Abercrombie.
È mezzanotte passata.
Abbiamo riso fino alle lacrime per la scenetta di Melissa, ho lasciato le ragazze a ballare per andare un attimo in bagno.Continua a leggere ->
Vittorio dà una sbirciata al cellulare.
Poi sbuffa e lo spegne, guardandosi intorno come per verificare che nessuno lo stia controllando.
Lo vedo benissimo. È all’ingresso con Tommaso, il suo cagnolino fedele, che lo guarda adorante. Mi aspetto quasi quasi che gli tiri un bastoncino e lo faccia correre nello store di Abercrombie.
È mezzanotte passata.
Abbiamo riso fino alle lacrime per la scenetta di Melissa, ho lasciato le ragazze a ballare per andare un attimo in bagno.Continua a leggere ->
Alla fiera di Martellago
16/04/09 21:50 Archiviato in:inutilmente in
giro
Vi siete mai
chiesti che cos’è una rivista letteraria? E come si
fa, nella pratica di tutti i giorni, una rivista
letteraria? E quali e quante riviste ci sono, in
Italia e nel mondo, che si occupano di letteratura?
Ce lo chiediamo tutti i giorni anche noi!
Venerdì 17 aprile, alle 21 in Piazza Vittoria a Martellago, in occasione della Fiera del libro, parliamone tutti insieme. Magari ci capiamo qualcosa.
Con la redazione di inutile. opuscolo letterario. Cioè noi.
Ce lo chiediamo tutti i giorni anche noi!
Venerdì 17 aprile, alle 21 in Piazza Vittoria a Martellago, in occasione della Fiera del libro, parliamone tutti insieme. Magari ci capiamo qualcosa.
Con la redazione di inutile. opuscolo letterario. Cioè noi.
Intervista ad Adam Cohen
13/04/09 15:38 Archiviato in:intervista
{di Gabriele Naia}
Quando è perché hai iniziato a fotografare?
Ho iniziato a fotografare durante il mio ultimo anno di liceo. Direi che sono un collezionista o comunque qualcuno che cataloga. L’ho sempre fatto, più o meno da quando sono nato. La fotografia mi ha dato modo di fare questo, con i posti in cui sono stato, la gente che ho conosciuto, etc.Continua a leggere ->
IP... for the rest of us (7)
L’assurdo giuridico: la tradizione dello yoga difesa
a colpi di brevetti
{di Antonella Beccaria}
Negli Stati Uniti da tempo ci si stava provando, ma gli indiani devono aver pensato che, se qualcuno deve detenere brevetti (sì, proprio quel titolo che conferisce un monopolio temporaneo sulle invenzioni) sulle posizioni dello yoga, quelli devono essere loro.Continua a leggere ->
{di Antonella Beccaria}
Negli Stati Uniti da tempo ci si stava provando, ma gli indiani devono aver pensato che, se qualcuno deve detenere brevetti (sì, proprio quel titolo che conferisce un monopolio temporaneo sulle invenzioni) sulle posizioni dello yoga, quelli devono essere loro.Continua a leggere ->
Troppi gatti randagi in Wisconsin
07/04/09 00:05 Archiviato in:poesia
{di Francesco
Vico}
Cos’hai pensato quando hai saputo
che nel Wisconsin sparano ai gatti?
sono troppi e son troppo randagi
urgon misure drastiche e urgenti!Continua a leggere ->
Cos’hai pensato quando hai saputo
che nel Wisconsin sparano ai gatti?
sono troppi e son troppo randagi
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Cavoli di Bruxelles
05/04/09 11:41 Archiviato in:racconto
{di Viviana
Capurso}
Veronica posa il cellulare sul comodino. Si alza dal letto king-size e avanza verso lo schermo al plasma Samsung.
La camera è meravigliosa. Vorrebbe potersela godere per un po’. Invece questo convegno è stressantissimo. Non sa chi abbia mai potuto avere l’idea di una tre giorni full immersion di tributario internazionale.
Perché fanno i letti così grandi? Perché uno si senta più solo? Le manca Vittorio che sbuffa mentre dorme...Continua a leggere ->
Veronica posa il cellulare sul comodino. Si alza dal letto king-size e avanza verso lo schermo al plasma Samsung.
La camera è meravigliosa. Vorrebbe potersela godere per un po’. Invece questo convegno è stressantissimo. Non sa chi abbia mai potuto avere l’idea di una tre giorni full immersion di tributario internazionale.
Perché fanno i letti così grandi? Perché uno si senta più solo? Le manca Vittorio che sbuffa mentre dorme...Continua a leggere ->
Rien ne va plus, a Padova!
03/04/09 17:34 Archiviato in:inutilmente in
giro
Domani alle 18, alla
Libreria Draghi di Padova, la congrega
d’inutile accoglierà quel martire di Enrico
Piscitelli, che ha percorso tutto l’Adriatico per
parlare di Rien ne va
plus, di editoria, di
cultura, di cultura ed editoria nel tempo del
digitale che nessuno capisce (neanche noi), e di
tante altre cose.
Tutto questo grazie al beneplacito degli organizzatori del Festival della cittadinanza. E se non venite, vi togliamo il saluto.
Tutto questo grazie al beneplacito degli organizzatori del Festival della cittadinanza. E se non venite, vi togliamo il saluto.

