inutile online

inutile. opuscolo letterario
inutile fa cultura

Soggetti Smarriti, di Enrico Mazzardi

{recensione di Nicolò Porcelluzzi}

Un’introduzione sacrificabile

All’inizio erano gli ultimi minuti di Verissimo con la Parodi (quella maggiore che sta con quello che dirigeva Mediaset e adesso si sente Che Guevara, non sua sorella che poveretta è sempre in cucina e sta con quello che una volta ha urlato CAMPIONI DEL MONDO ad libitum). Partiva il valzer dei gossip e, giocando a calcio con i lego – lunga storia, guardavo incantato storie di persone che non conoscevo. Cercando di farla breve, dopo chili di interviste di Rolling Stone negli anni centrali delle superiori e qualche goffo tentativo di social networking, da un po’ di anni nel sottoscritto si è avviato un processo di disintossicazione dall’interesse per le vite degli altri. Forse Soggetti smarriti è un libro per chi come me, ha indirizzato quell’interesse in altre direzioni, ma non può fare a meno di sapere se Renzo e Lucia… cioè, fuori dal romanzo, facevano all’amore? Il libro – da qui in poi S.s. – parla più o meno di questo.

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numero 48

{Eccoci, all’inizio del nuovo anno, con un nuovo numero: il numero 48: qui sotto troverete l’editoriale e una breve introduzione per ogni pezzo. Sta per essere stampato e spedito agli abbonati e se lo volete potete comprarlo qui!
Visto che però siamo nel 2012, ci pareva brutto non vivere come nel 2012: allora eccovi anche il pacchetto completo della versione digitale (pdf, epub, mobi) che potete comprare a 2,00€ e vi sarà spedito direttamente alla vostra email!}

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Una boccata di vento

{di Mauro Maraschi}

Mio padre è un figlio di puttana. Abbiamo una villa a Favignana, un dammuso a Pantelleria e quello stronzo mi ha spedito a Marettimo, che sei giorni su sette è scollegata dalla civiltà per il maltempo. Gli ho anche proposto Bologna, ma lui è stato irremovibile. Marettimo, ha ordinato, almeno un mese – e da solo! Vallo a capire. Ho dovuto obbedire, ma è già dal terzo giorno che passo tutte le mattine al molo nella speranza di scappare. continua a leggere »

Intervista a Federico di Vita

{di Giacomo Buratti}

{da domani in libreria si può trovare Pazzi scatenati. Usi e abusi dell’editoria italiana (effequ, 14€), un saggio/inchiesta/romanzo scritto da Federico di Vita. Quella che segue è un’intervista registrata con l’autore del libro lo scorso ventisei dicembre, nel pieno stordimento postprandiale delle feste}

Come ha detto qualcuno, la paura è una delle caratteristiche della vita dei precari dell’editoria — e infatti molte delle persone che hai intervistato hanno chiesto di restare anonime —, mentre Pazzi scatenati è un libro che, come direbbe mia nonna, “non le manda a dire”.  È perché tanto ormai hai deciso che non lavorerai mai più nell’editoria o perché pensi che sia giusto così?

Non penso che lavorerò più nella piccola editoria. Ci ho provato per cinque anni e non sono mai riuscito a lavorare nel senso di essere pagato, che poi è quello che si trova sul vocabolario, e quindi penso che non ci lavorerò più perché ho bisogno dei soldi per vivere. Ma nel libro non ci sono scritte cose non vere. Io ho spiegato un meccanismo, che è quello del mondo editoriale, che porta allo sfruttamento della gente.

Li ritrai come una massa di incompetenti…

Molti sono incompetenti, molti sfruttano la gente: alcuni coincidono, alcuni no. Alcuni non sono né incompetenti né sfruttano la gente, ma sono una minoranza.

Ma secondo te è ora di dire le cose come stanno, e di proporti come Roberto Saviano dei poveri…

Sei un coglione.

… oppure c’è un po’ di disfattismo?

