Amor fou: Cento giorni da oggi

{di Alessandro Milanese}

Premesse:
- Alessandro Raina canta in maniera meravigliosa.
- Certi dischi e certe canzoni, solitamente mi appassionano in momenti particolari (chiamiamoli melensi).

Gli Amor fou sono il classico gruppo che (per uno come me che sostiene di ascoltare e di aver ascoltato tanta musica) dovrebbe in teoria starmi altamente sulle balle. Si, o quantomeno antipatici.
Creati in pratica a tavolino, se ho ben capito dalla famiglia La crus/Giacomo Spazio, con Cento giorni da oggi arrivano al terzo disco, dopo che i primi due hanno recuperato quella che è stata la canzone italiana da Mina a Ciampi, dagli stessi La crus ai Baustelle.
Nel nuovo album Raina e soci cercano un curioso e riuscito in alcuni casi melting pot tra nuove tendenze internazionali (revival anni 80, elettronica faidate, shoegazers, rock folkeggiante stars & stripes) ed un cantato in italiano che pesca sia nel nobile che nel torbido. E così, aspettando la prova finale sul palco del Mi Ami 2012, divertiamoci in uno stupidissimo gioco che spero vi appassioni (sarebbe splendido che ognuno creasse una sua tracklist) distratti lettori di inutile.

Il gioco si chiama: indovina chi ricordano.
- Gli zombie nel video di Thriller: inizialmente gli Arcade Fire di Suburbs, e poi alcuni piccoli secondi in cui si ha la paura che parta il tormentone della vespa dei Lunapop.
(voto 7, per il ritornello con coro di bambini)
- Alì: Battiato che comincia a cantare su una base dei Memory tapes, con Pezzali sempre in agguato.
(voto 8, singolo dell’estate esistenzialista, almeno non è un pezzo latino)
- Vero: il basso direttamente dall’ultimo The pains of being pure at heart che scivola su un cantato da signorina dei Delta v.
(voto 9, operazione riuscita)
- Una vita violenta: la chitarra di Marr e gli stoppati dei suoi Smiths, ma al posto di Morrissey arriva Bianconi in compagnia di Gazzè e Cremonini.
(voto 8, testo perfetto, peccato per quei pochi decimi Cremoniani)
- I 400 colpi: una cover di Ready to start ancora dagli Arcade fire, ma al posto di Butler a sorpresa scopriamo che la Consoli ha un fratello (sentire come rallenta le parole “ali”, “mani”, etc etc).
(voto 9, il ritornello killer, ma killer davvero, lo canta anche il mio cane da un paio di giorni)
- La primavera araba: musicalmente un qualsiasi gruppo vestito di nero e che si rimanda alla wave, finché senza alcun preavviso nel ritornello spunta la frase i mostri cattivi e con sommo dispiacere il primo nome a venirti in mente è quello degli zero assoluto.
(voto 6, belli i suoni, ma gli zero assoluto sono troppo anche per me)
- Le guerre umanitarie: i giovani ed inglesi XX che aspettano un minuto buono prima di scoprire che ad attenderli nel crescendo c’è il buon Raf.
(voto 7,5, perché alla fine Raf non mi è mai stato così sui coglioni)
- I volantini di Scientology: i Blonde Redhead nella ultima versione narcotizzata che su un soffice tappeto elettronico ospitano un cameo di Nicolò Fabi.
(voto 8, sarebbe stato un 9 senza quel: … due, come le parti di una mela…)
- Radiante: il cantante degli Altro, Alessandro Baronciani, che canta una canzone che è esattamente una canzone degli Altro.
(voto 10 se fosse su un disco degli altro, 5 per il fatto che non è su un disco degli Altro)

Forza, siamo aperti a diversi punti di vista.
Chi vi ricordano?

N.B. Gli altri 4 brani non raggiungono la sufficienza e in alcuni casi (Forse Italia, Tigri) neanche la decenza.

4 thoughts on “Amor fou: Cento giorni da oggi

  1. A me nei titoli e nei testi ricordano molte cose brutte tipo I Cani (Gli zombie nel video di Thriller??? Citazionismo nostalgico, un pizzico d’ironia, un pizzico di analisi sociologica à la hipster…), la musica mah. Indie rock furbetto. Per me gli manca un (bel) po’ di inventiva in più, ma ho idea che intendano proprio perseguire questa strada per un po’ di facile notorietà. Peccato.

  2. Recensione fichissima e “viva”. Torno a leggerla continuamente per confrontarla con le mie impressioni.
    Il disco è, a parer mio, uno scintillante prodotto pop, normale quindi che ingeneri ingarbugliati sensi di colpa tra gli ammiratori più “evoluti”…

  3. cit:
    Il disco è, a parer mio, uno scintillante prodotto pop, normale quindi che ingeneri ingarbugliati sensi di colpa tra gli ammiratori più “evoluti”…
    posted by davide on 06.12.12 at 8:35 am

    la perfetta sintesi di quella che era l’idea stessa del pezzo… grazie per “fichissima e viva”
    :)
    ale

  4. Ma tutti a giudicare, e tirar sentenze, ma ci sarà mai qualcosa che vi va bene? È un cazzo di disco pop con una scrittura più che dignitosa! Sembra il solito gioco del minkia quante ne so: sembra questo, richiama quello.. Ma ascoltate e non rompete i coglioni. Ben vengano gli amor fou, anzi ce ne fossero di gruppi così

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