About a record (3)

Fine Before You Came, Sfortuna
{di Alessandro Milanese}

Allora, per una volta, una volta sola, facciamo qualcosa di pratico, di funzionale.
OK.
Ecco
il link, il collegamento. Adesso mentre state leggendo questo pezzo scaricate gratuitamente, dal loro sito, il disco nuovo dei F.B.Y.C.
Bene, è partito?
Ottimo (mi dovete un favore), a questo punto parto anch’io.
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Milan l'è un gran birrùn

Signore e signorine e signorette, e che i signori restino fuori! Domani sabato 6 febbraio il vostro piccolo opuscolo preferito sarà al Mi Ami Ancora, al Leoncavallo S.P.A. perché con la scusa del Mi Ami Ancora abbiamo organizzato un epico incontro tra riviste che si fregia del nome di: banchetto di cinque riviste che stanno lì, al Mi Ami Ancora. Se ci inonderete d’amore, come l’evento richiede, potrete andarvene con un po’ di copie di Eleanore Rigby, Colla, Follelfo, El Aleph, e ovviamente il vostro opuscolo preferito (quello da attaccare alle pareti per nascondere i buchi del martello). Dalle 17 in avanti, fino all’alba - se resistiamo. Venite, divertitevi, amiamoci, e ascoltiamo buona musica.

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Bar NordEst (5)

{di Massimiliano Santarossa}

Entra Boracho, si siede, mi guarda e dice:
«Le donne sono tutte puttane.»

Si sistema il basco, si strofina le palle, e continua:
«E ricorda sempre, ragazzo, non andare mai con le turche. Gli puzza la pelle. Cazzo, le turche, mangiano cariole di aglio. Davvero troppo aglio, mangiano le turche.»

Poi riflette, uccide il bicchiere, e riprende:
«Ma finché l’uomo non capisce che le donne sono migliori dell’uomo, allora non sarà mai uomo veramente.»

Io non apro bocca. Lui si alza, fa un saluto militare, esce.
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Grosso guaio a Teletubbi-landia

{di Carlo Maria Miele}

Il produttore della Bbc, Billy Olsen, assicurò che nulla era stato toccato. La scena che avevano davanti era la stessa che aveva trovato lui stesso solo un’ora prima, quando lo avevano avvertito. Tinky Winky giaceva riverso nel laghetto con la stessa espressione inebetita che teneva quando era in vita. Il lungo corpo grasso ricoperto di pelliccia viola giaceva immerso nell’acqua fino alla vita. Teneva avvinghiata al petto la borsetta rossa dalla quale non si separava mai e dal monitor grigiastro che gli ricopriva lo stomaco arrivava ancora qualche scarica elettrica, come quelle di un televisore andato in corto circuito. Una specie di rantolo sempre più affievolito per un corpo che la vita stava abbandonando. Continua a leggere ->
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Il mese di gennaio 2010.
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