Voglio dire una cosa, perché vedo che anche tu, come altri che stanno un po’ nell’ambiente, tendi a notare solo uno degli aspetti. Lo stesso succede in quell’articolo a cui hai fatto riferimento di MilanoRomaTrani, pure lì vengono sottolineate solamente queste parti più risentite o rabbiose, per esempio l’intervista ai redattori anonimi. È vero, c’è anche questo nel libro, perché evidentemente quest’ambiente porta a maturare le considerazioni che hai fatto anche tu, che hanno fatto i redattori che ho intervistato e che in parte magari ho fatto anch’io. Però c’è anche dell’altro. Quello che ho provato a fare è parlare di questo mondo, di una situazione comunque tragica, però in modo lieve, anche per renderla accessibile a tutti e non per fare la solita parte di quello che si lamenta che  – anche se su questo tema forse non c’era – ha comunque rotto le palle. continua a leggere »

Ink & Paper, a Los Angeles

Be’: buon anno!

Be’: buon natale!

Giorgio Fontana @ Maerne

Sabato 17 dicembre 2011 presso la biblioteca Tronchin di Maerne di Martellago (Venezia) INUTILE » associazione culturale presenta Per legge superiore, l’ultimo romanzo di Giorgio Fontana.

È un romanzo che parla della giustizia, delle scelte, della vita e di Milano. Tutto in 245 pagine tirate e piene, che si lasciano leggere d’un fiato. Si potranno acquistare delle copie direttamente alla presentazione.

Iniziamo alle 18, fate un salto e ascoltate il nostro Matteo Scandolin chiacchierare con Giorgio Fontana.

Sabato 17 dicembre 2011, ore 18, biblioteca Tronchin (Piazza IV Novembre, 48), Giorgio Fontana @ Maerne. Evento organizzato in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Giovanili di Martellago

Intervista a Rick Moody

{di Giacomo Buratti}

{quella che segue è una parte di un’intervista a Rick Moody che il nostro Giacomo Buratti ha avuto occasione di portare a casa durante una recente visita a New York. Se volete leggere l’intervista completa, la potete scaricare in pdf, in epub, in MOBI}

È una domanda un po’ stupida ma te la devo fare: ti hanno mai scambiato per Hank Moody, quello di Californication?
La cosa divertente è che mio zio — il mio prozio, in realtà — si chiamava Hank Moody, e il mio vero nome è Hiram, con l’acca, così quando la serie è iniziata mi è capitato di chiedermi se fosse una specie di cronaca… su di me. E conosco qualcuno che conosce Tea Leoni, la moglie di David Duchovny, e ha chiesto a Tea e David se il nome [Hank Moody] fosse basato su me, e loro dicono che non è assolutamente così…
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VENERIS – la rubrica contagiosa/trasmissibile

{Ogni due venerdì, inutile mette il punto sulla settimana, con le novità che hanno titillato indelebilmente la fantasia della redazione. Recensioni di muscle car e nuovi ibridi ortofrutticoli, foto memorabili e video discutibili, scrittori in erba e libri in fumo, insomma, aspettatevi di tutto.}

Oggi, la Veneris del 9 dicembre 2011, vi offre:

È MORTO JERRY ROBINSON
Per tutti noi un po’ nerd e affezionati del fumetto, è stata una brutta settimana: è morto uno dei primi disegnatori di Batman, quello che ha contribuito alla creazione dell’aspetto così particolare del Joker: Jerry Robinson. Sigh!

RICONOSCI QUESTE MARCHE ANCHE SE IL LOGO CAMBIA?
Noi alcuni li abbiamo persi, confessiamo. Ma è un giochino divertente.

REGALI DI NATALE PER GLI IMPALLINATI DI TIPOGRAFIA
Qui in redazione qualcuno ha dovuto pulire il computer perché aveva sbavato troppo e rischiava di rovinare la tastiera. Però non sfigurerebbe, qui dietro di noi, eh.

LA PRIMA GIURIA DI SOLE DONNE
Nel 1911 una giuria composta da 12 donne dovette decidere se l’editore di un quotidiano fosse colpevole di oscenità: diranno di no, e con un verdetto mica male.

JANE AUSTEN NON ERA UN COFANO
Pare che la tradizione voglia Jane Austen piuttosto bruttina: quest’articolo del Telegraph, dal titolo piuttosto esplicito, sostiene invece che il ritratto ritrovato recentemente sollevi più d’un dubbio sul suo reale aspetto: magari era anche carina. (Posto che un autore va giudicato per quello che scrive non per i denti storti, ma vabbè.)