{ieri abbiamo saputo che Massimiliano Chiamenti è morto. avremmo voluto pubblicare ancora tanti suoi pezzi: noi di poesie ci capiamo poco, ma le sue erano belle e ti arrivavano dritte e oneste. Enrico ha scritto che era un poeta vero: ecco. per ricordarlo pubblichiamo questa «Madonna nera», che avevamo già stampato nel #38.}

{grazie per la disponibilità e la cortesia, Massimiliano. grazie di cuore.}

La madonna nera

perché anche i duran duran dalla radio
hanno superato il tunnel del giro boia di boa
del millennio
così, è un gioco che faccio ultimamente
di vedere chi c’è rimasto nel secondo atto
dopo il grande crollo
faccio la conta e dico:
“be’, io ci sto, e freak, e paolo poli;
tondelli, pazienza, bellezza, freddy e cobain invece non ce l’hanno fatta
però bowie sì – anche se è di quelli
invecchiati male come me –
fiumani presente…
i depeche mode e i cure ci stanno…”
io mi dicevo pure rimuginandoci…
insomma non so se ho ricordato tutti nell’appello ma un po’ di ordine andava fatto
e sì insomma la musica
e sì se devo dire di qualcosa
che per metafora assomigli a dio
direi la musica
non che in dio io ci creda
ma diciamo così come modo di dire
che la musica è il modo in cui
mi immagino il paradiso
dove il corpo è lasciato al guardaroba
e si entra così vestiti di nientezza
o si resta solo tra i neuroni dei viventi
il dna dei figli le proprie opere e poco più
così la bambina beata sulla spiaggia
quasi nera quanto l’icona veneranda
ha già capito che suo
evangelicamente
è questo mondo
dove ciò che non è giovane, femmina e nero
ha in sé i germi della morte
“io sono come questa roccia”
recitava con la sua boccona l’attrice matrona nera
al recital dell’altra sera
e così voglio sentirmi anch’io
viventi peraltro in me
enormi reti di memorie e nostalgie
come le reti di pescatori sulle dune
sei conchigliette sull’acciottolato
e sì – ormai mi hai convinto –
questa fissazione con l’ego è solo una pugnetta

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2 Responses to In ricordo di Massimiliano Chiamenti

  1. Claudia says:

    mancano i versi conclusivi de La madonna nera:

    dove ciò che non è giovane, femmina e nero
    ha in sé i germi della morte
    “io sono come questa roccia”
    recitava con la sua boccona l’attrice matrona nera
    al recital dell’altra sera
    e così voglio sentirmi anch’io
    viventi peraltro in me
    enormi reti di memorie e nostalgie
    come le reti di pescatori sulle dune
    sei conchigliette sull’acciottolato
    e sì – ormai mi hai convinto –
    questa fissazione con l’ego è solo una pugnetta

  2. inutile says:

    Corretto, grazie!