About a record (3)
09/02/10 00:32 Archiviato in:about a
record
Fine Before You Came,
Sfortuna
{di Alessandro Milanese}
Allora, per una volta, una volta sola, facciamo qualcosa di pratico, di funzionale.
OK.
Ecco il link, il collegamento. Adesso mentre state leggendo questo pezzo scaricate gratuitamente, dal loro sito, il disco nuovo dei F.B.Y.C.
Bene, è partito?
Ottimo (mi dovete un favore), a questo punto parto anch’io.
Continua a leggere ->
{di Alessandro Milanese}
Allora, per una volta, una volta sola, facciamo qualcosa di pratico, di funzionale.
OK.
Ecco il link, il collegamento. Adesso mentre state leggendo questo pezzo scaricate gratuitamente, dal loro sito, il disco nuovo dei F.B.Y.C.
Bene, è partito?
Ottimo (mi dovete un favore), a questo punto parto anch’io.
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Milan l'è un gran birrùn
05/02/10 23:16 Archiviato in:inutilmente
in giro
Signore e
signorine e signorette, e che i signori restino fuori!
Domani sabato 6 febbraio il vostro piccolo opuscolo
preferito sarà al Mi Ami Ancora, al Leoncavallo S.P.A. perché con la scusa
del Mi Ami Ancora abbiamo organizzato un
epico incontro tra riviste che si fregia del nome
di: banchetto di cinque riviste che stanno lì, al Mi
Ami Ancora. Se ci inonderete d’amore, come l’evento
richiede, potrete andarvene con un po’ di copie
di Eleanore Rigby, Colla, Follelfo, El Aleph, e ovviamente il vostro
opuscolo preferito (quello da attaccare alle pareti
per nascondere i buchi del martello). Dalle 17 in
avanti, fino all’alba - se resistiamo. Venite,
divertitevi, amiamoci, e ascoltiamo buona musica.
Bar NordEst (5)
05/02/10 00:11 Archiviato in:Bar
NordEst
{di Massimiliano
Santarossa}
Entra Boracho, si siede, mi guarda e dice:
«Le donne sono tutte puttane.»
Si sistema il basco, si strofina le palle, e continua:
«E ricorda sempre, ragazzo, non andare mai con le turche. Gli puzza la pelle. Cazzo, le turche, mangiano cariole di aglio. Davvero troppo aglio, mangiano le turche.»
Poi riflette, uccide il bicchiere, e riprende:
«Ma finché l’uomo non capisce che le donne sono migliori dell’uomo, allora non sarà mai uomo veramente.»
Io non apro bocca. Lui si alza, fa un saluto militare, esce.
Entra Boracho, si siede, mi guarda e dice:
«Le donne sono tutte puttane.»
Si sistema il basco, si strofina le palle, e continua:
«E ricorda sempre, ragazzo, non andare mai con le turche. Gli puzza la pelle. Cazzo, le turche, mangiano cariole di aglio. Davvero troppo aglio, mangiano le turche.»
Poi riflette, uccide il bicchiere, e riprende:
«Ma finché l’uomo non capisce che le donne sono migliori dell’uomo, allora non sarà mai uomo veramente.»
Io non apro bocca. Lui si alza, fa un saluto militare, esce.
Grosso guaio a Teletubbi-landia
02/02/10 01:02 Archiviato in:racconto
{di Carlo Maria Miele}
Il produttore della Bbc, Billy Olsen, assicurò che nulla era stato toccato. La scena che avevano davanti era la stessa che aveva trovato lui stesso solo un’ora prima, quando lo avevano avvertito. Tinky Winky giaceva riverso nel laghetto con la stessa espressione inebetita che teneva quando era in vita. Il lungo corpo grasso ricoperto di pelliccia viola giaceva immerso nell’acqua fino alla vita. Teneva avvinghiata al petto la borsetta rossa dalla quale non si separava mai e dal monitor grigiastro che gli ricopriva lo stomaco arrivava ancora qualche scarica elettrica, come quelle di un televisore andato in corto circuito. Una specie di rantolo sempre più affievolito per un corpo che la vita stava abbandonando. Continua a leggere ->
Il produttore della Bbc, Billy Olsen, assicurò che nulla era stato toccato. La scena che avevano davanti era la stessa che aveva trovato lui stesso solo un’ora prima, quando lo avevano avvertito. Tinky Winky giaceva riverso nel laghetto con la stessa espressione inebetita che teneva quando era in vita. Il lungo corpo grasso ricoperto di pelliccia viola giaceva immerso nell’acqua fino alla vita. Teneva avvinghiata al petto la borsetta rossa dalla quale non si separava mai e dal monitor grigiastro che gli ricopriva lo stomaco arrivava ancora qualche scarica elettrica, come quelle di un televisore andato in corto circuito. Una specie di rantolo sempre più affievolito per un corpo che la vita stava abbandonando. Continua a leggere ->


