Soggetti Smarriti, di Enrico Mazzardi
{recensione di Nicolò Porcelluzzi}

Un’introduzione sacrificabile
All’inizio erano gli ultimi minuti di Verissimo con la Parodi (quella maggiore che sta con quello che dirigeva Mediaset e adesso si sente Che Guevara, non sua sorella che poveretta è sempre in cucina e sta con quello che una volta ha urlato CAMPIONI DEL MONDO ad libitum). Partiva il valzer dei gossip e, giocando a calcio con i lego – lunga storia, guardavo incantato storie di persone che non conoscevo. Cercando di farla breve, dopo chili di interviste di Rolling Stone negli anni centrali delle superiori e qualche goffo tentativo di social networking, da un po’ di anni nel sottoscritto si è avviato un processo di disintossicazione dall’interesse per le vite degli altri. Forse Soggetti smarriti è un libro per chi come me, ha indirizzato quell’interesse in altre direzioni, ma non può fare a meno di sapere se Renzo e Lucia… cioè, fuori dal romanzo, facevano all’amore? Il libro – da qui in poi S.s. – parla più o meno di questo.



{Ogni due venerdì, inutile mette il punto sulla settimana, con le novità che hanno titillato indelebilmente la fantasia della redazione. Recensioni di muscle car e nuovi ibridi ortofrutticoli, foto memorabili e video discutibili, scrittori in erba e libri in fumo, insomma, aspettatevi di tutto.}